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sabato 5 aprile 2008

4 aprile, viva il Senegal indipendente
Si fa festa anche in Sardegna,
seconda patria che ti fa sentire a casa

Era il 4 aprile del 1960 quando i francesi lasciarono il Senegal ai senegalesi e se ne ripartirono alla volta di Parigi. Una ricorrenza da festeggiare ogni anno in tutte le città e paesi dello stato africano sembra cosa scontata, un po' meno quando il 48° anniversario è motivo di festa anche in Sardegna.

Ieri la comunità senegalese presente sull'isola - che è anche quella più numerosa, fra gli immigrati: circa 5 mila persone - ha voluto festeggiare la ricorrenza in contemporanea con il proprio paese. Un modo per sentirsi vicini alla propria gente, anche se in un altro continente, ma anche un modo per far capire ai sardi che loro qui si sentono come a casa, o quasi.

E in tempi in cui altre città passano alle cronache un giorno per il via libera all'Expò del 2015 e quello dopo per lo sgombero di un campo nomadi, fa piacere sapere che qui invece le persone che vengono per trovare una nuova vita magari la trovano davvero. E quando gli si chiede se - avendone la possibilità - tornerebbero a casa, non ne sono neanche tanto convinte.

«I sardi hanno una bella anima» dice Gemma Mangara, che in Sardegna fa la cameriera. È arrivata nel 2003 per raggiungere la sua famiglia, che era qui già da qualche anno, ora anche lei ne sta mettendo su una, e ha una bimba di 10 mesi. «Non so se voglio tornare in Senegal, mi manca molto, ma per adesso sto davvero bene e mi piacerebbe crescere qui mia figlia».

Per Eva invece la festa è una bella occasione per ritrovarsi tutti insieme: è arrivata 5 anni fa per raggiungere il fidanzato, e anche lei ci pensa un po' prima di decidere se tornerebbe in Senegal o no. E la risposta è più o meno la stessa: «Mi trovo benissimo nella vostra terra, ho un lavoro come cassiera, e la gente che ho conosciuto è ospitale e solidale con noi».

L'appuntamento dle 4 aprile è un modo per ricordare l'indipendenza di 48 anni fa, incontrarsi e fare festa, ma anche un'occasione per far conoscere ai sardi un po' della cultura senegalese. Come racconta Kilay Gueye, che oltre a suonare in un gruppo di musica africana tribale lavora anche nelle scuole. “All'ombra dell'albero danzante” è il nome di un progetto che permette agli studenti di conoscere qualcosa in più sulla cultura africana.

Ieri invece una giornata intera di scoperte: dalla mattina, con la partenza di un corteo da via Caracalla a Monserrato - che è gemellata con Saint-Louis, prima capitale del Senegal - verso l'ex vetreria di Pirri, dove tra canti, balli, degustazioni, giochi e piacevoli chiacchiere si è arrivati fino a notte fonda. Per l'occasione uomini e donne indossavano abiti bellissimi e preziosi, «quelli della festa», dicono loro. (elvira corona)


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