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martedì 15 aprile 2008

L'avviso di sfratto da destra è prematuro
l'argine-Soru regge, Pd-maquillage
con dinosauri, Maninchedda no maninpasta

di Darwin

È un Renato Soru dispiaciuto quello che commenta a caldo i risultati nazionali e nell'isola.

Eppure, nonostante lo tsunami delle libertà abbia fatto breccia, l'argine sardo ha, tutto sommato, retto bene, contenendo lo scarto in tre punti percentuali e dando speranza di un recupero possibile in vista delle prossime regionali.

A questo risultato si aggrappa il bel Renè, che non è lo storico sciupafemmine di Badu e'carros, ma lo scontroso dominus di viale Trento. Per ripartire, in quest'ultimo anno di passione, al governo della Regione.

Perché l'ha detto chiaro: qualunque sia il risultato non mi dimetterò, la battaglia è stata tra Berlusconi e Veltroni, non mettetemi in mezzo.

Però, si sa, quando ci si azzuffa gli schizzi arrivano per tutti, e la destra sarda continua a parlare di avviso di sfratto per Soru, come disperati occupatori abusivi di case, squatter rosi dalle intemperie, pronti a sfondare porte non appena il legittimo inquilino va a fare la spesa. O a deporre la scheda nell'urna, nel caso specifico.

Di vero c'è che il rinnovamento annunciato da Veltroni non ha convinto, e si è risolto infine in una grandiosa e frettolosa opera di maquillage. Ai nomi nuovi, non tutti esaltanti a dire il vero, si sono affiancati vecchi dinosauri, con qualche rinuncia eccellente, in attesa di tempi migliori.

Con i primi ragionamenti già in corso gli amici del PD si fanno mesti le condoglianze, coraggio-la-vita-continua. Metabolizzano il lutto lentamente, una vita con Berlusconi è dura per chiunque, eccetto che per Silvio, ovviamente.

Sono state delle "politiche" interessanti, dal punto di vista scientifico. A Ceppaloni si scopre il gene dell'infedeltà, viene debellato il germe comunista, il Sud america vota siciliano, e poco importa se senza saperlo,  Maninchedda non riesce a mettere le mani in pasta, l'aveva detto però, perché gli esami del sangue (sardo doc per carità) dicono che è malato di quorum. E qualcuno scopre a settant'anni l'elisir di lunga vita, raccolto in preziose ampolle dagli ameni e un po' inquinati rivi padani.

Consoliamoci con il progresso della scienza e in fondo che ci frega: la casa e la macchina l'abbiamo tutti e tra poco senza ICI e bollo auto staremo tutti meglio. O no?


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