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venerdì 11 aprile 2008

Concorso-beffa per anestesisti: bocciato
al Policlinico "professore" del Brotzu
promossi tutti i suoi allievi specializzandi

Al “Brotzu” ma anche all'Università, ben oltre la Facoltà medica, non si parla d'altro. Da anni, i medici specializzandi in anestesiologia operano nel grande nosocomio potendo contare su un “terreno di gioco” di 13 sale operatorie, al fianco di 32 anestesisti, molti dei quali in veste di tutor per le “reclute”: su richiesta e in collaborazione con l'Università. A capo del “servizio istruzione reclute”, il primario del Brotzu, Nanni Manduco, ha da tempo indicato Maurizio Cocco, per la sua particolare attitudine “universitaria”, la preparazione e l'esperienza testimoniata da molti riconoscimenti e numerose pubblicazioni scientifiche. Apprezzato anche dagli allievi e naturalmente a livello universitario, come coordinatore dell' ”istruzione” specifica. En passant, coinvolto nelle tesi di molti degli stessi specializzandi.

Qualche tempo fa, Cocco annuncia a Manduco l'intenzione di partecipare a un concorso per l'assunzione di anestesisti per il Policlinico Universitario, diretto dal prof. Raffaele Finco. Una scelta di vita e professionale, che il primario non ostacola. Cocco affronta il concorso e si trova fianco a fianco con gli specializzandi suoi allievi al Brotzu. Nelle prove scritte, non ottiene più di un giudizio di mediocrità. Ma alla fine del concorso, con relativa graduatoria, viene fuori un risultato a dir poco grottesco. Il “professore” è appena 13º: escluso, perché i posti da assegnare sono undici. L'aspetto incredibile è che è classificato dietro tutti o quasi i suoi “allievi” che ha appena formato al “Brotzu”.

Qualche allievo eccezionale che superi il maestro non è infrequente. Ma che tutti, freschi di studi e preparazione, risultino più preparati teoricamente e nelle prove pratiche di un professionista con lunghi anni di studi e di attività sul campo, anche come loro “docente”, è una faccenda che mette sotto accusa non Cocco bensì il sistema dei concorsi medici, le selezioni spesso pilotate, magari taroccate se non, come frequentemente si è accertato, proprio oggetto di veri falsi.

La vicenda è talmente scandalosa da non poter passare sotto silenzio nonostante le consuete coperture corporative. Intanto per i paradossali effetti esterni. Se “il professore” è talmente scadente da finire agli ultimi posti, escluso dalla graduatoria degli assunti, cosa mai potranno valere gli “allievi” istruiti da lui, benché vincitori in danno del “maestro”? Quale serietà si può attribuire ai corsi, o meglio, al concorso con questi risultati grotteschi? C'è anche un punto d'orgoglio professionale e per conto del “Brotzu”. E' l'intero ospedale, anche oltre il settore anestesiologico, a beccarsi un ceffone ridicolo ma bruciante. Prima e da sempre richiesto di essere la qualificata “palestra” per gli specializzandi che l'Università non può formare sul campo.

Poi, quando il responsabile della struttura si propone per il Policlinico di cui specializza i futuri anestesisti, viene bocciato: come un pivello. Una vicenda tragicomica che viene giustamente denunciata dal responsabile del “Brotzu”, Nanni Manduco, con una lettera puntuta e graffiante al suo omologo del Policlinico, al preside della Facolta di medicina Gavino Faa e naturalmente al manager dell'ospedale, Mario Selis. Superfluo dire che l'intero nosocomio si riconosce con forza dietro la denuncia e non solo per la notoria insofferenza tra universitari e ospedalieri: stavolta c'entra fino a un certo punto. La commissione “bocciante” non era (non poteva essere) presieduta da un universitario.

Sotto accusa, fatto a pezzi nella credibilità di un caso concretissimo, è il sistema dei concorsi e gli strani giochi tra, pro-contro, i camici bianchi. Ovviamente il giudizio della commissione nulla toglie al prestigio professionale di Maurizio Cocco. Semmai demolisce il suo e del sistema. Una storia così penosa che non può restare sotto silenzio. Richiede che si esprimano il preside di Medicina, i responsabili sanitari del Policlinico, il manager dell'Azienda mista Ninni Murru. Senza buttare la polvere sotto il tappeto. È tossica, va portata allo scoperto, spazzata via. Per non farci ridere dietro in tutta Italia

(AV)


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