mercoledì 9 aprile 2008
Prima a La Maddalena per un incontro con gli imprenditori locali, poi a Olbia per un incontro con gli amministratori della Gallura. La giornata isolana di Guido Bertolaso, commissario staordinario per il G8 che si terrà a La Maddalena, è anche l'occasione per fare il punto sullo stato dei lavori. Avviati il 1º aprile, gli interventi che ridisegneranno parte dell'arcipelago sono già al centro di una ridda di voci che «stanno creando un sacco di difficoltà».
Bertolaso è lapidario: «Raramente ho visto in soli tre mesi un fiorire di commenti così strampalati, addirittura con la pubblicazione di foto che non so da dove siano venute fuori. Non c'è niente di più sbagliato, perché i progetti sono ancora in fase di studio e alcuni atti siamo costretti a secretarli per ovvi motivi di sicurezza».
Immagini e simulazioni progettuali che non dovrebbero avere niente a che vedere con quello che sarà il risultato finale. Meglio chiarirlo, perché sul summit degli otto grandi la tensione è già alta solo a nominarlo: sono «alveari alti decine di metri, speroni che si affacciano sul mare, edifici di cinque o sei piani. Vedendo queste cose, dall'ufficio di tutela del paesaggio della Sardegna mi chiamano per chiedermi se io stia nascondendo qualcosa. Sia chiaro che nessuno ha voglia di andare a La Maddalena con le ruspe e cementificare un'area che è un parco nazionale».
L'avvertenza è netta, rivolta soprattutto a chi si occuperà dei progetti: «Se non otteniamo i permessi da chi deve tutelare il paesaggio e i beni storici e architettonici, il G8 lo faremo su cinque transatlantici: e allora addio ricadute sul territorio. Oppure da un'altra parte in Italia». Ma le difficoltà maggiori vengono dall'esterno: «Il nostro problema numero uno è la sicurezza e foto e commenti vengono già valutati a livello internazionale». Un problema in più per una organizzazione che di sicuro non sarà semplice.
Fra gli ostacoli da superare potrebbe esserci anche la Commissione europa. Dopo il ricorso inviato il 21 marzo dalle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d'Intervento Giuridico, anche l'europarlamentare Monica Frassoni (Verdi/A.L.E.) ha presentato un'interrogazione sulle potenziali deroghe alla normativa comunitaria sulla valutazione di impatto ambientale e sulla pubblicità delle opere determinata dalla recente ordinanza del Presidente del Consiglio Romano Prodi, con ulteriori competenze affidate al commissario governativo delegato Guido Bertolaso.
(red)
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