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venerdì 11 aprile 2008

«Basta con gli specializzandi al Brotzu:
siamo incapaci, istruiteli all'Università»

Ecco il testo della lettera inviata dal dott. Giovanni Battista Manduco, responsabile di Anestesiologia e del Dipartimento di emergenza del “Brotzu”, al prof. Gabriele Finco, direttore della Scuola di specializzazione di anestesia e rianimazione dell'Università, al preside della Facoltà di medicina prof. Gavino Faa e al direttore generale dell'Azienda Brotzu, dott. Mario Selis.

Egregio professor Finco,

con la presente intendo ammettere la mia incapacità e conseguente impossibilità e indisponibilità ad onorare l'offerta di collaborazione da Lei fattami riguardo la partecipazione alla formazione teorico-pratica degli specializzandi da realizzarsi presso il Servizio di Anestesia dell'Azienda Ospedaliera Brotzu da me diretto.

Sia Lei che i suoi predecessori mi avete generosamente coinvolto nel programma formativo forse influenzati e condizionati dal luccicante teatro che vi ho messo a disposizione: 13 sale operatorie dotate di tecnologie avanzate dove 32 anestesisti operano su pazienti affetti da patologie riferibili alla Chirurgia d'Urgenza, Ortopedia e Traumatologia, Ginecologia, Ostetricia e Analgesia del Parto, Cardiochirurgia, Cardiologia Pediatrica, Emodinamica; Chirurgia Toraco Vascolare, Epatica, Oculistica, Maxillo Facciale, Plastica, Urologia, nonché trapianti di cuore, rene, fegato, pancreas, cornee e un Centro di Terapia Antalgica.

L'accoglienza e l'inserimento degli specializzandi dei 4 anni di corso, la loro assegnazione alle diverse specialità chirurgiche, la scelta degli anestesisti tutor, la verifica del grado di apprendimento, veniva fatta seguendo un programma formativo teorico-pratico che vedeva come figura di riferimento e di coordinamento il Dott. Maurizio Cocco.

Perché il Dott. Cocco? Perché, a mio giudizio, è il più incline all'insegnamento, il più “universitario”. Brillantemente laureato e specializzato, lavora da più di 10 anni al Brotzu ricevendo attestati di stima per le sue capacità professionali sia da parte del sottoscritto che dei colleghi anestesisti e chirurghi tutti; ha pubblicato su riviste nazionali accreditate 20 lavori scientifici; ha organizzato, partecipato, in veste di relatore, a numerosi meeting, congressi e incontri scientifici; ha, da molti anni, incarichi di insegnamento presso la scuola di specializzazione; si occupa con impegno e competenza dell'iter formativo teorico-pratico degli specializzandi da Lei destinati alla frequenza nel nostro ospedale; ha compilato, come Lei ben sa, numerose tesi di laurea e di specializzazione.

Bene, il Dott. Cocco, qualche tempo fa, mi comunica la sua intenzione di voler partecipare al concorso per l'assunzione di anestesisti destinati al Servizio di Anestesia del Policlinico Universitario che Lei dirige: una scelta di vita, la sua, che io non ho contrastato.

Si arriva dunque al concorso e i risultati non sono proprio brillanti: giudicato alla prova scritta in termini di mediocrità e quindi superato nella graduatoria provvisoria da alcuni dei suoi ex allievi; bene, penso io, probabilmente è vero che, a volte, un buon maestro forgia allievi destinati a superarlo.

Però in questo caso Giotto non docet, perché a concorso ultimato in tutte le sue varie prove, giovani e inesperti neospecialisti che superano in graduatoria l'ex maestro sono ben 12, in barba ai titoli scientifici, di carriera, e validità delle prove concorsuali sostenute, assolutamente non conosciute preventivamente. Sconsolatamente tredicesimo.

In me si realizza repentinamente un pensiero maligno: non sarà che questa società bacata, dove hanno diritto di alloggio e potere decisionale, figure squallide, nani focomelici di cultura asinina andati avanti per soli accozzi e intrallazzi, non sarà che tale sistema abbia qualche sua metastasi anche e persino in campo medico? Sarà mai possibile che una cupola miserabile abbia taroccato il concorso e per lerci motivi di interesse e di invidia abbia voluto umiliare un medico puro, capace, onesto ed entusiasta del suo lavoro e contemporaneamente gettare una palettata di merda sul Servizio di Anestesia dell'Ospedale n. 1 della Sardegna, sul suo Direttore e quindi sull'intero Brotzu?

Le assicuro però che questo ignobile pensiero ha avuto la durata di un flash e si è immediatamente dissolto quando mi è stata resa nota la composizione della Commissione di concorso, segnatamente nella figura del presidente che, uomo di spiccata e riconosciuta dirittura morale ed intellettuale, ancorché strutturato su solide basi scientifiche e pratiche, è garante integerrimo della validità e correttezza delle valutazioni e conseguente graduatoria dei candidati.

Quindi l'iniziale sospetto ha lasciato il posto all'unica, seppur sconsolante, amara verità: il Dott. Cocco e l'ambiente che lo ha espresso, il Servizio di Anestesia e tutto l'Ospedale Brotzu, meritano quel giudizio di mediocrità e quindi la conseguente posizione in graduatoria se, come è vero, la Commissione giudicatrice è, come la moglie di Cesare, al di sopra di ogni sospetto.

Prendendo, quindi, atto della nostra condizione di acclarata e manifesta incapacità didattica e formativa che vede allievi incomparabilmente più preparati degli insegnanti, per non rischiare di inficiare e di annacquare la preparazione dei suoi specializzandi, La prego di astenersi dal mandarli a frequentare le sale operatorie del nostro ospedale, i nostri anestesisti, compreso il loro Direttore”.

Giovanni Manduco


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