venerdì 11 aprile 2008
Settimo Nizzi torna sul trono del Cines, il consorzio industriale del nord-est della Sardegna. L'ex sindaco di Olbia, candidato alla Camera nelle file del Popolo della Libertà, riprende la poltrona su cui era salito il 25 febbraio. Gliela riconsegna il Tar, che ha respinto il ricorso presentato dal presidente Ninni Chessa, esponente di Progetto Sardegna: chiedeva l'invalidazione della seduta nel corso della quale l'esponente di Forza Italia fu eletto alla presidenza.
Il 18 marzo scorso il Tar aveva sospeso la validità dell'elezione in attesa del giudizio di merito emesso oggi dai giudici della seconda sezione, presieduta da Rosa Panunzio. Il Tar ha di fatto confermato la validità del provvedimento emesso dal giudice monocratico del tribunale di Olbia, Paola Ferrari Bravo: ritenendo non valida la precedente e molto contestata riunione del 22 febbraio per il mancato arrivo delle delibere a palazzo di giustizia nei tempi da lei fissati, aveva convocato una nuova seduta, tre giorni piu' tardi, sfociata nella revoca del consiglio di amministrazione guidato da Chessa e nella proclamazione di Nizzi alla guida dell'ente.
Durante quella assemblea, considerata regolare da Chessa e dai soci che lo sostengono, il centrodestra abbandonò l'aula per contestare l'allontanamento, da parte della presidenza, dell'esponente di Confindustria Massimo Putzu, massimo sponsor dell'ex sindaco, considerato l'uomo più potente di Olbia. L'assenza di Putzu aveva consentìto a Chessa di evitare la sfiducia in aula. Ribaltone evitato, in quella occasione. Ieri la decisione del Tribunale amministrativo: classifica stravolta, di nuovo Nizzi primo e Chessa secondo. Una corona senza portafoglio: ma solo se l'ex sindaco confermerà la volontà di rifiutare i 5mila euro di indennità mensile.
(red)
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