martedì 8 aprile 2008
di Andrea Pusceddu
Magari non sarà vero che in Italia moriremo da democristiani, ma è sicuro che da scudicrociati continuiamo a divertirci alle grande.
Mentre l'economia del pianeta sta andando a rotoli e la commedia dell'Alitalia è ai titoli di coda, ci trastulliamo con le elezioni anticipate grazie ad un partituccio di centro che ha segato il ramo su cui stava seduto, in omaggio al più classico degli sketch di Tom e Jerry. Quel partito, a conduzione familiare come le belle trattorie di una volta, si è poi dissolto nel nulla, anche se in ossequio alle leggi classiche di conservazione nulla si è davvero distrutto e tutto si è trasformato. Quasi tutti i nomi grandi medi e piccoli che si dichiaravano mastelliani sino alla morte sono prontamente saltati chi a destra, chi a sinistra, ma continuando con imperturbata fermezza a professarsi di centro.
C'è poi la surreale vicenda della Rosa Bianca, la quale che prima esce dall'UdC, scuotendosi la polvere dai calzari con dolorosa e rassegnata dignità, autoproclamandosi come solo, unico, vero partico di centro. Salvo poi,non appena Casini decide che sul predellino del PdL ci si sta un pochino stretti, allearsi con lo stesso partito da cui aveva fatto la diaspora pochi giorni prima.
La questione è filosofica: la Rosa si sposta al centro, e poi l'UdC la segue. Ma è stato l'UdC a confluire nel centro di Tabacci, oppure la Rosa a rientrare nel centro di Casini? Chi è stato ad accogliere chi? Abbiamo due “veri centri” alleati tra loro senza però confluire in una formazione unica.
La Rosa Bianca nel frattempo è diventata la Rosa per l'Italia,ma non sembra che tutto sommato questo cambiamento abbia gettato molto scompiglio tra le folle che - a detta di Pezzotta e Baccini - aspettavano con ansia la creazione di un nuovo partito moderato di centro.
A proposito di moderati, è consolante scoprire che Casini, da quando ha deciso di non affluire nel PdL, abbia trovato finalmente il tempo di leggere i giornali degli anni passati. Ha scoperto che Berlusconi per cinque anni ha governato pensando ai suoi interessi, che è un leader poco serio ed affidabile, che è vergognoso sentirlo inneggiare all'evasione fiscale. Ha - il cielo ci perdoni - appreso che Silvio dice le bugie, che considera la nazione una sua proprietà privata e che - orrore e raccapriccio - è alleato con un partito xenofobo e razzista come la Lega, che facendo valere il suo peso elettorale imporrà provvedimenti reazionari e contrari a quella logica di solidarietà propria dell'UdC, che (se qualcuno si fosse collegato solo in questo istante) è l'unico vero partito di centro.
È molto bello che Casini, essendosi accorto di queste cose, ce le ripeta in ogni sua dichiarazione, per avvisarci. Probabilmente è convinto di essere uno dei pochi ad averlo capito. Chissà se qualcuno troverà prima o poi il coraggio di dirgli che per cinque anni al governo con la Lega c'è stato anche lui. Che il suo partito ha votato la Bossi-Fini, la Gasparri e la Cirielli, che quando qualcuno ripeteva argomenti del tutto simili a proposito del Cavaliere delle Libertà veniva bollato nel migliore dei casi come un girotondino fessacchiotto e un po' snob, se non come un bombarolo spaccavetrine.
A dieci giorni dalla fine della campagna elettorale, che se non altro ha avuto il pregio di essere stata breve, ha tenuto banco la vicenda di Pino Pizza, titolare del marchio Democrazia Cristiana, quello originale, trafugato come una reliquia mentre gli infedeli (o era la Guardia di Finanza?) facevano crollare il tempio di Piazza del Gesù ai tempi di Mani Pulite. Per alcune ore, e comunque non è detta ancora l'ultima parola, abbiamo rischiato che tutto saltasse per un partito di dimensioni poco più che condominiali. Anche il nome del segretario, nessuno ce ne voglia, sembra preso da uno sketch di Totò, ed essendo pizza la parola italiana più nota al mondo (insieme a mafia) la cosa non ha contribuito a evitarci compiaciuti sfottò a livello planetario.
È proprio vero che in centro c'è sempre traffico, ed in qualche modo ci sarebbe bisogno di regolamentare il flusso di veri centri che vi si incrociano: il vero centro di Mastella, che in questo momento è però centro storico, il vero centro dell'UdC che si è centralizzato con la Rosa per l'Italia (detta anche rosa dei venti in base al numero degli iscritti), il vero centro della DC per le Autonomie di Rotondi, ed infine centro di Pizza, che per quanto piccolo è l'unico che può vantare il marchio di prodotto tipico DOP, prodotto da proteggere. Ognuno di questi soggetti è convinto di essere l'unico partito di centro.
Tutta questa situazione ricorda la vecchia storiella sul folle che parla di un compagno di stanza al manicomio: «Quello là crede di essere Napoleone, roba da matti. Lo sanno tutti che Napoleone sono io».
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