sabato 19 aprile 2008
Cala il mercato ma cresce l'occupazione, aumentano le imprese ma «il fenomeno va letto in chiave negativa»: è l'ottovolante del settore delle costruzioni nell'isola, fotografato dal tradizionale rapporto della Cna. L'immagine è un chiaroscuro: con le parti in ombra che rappresentano il 2007 e quelle più luminose che fanno ben sperare per il 2008 nella parte che riguarda in particolare le opere pubbliche. Il trend, fatti due conti, dovrebbe continuare anche nei prossimi anni: prima con i lavori in preparazione del G8 a La Maddalena, poi con il gasdotto dall'Algeria. Due appuntamenti da sfruttare: occasioni da non perdere perché coinvolgeranno tutta la Sardegna. Fondamentale per le imprese sarà farsi trovare pronte, come sottolineato dal presidente Renato Soru due giorni fa davanti agli imprenditori della Api sarda.
Intanto, però, il 2007 conferma la tendenza negativa del mercato: il calo è misurato al 5 per cento del valore della produzione, con una contrazione dello 0,4 per cento in più degli investimenti. A frenare sono tutti i segmenti del comparto isolano. La dinamica recessiva, che da tre anni caratterizza il settore, non risparmia nemmeno il segmento residenziale di nuova costruzione: fino al 2006 aveva fatto da traino, ora è in flessione dell'1,2 per cento. In calo anche la manutenzione ordinaria, con un meno 2,7 per cento, quantificabile in 877 milioni di euro pari al 14,6 per cento della produzione complessiva; in picchiata le opere del genio civile (-8 per cento), che rappresentano circa un quarto dell'intero mercato.
Secondo il presidente della Cna Francesco Porcu e il segretario regionale Paolo Porru è possibile un'inversione di rotta già nell'arco di quest'anno: interesserà soprattutto i mercati non residenziale e delle opere pubbliche, con una stima di ripresa rispettivamente dell'1,8 per cento e del 4,1 per cento. Di pari passo si registrerà un incremento dell'1,8 per cento sia sul valore della produzione che sulla nuova edilizia non residenziale (più 12 per cento), in particolare quella privata (più 16 per cento).
Se il mercato arretra, aumentano i lavoratori del settore. Sembrerebbe un controsenso, ma davanti alla recessione gli occupati sono aumentati nell'ultimo anno di oltre il 7 per cento. Tutto certificato dai dati Istat: dopo le flessioni del 2005 e del 2006, dalle 62.597 unità di due anni fa si è passati alle 67.118 del 2007. I dati trovano conferma, inoltre, nelle rilevazioni del sistema Casse edili. Sono la vera cartina tornasole della vivacità dei rapporti di lavoro nell'edilizia e mostrano, tra ottobre 2006 e settembre scorso, la crescita delle unità lavorative (più 5.410) e le ore lavorate (oltre 4 milioni e 700 mila). Nello stesso arco di tempo, gli addetti registrati sono passati da 38.662 unità del 2006 agli attuali 44.072: in linea con il dato nazionale che, sia per il ministero del Lavoro sia per l'Inps, registra una forbice tra 160mila e 200mila lavoratori in più.
In crescita, negli ultimi cinque anni, anche il numero delle nuove attività produttive: almeno 4.500 in più, per un totale di oltre 21mila imprese attive alla fine di dicembre. Sarebbe il secondo paradosso, perché secondo i vertici dell'associazione «il fenomeno va letto in chiave negativa». In questo caso il motivo è empirico: «Il 70 per cento delle nuove imprese è rappresentato da ditte individuali, in una corsa alla dequalificazione e frammentazione del settore che non conosce ostacoli di sorta».
Sul mercato edilizio influiscono in modo determinante i costi, sempre più elevati, e i mutui onerosi: in particolare sulla tipologia delle abitazioni. Nel 2007 è diminuito di quasi il 10 per cento il numero delle costruzioni private a fronte di una crescita del 5 per cento dei volumi realizzati. Il risultato sono edifici multipiano e dimensioni più contenute. Nel 2008, infatti, il 32 per cento del volume della produzione edilizia residenziale sarà concentrato su stabili con più di 16 appartamenti. Solo per un confronto: nel 2006 la tipologia dell'edilizia monofamiliare rappresentava il 44 per cento dei volumi prodotti.
(red)
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