venerdì 18 aprile 2008
di Cinzia Isola
C'è una bella differenza quando si usa l'Isola per metterla in mostra, o quando viceversa la si usa per mettersi in mostra. Berlusconi non ha perso tempo, per riportare la Sardegna alla ribalta internazionale. A modo suo: come il salotto buono per ricevere l'amico Putin. Duecento telecamere solo dalla Russia. Con l'aeroporto della sua fedele Olbia sotto assedio. Ma sotto i riflettori e in giro per il mondo ci finiranno solo i protagonisti.
Per il resto, l'unico scenario che l'Isola offre sono due giorni di relax riservato ai due leader politici nell'oasi della Certosa. Chissà se la Sardegna potrà ancora godere di una certa visibilità internazionale al di fuori dei siparietti salottieri del Premier Silvio Berlusconi.
Chissà se ci sarà continuità con le iniziative intraprese dal governo guidato da Romano Prodi negli ultimi due anni. Un periodo nel quale la Sardegna ha ospitato importanti avvenimenti internazionali avvenimenti e che culminerà nel G8 del 2009. Proprio ieri a Olbia si concludeva “Sardinia 2008”, l'esercitazione organizzata dal Dipartimento della protezione civile. Con l'Isola terreno per la più grande esercitazione internazionale mai organizzata in Italia finalizzata alla verifica delle procedure e delle tecniche per la lotta agli incendi boschivi. Sul piano politico, poi, alla fine dello scorso anno la Sardegna si è ritrovata al centro di importanti eventi, preludio a quello di massina importanza mondiale.
A metà novembre, ad Alghero è stato firmato l'accordo fra Italia e Algeria per il gasdotto, uno dei punti più importanti dell'intesa tra i due paesi. Al vertice parteciparono Prodi e il presidente algerino Bouteflika con i più importanti ministri dei due Paesi. Diversi i settori al centro della collaborazione: energia, difesa, commercio, sicurezza e lotta al terrorismo.
Dopo appena un mese Cagliari ospitò il D10: tra contestazioni e diffidenza il capoluogo fu scelto come location per la riunione di dieci, appunto, ministri della difesa: Algeria, Francia, Libia, Malta, Marocco, Mauritania, Portogallo, Spagna e Tunisia. Certo, va detto l'impatto mediatico fu modesto, ma il risultato non dipende dalle intenzioni. Comunque anche il sindaco Floris salutò il D10 come un avvenimento della massima importanza per Cagliari e la Sardegna.
Si tratta di manifestazioni condivisibili o meno, ma resta un fatto: offrire ospitalità, anche ad eventi scomodi e contestabili, significa guadagnare visibilità agli occhi del mondo. In questo contesto, si inserisce appunto il prossimo G8 a La Maddalena.
La partenza dei militari americani, salutata con un certo senso di liberazione, anche se a distanza di un anno, coinciderà con il summit dei potenti della terra. E allora, al di la dei legittimi pregiudizi ideologici, va detto: nell'isola arriveranno un sacco di soldi. Saranno utili per la riconversione turistica de La Maddalena e avviare tutta una serie di infrastrutture che renderanno più morbida la liberazione dagli americani. Certo, molti storcono il naso: il passaggio dalle stellette alle cinque stelle degli hotel in vista del G8 sembra un compromesso.
Ma tutto ciò che sarà realizzato nell'Isola, resterà ai sardi. Che, stando alle dichiarazioni degli organizzatori, saranno fortemente coinvolti nella edificazione delle opere necessarie per lo svolgimento del vertice. Conclusione: il governo prodi, anche sotto il profilo della visibilità internazionale, ha fatto in due anni più che qualsiasi altro in passato. Ben più di quello Berlusconi: nei cinque anni di governo, nessun avvenimento che non fosse politico-mondano, con la presenza di ospiti importanti ma a Villa Certosa: Sardegna salotto, appunto, non vetrina per il mondo.
© 2008 Nesos Editoriale Indipendente srl - Cagliari