l'altra voce.net


lunedì 21 aprile 2008

Magnifica Rettora dopo Mistretta?
Rivoluzionario e contrastato
Maria Del Zompo, la prima donna

di Daniela Paba

Corrono in sette, per la successione di Pasquale Ristretta. Sei uomini: Gavino Faa, Raffaele Paci, Francesco Sitzia, Giovannino Melis, Antonio Sassu, Giuseppe Santa Cruz. È spuntata una donna: non qualsiasi. Maria del Zompo, ordinario di farmacologia, già prorettore (prorettora?) con Mistretta. Spariglia i giochi. Neuroscienziata di notorietà internazionale, incarna una bella figura di donna medico, sorridente e pragmatica, eppure sostenuta dall'aura ideale e indipendente della ricercatrice. La stessa che rende trasversalmente prestigioso e amato Gianluigi Gessa, suo maestro.

Cagliari potrà avere una Magnifica Rettora?

È presto per parlarne. Ho dato solo la mia disponibilità a candidarmi. In una riunione, mi sono limitata a leggere un intervento. Come altri colleghi: per dire quale università vorrei. La mia Università.

Sentiamo.

Ci aspetta un compito molto impegnativo, abbiamo di fronte un futuro difficile. Abbiamo iniziato a ragionarci con un anno e mezzo di anticipo. Si può però tracciare lo sfondo. La crisi economica internazionale e il sistema in cui l'Italia opera, avanzate, ci portano a vedere e a vivere la cultura e la formazione non come investimento ma come spesa. Si rischia di ragionare per la ricerca universitaria come per l'agricoltura: se rende vendere patate, si investe in patate. Ma la missione dell'Università è altra. La nostra è diventare una Research University, di alto livello, attirando così fondi pubblici in ogni settore, umanistico o scientifico. Si va verso un sistema in cui solo chi è in grado di attrarre fondi sarà premiato. È possibile mettendo insieme gruppi e dipartimenti senza togliere nulla alle individualità. Ma il livello qualitativo medio deve crescere. È l'obiettivo di molti colleghi: per questo mi hanno chiesto di candidarmi. Non voglio parlare di programmi. Anche se un progetto in testa ce l'ho.

La sua esperienza di pro-rettore cosa le ha insegnato?

È stata decisamente gratificante e mi ha portato a capire meglio quali sistemi governano le Università in Italia.

Perché si è dimessa dopo due anni?

Un anno e mezzo, per l'esattezza. Motivi personali e familiari. Non rinnego nulla, lo rifarei daccapo. Un'esperienza gratificante e istruttiva. Ma faccio altro di mestiere e in quel contesto avevo esaurito la mia funzione.

Tutti sottolineano la schizofrenia dell'Università di Cagliari: in posizioni di tutto rispetto nei settori di eccellenza, per il resto agli ultimi posti.

Nel tessuto della nostra università ci sono belle realtà con ottime competenze, ma anche criticità molto gravi: carenze che dobbiamo implementare. Migliorando la ricerca in modo che diventi davvero un volano. Offrendo una didattica di miglior livello iper fornire a chi insegna migliori competenze. Ma questi sono già programmi e io non voglio parlarne anche se ho tante idee in testa.

Cosa glielo impedisce?

Ci sono diversi aspiranti, vari colleghi anche della mia facoltà. Stiamo cercando di lavorare per trovare maggiori consensi, evitare che si formino squadre imponenti. Il mio intento è contribuire a un dibattito da cui deve scaturire una decisione condivisa. Bisogna ancora capire chi sostiene chi, ed è facile in questo momento essere scambiata per una che ha manie di protagonismo.

Sarebbe comunque una bella rivoluzione, se la sua candidatura fosse vincente. Dopo soli uomini, spesso massoni…

Certo, io non sono massona. In queste situazioni, si è sempre un po' soli. Quello di rettore è un posto di potere ambitissimo e io lavoro in un ambito ancora molto maschilista. L'avevo dimenticato come capita quando si cresce. Ma quest'uscita me lo sta facendo ricordare velocemente.

Mettere al centro cultura e ricerca, il motivo dominante dei suoi interventi sia con le istituzioni che con le imprese. Captatio benevolentiae?

Ci credo fortemente. Nelle classifiche dio Pisa siamo penultimi. Purtroppo considerare l'investimento in cultura come spesa è una tendenza del mondo occidentale che pretende un ritorno economico in tutto. Invece i Paesi in crescita stanno facendo oggi quello che noi abbiamo fatto in passato: investire in cultura. Anche i master all'estero vanno bene se contemporaneamente si investe nel territorio: altrimenti lo depauperano. I picchi di eccellenza non riescono a tenere alta la competizione più di tanto, bisogna diffondere e sostenere la qualità come modello. L'eccellenza da sola non paga. Ci spetta come compito la ricerca in tutti i campi, aiuta ad approfondire la conoscenza.

Resta la separazione tra la città e la sua Università. L'una ignora la vivacità culturale dell'altra…

Ma il desiderio di una maggiore interazione è reciproco. Dobbiamo trovare delle modalità nuove perché quello che si fa è troppo sparso e sporadico, dovrebbe essere sistematico. È importante impostare una migliore organizzazione e trovare fondi.

Come si fa a superare queste difficoltà?

Bisogna portare risorse dalle realtà locali, nazionali e internazionali. E questo si fa presentando progetti, migliorando la progettualità. Anche qui i gruppi di eccellenza non bastano. Mancano in questo ateneo servizi per la ricerca, mancano infrastrutture, tecnologie, risorse per figure altamente professionalizzate.

Il ventennio di Mistretta, storicizziamo un'epoca…

Una domanda da fare a Nanni Brotzu, a Gianluigi Gessa: l'hanno vissuta interamente. Se penso alle infrastrutture che Mistretta ha voluto, la Cittadella, Monserrato, l'azienda mista, sono tutte cose importanti, riconosciute. Se guardo la questione amministrativa, penso che ci siamo organizzati troppo tardi: questo ci ha penalizzato. La gestione amministrativa è fondamentale.

Come si sente, unica donna, tra tanti candidatiti maschi, come sempre?

Mi accorgo che in tanti anni non è cambiato nulla. Essere donna non è un vantaggio. Da una parte sono convinti che non abbia chance, dall'altra hanno paura delle quote rosa. Ma a dover dimostrare d'essere più brave siamo sempre noi, non loro.


Google
 


© 2008 Nesos Editoriale Indipendente srl - Cagliari