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sabato 5 aprile 2008

Il voto per il Parlamento ridotto a farsa,
cittadini di fronte a scelte già fatte
E la Costituzione? Parte un ricorso

Un ricorso al tribunale contro le liste preconfezionate. Per dire basta alla legge elettorale che priva i cittadini della libertà di esprimere una preferenza in cabina elettorale. La singolare iniziativa è stata intrapresa da Paolo Casu, ex riformatore dissidente in Consiglio comunale a Cagliari, ma anche fondatore del Movimento per la politica senza privilegi “Democrazia e Solidarietà”.

Un ricorso per sostenere l'incostituzionalità del sistema elettorale. Per denunciare la farsa del prossimo e imminente appuntamento alle urne, «che hanno costretto la mia coscienza e il mio senso civico a ribellarmi con l'unica arma che ci è ancora concessa: il sistema del ricorso alla Magistratura».

Sotto accusa una legge che «per l'ennesima volta, espropria noi semplici cittadini della nostra sovranità popolare. Saremo ridotti, nostro malgrado, all'umiliante ruolo passivo di semplici spettatori. Non dovremo infatti scegliere i candidati, come fino ad oggi avvenuto, ma dovremo semplicemente ratificare, compiendo un inquietante passo indietro nella storia, le designazioni e le scelte operate dai vertici e dalla segreterie nazionali dei partiti, in barba alle più elementari regole che stanno alla base di uno sistema democratico e partecipato».

Davanti allo scippo di un diritto elementare, sinonimo di democrazia, la passività per Casu diventa inaccettabile:«Quando questo non succede, si hanno le forme dittatoriali: i cittadini non possono andare ad elezioni oppure, se queste vengono svolte, si tratta di elezioni farsa, con candidati graditi e scelti dal vertice e non invece dalla base attraverso il libero voto». Nel corso di una conferenza stampa il consigliere comunale votato alla trasparenza annuncia che non ci sta.

Del resto, come promesso in campagna elettorale, una volta eletto ha rinunciato a compensi e benefit che la carica istituzionale gli riconosce. Tutto devoluto in beneficenza alle parrocchie e alle associazioni che si occupano dei più deboli. «In questi giorni i candidati di tutti i partiti si riempiono la bocca del bisogno di riformare la politica, partendo dalla sostanziale riduzione dei suoi costi e dei suoi privilegi. Sono però solo chiacchiere, e purtroppo ne abbiamo già oggi la conferma, constatando l'assenza di questi impegni dai loro programmi politici».

Ora, contro la presunta incostituzionalità della legge elettorale, c'è un ricorso: l'udienza per valutarne l'ammissibilità è stata fissata per il 18 aprile. (cinzia isola)


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