l'altra voce.net


mercoledì 9 aprile 2008

Casini, il centro all'attacco
Frecce avvelenate a Silvio,
e in Sardegna vuole sfilare
il senatore a Rifondazione

L'ora di Pierferdinando Casini scocca puntuale: per la gioia dei fedelissimi, compresi gli eterni indecisi e transfughi dell'Udeur, seduti in prima fila. C'era anche il senatore uscente Massimo Fantola, in rappresentanza dei Riformatori rimasti a terra, ma non si sa se portasse in dono voti certi. L'appuntamento in Fiera, a Cagliari, per amici e simpatizzanti dell'Udc lascia presagire comunque un futuro abbastanza scontato in vista delle prossime regionali nell'Isola.

Davanti ad una sala gremita con oltre un migliaio di simpatizzanti il leader dell'Udc ha manifestato convinzione per un pieno risultato di un candidato sardo al Senato. «Abbiamo le carte in regola per farlo», ha detto Casini «e per sottrarre un seggio a Rifondazione comunista. Per noi è fondamentale essere in competizione con l'estrema sinistra».

La butta un po' sul nazionale quando lancia frecciate al leader del Popolo delle libertà: «Berlusconi ha dato un altro schiaffo all'Italia proponendo la Prestigiacomo come ministro perché, lei che fu tra gli oppositori della legge sulla fecondazione assistita, ci da già un segnale sulla direzione del futuro governo Berlusconi, se mai sarà eletto». E in replica alla sua scelta di correre da solo: «Io voglio tanto bene a Silvio, ma se la sua altezza fosse pari al suo naso, sarebbe alto almeno un metro e novanta, uno degli uomini piu' alti d'Italia».

Il leader centrista non risparmia neppure il candidato premier del Partito democratico Walter Veltroni, e sulla lettera inviata a Berlusconi ha qualcosa da dire: «Non ho bisogno di siglare un patto di lealtà alla Repubblica perché l'ho sempre rispettata, da presidente della Camera e da semplice parlamentare». Rivolto ancora al Cavaliere: «Dico piuttosto a Berlusconi, che non sembra decidersi se fare o meno Bossi ministro, di chiarire subito come sarà composto il suo governo, per evitare equivoci perché le cose che sono capitate in queste ore sono molto gravi. Per due anni siamo stati vittime di Bertinotti - ha concluso Casini - se vincerà Berlusconi nei prossimi anni saremo vittime di Bossi e delle sue follie».

Poi, ha accusato Pd e Pdl di voler distruggere ogni alternativa quando invitano «a votare per l'uno o per l'altro ma non per il centro, inventandosi la storia del voto utile». Per quanto riguarda la Sardegna, l'ex presidente della Camera ha mostrato certezza sulla forza del suo partito anche in vista delle regionali 2009. «Saremo determinanti, come al Senato, perché senza l'Unione di centro in questa regione non si vince. Nell'isola abbiamo una storia, una tradizione, una classe dirigente, non siamo un partito improvvisato, non presentiamo nani e ballerine, ma proponiamo qualcosa di serio», ha sottolineato Casini chiudendo il comizio cagliaritano durato circa mezz'ora.

Una battuta finale per il presidente della Regione: «Soru se ne deve andare a casa il prima possibile», ha detto il leader dell'Udc. «Visto il fallimento del governo Soru, temo che l'esperienza di Veltroni sarà uguale».

(red)


Google
 


© 2008 Nesos Editoriale Indipendente srl - Cagliari