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giovedì 17 aprile 2008

Fulmini sulla Sinistra arcobaleno
l'affondo del movimento sardista
«Ora cambiare la classe dirigente»

di Cinzia Isola

Dopo il tracollo, la riflessione. Immediatamente dopo, la rottura. Per la Sinistra arcobaleno è un momento difficile. Il movimento sardista in posizione critica guarda al futuro: «Il disastro elettorale ci costringe definitivamente ad interrogarci sul futuro delle relazioni politiche». Così Claudio Cugusi,ha annunciatole prossime mosse del movimento: «La prossima settimana si terranno in tutte le città sarde assemblee per decidere il da farsi».

Con una premessa: «Se un progetto di sinistra, di sinistra sardista, si può ancora costruire dovrà passare per l'azzeramento immediato degli organismi dirigenti della Sinistra arcobaleno: unici responsabili di questo fallimento storico e incapaci di tradurre con parole e proposte chiare i bisogni delle persone». In alternativa, il movimento sardista troverà altre strade per rappresentare i grandi temi sociali e ambientali che hanno ispirato e caratterizzato finora la sua azione politica.

Immediata la reazione del segretario regionale di Rifondazione comunista: «A sinistra c'è assolutamente bisogno di un atto di umiltà, di collettiva assunzione di responsabilità, da parte di tutti - ha sottolineato Michele Piras- anche da parte di chi, come Claudio Cugusi e il suo Movimento Sardista, ha imperversato in piena campagna elettorale lanciando appelli, anche se poi goffamente smentiti, al voto disgiunto».

Precisando che «se la sua decisione sarà quella di percorrere strade diverse avrà tutta la nostra solidarietà». Con un invito esplicito però: rinunciare al seggio che in consiglio comunale ricopre in nome e per conto del Prc. «D'altra parte - spiega Piras - gli esiti delle elezioni amministrative dimostrano che la Sinistra esiste ed è forte in numerose e significative realtà locali. Ciò che e' avvenuto alle elezioni politiche è il frutto innanzitutto di un forte processo di americanizzazione della politica italiana. Esistono, perciò, ragioni profonde di questa drammatica sconfitta che prescindono dalle responsabilità soggettive e che, quindi, non giustificano le operazioni di sciacallaggio dei topi che abbandonano la nave che affonda. La Sinistra va rifondata a partire dalla sua dimensione sociale, dalla necessià di una sua tangibile innovazione sul terreno delle pratiche e delle rappresentanze politiche, di un maggiore radicamento nei movimenti e nelle lotte».

L'analisi del voto di chi ha perso la rappresentanza in Parlamento ha una chiave di lettura politica, piuttosto che elettorale: «Il voto espresso dagli italiani non dice che non c'è più bisogno di sinistra ma l'esatto opposto. Ne Berlusconi ne la futura flebile opposizione del PD saprà infatti fornire risposte adeguate alla crisi drammatica che sta violentando la società, ai milioni di precari, disoccupati, pensionati che non arrivano più alla fine del mese».

Il futuro è tutto da costruire ma Michele Piras è fiducioso: «Prendendo responsabilmente atto dei limiti ma non sottovalutando le potenzialità espansive, in una relazione di alleanza competitiva con il centrosinistra regionale che, tuttavia, dovrà in quest'ultimo scorcio di legislatura recuperare collegialità, pluralità e porre al primo posto la questione sociale». Ecco perché Rifondazione comunista in Sardegna avvierà immediatamente questa riflessione nei suoi organismi dirigenti, sul suo futuro e su quello della Sinistra, sulla sua relazione con il Governo regionale».

La controreplica del consigliere comunale Claudio Cuguisi non si sposta di un millimetro:«Le ragioni della sconfitta tragica della Sinistra arcobaleno, anche in Sardegna, sono nella presunzione di chi pensa di guidare il popolo e non è più capace, al di là dei proclami, di intervenire sulla complessa società sarda e non dialoga più, a differenza di altre forze, con i movimenti territoriali e di scopo».

Lo scontro investe i rapporti tra partito e movimenti: «Il movimento sardista, con altre 70 realtà italiane, due mesi fa ha portato all'approvazione unanime a Roma un documento che impegnava tutti i partiti della Sinistra arcobaleno al dialogo serrato con i movimenti sui programmi delle elezioni politiche: quell'impegno è stato totalmente tradito, come testimoniano le tensioni che si sono poi sviluppate in tutta Italia, compresa la Toscana, l'Umbria e l'Emilia, dentro i partiti e nel rapporto partiti - movimenti».

Ferma la posizione sul rinnovamento della classe dirigente: «Ora, invece di vestire i panni più umili e proporre dal basso la costruzione della nuova sinistra, con tutti quelli comunisti, socialisti, indipendentisti e di area sardista - che in Sardegna la pensano come noi e dichiarano di starci - insiste Cugusi - c'è chi persevera nell'errore diabolico di una protervia vietata dalla storia e pure dalla matematica: senza forme nuove e persone nuove, senza un collegamento tra la parola e l'azione, senza pratiche politiche che vietino la scomunica, nessuna sinistra sarda sarà mai costruibile insieme».


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