l'altra voce.net


venerdì 11 aprile 2008

Scendono in campo i Riformatori anti Soru
«Un voto utile all'Udc o al PdL»
Fuori dai giochi romani, al lavoro per il 2009

di Marco Murgia

Tutto in un giorno: la campagna elettorale dei Riformatori per le nazionali di domenica e lunedì dura lo spazio di un paio d'ore. Anomala: niente liste e neanche un candidato per il Parlamento, tenuti fuori dai calcoli delle segreterie nazionali di Forza Italia e Alleanza Nazionale. Serve giusto il tempo di dare l'indicazione di voto agli aficionados, funzionale a quello che è il vero obiettivo del gruppo di Michele Cossa e Massimo Fantola: le elezioni regionali dell'anno prossimo. Allora ecco il suggerimento: il segno sul simbolo dell'Udc o del Popolo della Libertà. Tutto ma non il centrosinistra: in vista della gara nell'isola del 2009.

Che i due appuntamenti in Sardegna siano legati a doppio filo è fuori di dubbio. Lo sanno e lo sottolineano: «È necessario assicurare la più larga partecipazione al voto, con preferenza per il centrodestra, perché non c'è motivo di premiare una coalizione che ha governato male». Molto meglio dare il voto a chi in un modo o nell'altro ha escluso i Riformatori dalla corsa al Parlamento.

Tutto calcolato, per almeno due buone ragioni. La prima è fondamentale: liberi dagli impegni in vista del 13 e del 14, i Riformatori sono da tempo al lavoro per il 2009. Hanno un programma politico (la presentazione è fissata per il 20 al castello di Sanluri) studiato dai coordinamenti delle otto province in numerosi incontri con il mondo dell'Università, degli imprenditori, dei lavoratori e degli amministratori locali: pronto da mettere sul piatto sotto lo slogan «Prima i sardi poi la Sardegna».

Progetto ambizioso: si propongono come il collante di una coalizione di centro che unisca tutte le forze liberaldemocratiche isolane. Un grande partito dei moderati, alternativo al centrosinistra, buono per superare i contrasti esplosi tra le segreterie del Popolo della Libertà e dell'Udc: «In Sardegna non devono essere replicate le divisioni oggi presenti a livello nazionale», dice il capogruppo in Consiglio regionale Pierpaolo Vargiu. Ci aggiunge la richiesta di dimissioni del governatore dopo le politiche in caso di vittoria del centrodestra, senza escludere la possibilità che arrivino in ogni caso «per sparigliare i piani di tutti».

Tutto in chiave anti Soru, quindi. Ragionato anche questo: è il tema principale delle campagne elettorali dei partiti che i Riformatori tendono a far convergere. E l'argomento funziona. Da una parte, in casa PdL, gli appelli all'unità di intenti si sprecano: arrivano dal coordinatore regionale di Forza Italia Piergiorgio Massidda, dal ministro Beppe Pisanu e dal sindaco di Cagliari Emilio Floris, in grande spolvero durante tutta la campagna elettorale.

Dall'altra, su sponda Udc, l'investitura arriva dall'alto. Direttamente da Pierferdinando Casini, durante il suo tour elettorale nell'isola. Parole dolcissime per Massimo Fantola: il candidato premier dei centristi lo vedrebbe come presidente della Regione o primo cittadino del capoluogo. E secondo chi conosce bene il sempre abbronzato ex senatore, quest'ultimo incarico sarebbe quello ben accetto. Nel mezzo ci sono loro: in posizione quasi di forza in vista del 2009 dopo lo scontento per l'esclusione dai palazzi romani che contano. Riformatori, ma anche calcolatori.


Google
 


© 2008 Nesos Editoriale Indipendente srl - Cagliari