giovedì 10 aprile 2008
Vede e prevede, Bobo Craxi. A Cagliari per la chiusura della campagna elettorale del Partito socialista, pronostica la vittoria del centrodestra alle politiche di domenica e lunedì e traccia il futuro di Renato Soru: con l'affermazione del Popolo della Libertà in Sardegna, dice, il presidente della Regione «dovrà rimettere il suo mandato perché va rispettata la scelta dei sardi». Il risultato immediato è il ritornello delle ultime settimane: il voto nell'isola ridotto a pro o contro il governatore da una parte; dall'altra la sua legittimazione bipartisan a leader del centrosinistra locale.
Parte da lontano, il sottosegretario agli esteri: «Avremmo voluto far vincere il centrosinistra nel Paese. Ma Veltroni l'ha fatto perdere: prima sciogliendo questa alleanza, poi cercando una solitudine che non c'è, visto che sta alleato con Di Pietro, legato alle sue manette». Partita già chiusa, secondo il figlio di Bettino: «Di fronte a noi», spiega, «abbiamo la vittoria della destra, la divisione della sinistra e la confusione nel maggior partito del centrosinistra. Non avendo preso posizione su diritti e riforme ha scelto di rincorrere Berlusconi sul suo terreno. E sul suo terreno lui è imbattibile».
Il rischio di schiacciamento per i socialisti è altissimo. Da qui le critiche all'attuale sistema bipolare: «Il Partito democratico e il Partito delle Libertà sono partiti che non esistono: non esistono in Europa, non esistono in Africa e non esistono nelle Americhe. Sono un'invenzione italiana, ma non intelligente». Piuttosto «un'anomalia italiana» da «cancellare al più presto».
Vittima illustre di quel sistema sarà anche il presidente della Regione: «Lunedì Soru dovrà guardare i risultati. Se i numeri diranno che i cittadini hanno dato la maggioranza ai partiti dell'opposizione, il giorno dopo il presidente dovrà rimettere il suo mandato perché va rispettata la scelta dei sardi». Pesa senza dubbio l'uscita dalla coalizione Sardegna insieme dello Sdi, ufficializzata dopo l'approvazione della finanziaria 2008 su cui il gruppo si era astenuto.
Allora, come ieri, il segretario regionale e capolista per la Camera Peppino Balia in prima fila. Presente anche il deputato uscente Giorgio Carta (Psdi). Nella scorsa legislatura, Carta era stato ospitato nelle file dell'Ulivo che aveva inteso garantire la cosiddetta “tribuna parlamentare” al Partito socialdemocratico. «La sua presenza in questo momento è molto importante perché significa che i socialisti potranno sempre di più riunirsi e ritrovare un'azione comune e incisiva», ha commentato il sottosegretario alla Difesa Emidio Casula, capolista al Senato.
(red)
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