sabato 5 aprile 2008
di Cinzia Isola
Un fallo tattico, in zona Cesarini, per fermare l'avversario lanciato verso la porta, e poi giocarsi ai supplementari la partita delle elezioni regionali. Emilio Floris manda all'aria gli accordi sottoscritti solo qualche giorno fa. In anticipo sul calendario, ma tempestivamente per l'agenda politica: giusto un attimo prima della convention del Partito delle libertà, prevista per oggi. Per rendere netta la distanza dal presidente Soru, in vista del prossimo match elettorale per la guida della Regione. Poco importa se sull'altare dell'ambizione o del gioco politico sarà sacrificato l'accordo di programma per Sant'Elia.
Un accordo sofferto, che ha avuto il via libera tra molte resistenze interne alla maggioranza di centrodestra che governa il Comune di Cagliari. Resistenze specie da Alleanza nazionale, coerentemente contraria fin dall'inizio almeno ad una parte del mega progetto: quello riguardante il Betile. Ma alla fine, dopo alcuni passaggi caldi in Giunta (Pellegrini e Usai non ne volevano sapere di firmare il mandato al sindaco per avviare le trattative), con la firma dell'accordo sembrava profilarsi all'orizzonte una distensione tra la Regione e il Comune. Poi il classico fulmine a ciel sereno.
Un fulmine che non trova giustificazioni nel temporale giudiziario che ha investito ufficialmente due funzionari comunali indagati per i lavori di Tuvixeddu. Quelli avviati, ma ora in stand by come in tutti cantieri del colle, per la realizzazione del futuro parco archeologico. Eppure, la decisione sarebbe una diretta conseguenza di questo capitolo, a parte, che vede Regione e Comune su fronti opposti.
Prima i fatti: la commissione urbanistica, presieduta da Massimilano Tavolacci, è al lavoro per discutere la ratifica dell'accordo su Sant'Elia. Come richiesto dal sindaco, peraltro. Sulla scena si presentano i funzionari indagati dalla Procura: hanno appena ricevuto la notifica dell'avviso di garanzia. In quegli stessi istanti, Tavolacci riceve una telefonata da Floris: a momenti arriverà in Comune. «Questi sono sgambetti, questa non è leale collaborazione», avrebbe tuonato a seduta aperta. «Invito la maggioranza e il Consiglio a sospendere tutte le procedure relative all'accordo di programma».
Ipse dixit. Ma perchè? Cosa c'entra Tuvixeddu con Sant'Elia? Intanto, l'avviso di garanzia per i due ingegneri comunali non è una novità. La notizia di un'indagine a carico dei due dirigenti era trapelata già un mese fa. E poi: come si giustifica la rinuncia ad un accordo, già sottoscritto dal sindaco, per presunti sgambetti istituzionali in danno ad altre questioni?
In ballo c'è il futuro di un quartiere dimenticato da anni, vittima di una scellerata pianificazione urbanistica. Che, neanche a farlo apposta, proprio ieri mattina veniva presentato ufficialmente: la rinascita del lungomare, dove verranno costruite scuole e negozi, la ristrutturazione degli alloggi popolari e nuovi esercizi commerciali. Previsti anche migliori collegamenti col centro della città, con linee tramviarie e bretelle stradali, e la promozione del turismo ambientale sui colli di Sant'Ignazio e Sant'Elia, e in tutta l'area di Calamosca.
È stato l'Office for Metropolitan Architecture (OMA) a presentare ieri il Concept Master Plan, il piano di azione per la riqualificazione del quartiere cagliaritano di Sant'Elia. Quel piano per il quale è stato previsto un investimento iniziale di 30 milioni di euro distribuiti su 73 ettari e concepito per affrontare le complesse problematiche sociali ed ambientali che caratterizzano quella fetta di città. Un raggio di sole stava per illuminare il quartiere più bistrattato di Cagliari.
Ecco perché il voltafaccia di Floris fa pensare a un fulmine a ciel sereno. Appare un tentativo in extremis di rinsaldare il centrodestra in versione anti Soru. E quindi, in vista delle prossime regionali del 2009: una rassicurante presa di posizione dell'aspirante candidato per il Pdl alla guida della Regione. Fantapolitica? Chissà. Ma il clima di comunella con l'avversario Soru potrebbe incrinare la facciata dello scontro politico.
Il clima tra le fila del centrodestra è tutt'altro che sereno. Il Popolo delle libertà non è nato sotto i migliori auspici: la base di Alleanza nazionale non ha neppure tentato di nascondere una certa riluttanza alla fusione a freddo avvenuta con Forza Italia. E la gloriosa piazza del Carmine, sede storica per le adunate pro Fini, in sottotono rispetto alle aspettative potrebbe essere il sintomo di una disaffezione profonda dell'elettorato di destra.
Nei giorni scorsi Emilio Floris aveva annunciato che la convention sarebbe stata l'occasione per «parlare di viale Trento». E riferendosi alla sua probabile candidatura, certa solo nei bisbiglianti corridoi, si era lasciato andare: «Posso anche farlo, ma a certe condizioni, cioè di avere con me una larga coalizione che stabilisca in anticipo le regole del gioco per tutti gli anni di governo». Con An, giocoforza, in prima fila.
© 2008 Nesos Editoriale Indipendente srl - Cagliari