giovedì 3 aprile 2008
Via le gloriose scarpette da tennis bianche: per la corsa elettorale in Parlamento meglio il treno. Capostazione del “treno delle libertà” Mauro Pili, capolista alla Camera per il Pdl: tutti in carrozza, per ritornare sul giusto binario. Uno slogan che viaggerà certamente più veloce del vecchio convoglio del 1913 scelto per l'iniziativa promossa dall'ex presidente regionale. Un tour, partito da Nuoro, per “toccare” 14 centri del centro Sardegna. Alle 10 il convoglio d'epoca ha salutato il capoluogo per raggiungere in tarda serata la stazione di Bosa.
Tante le tappe per un unico messaggio elettorale. Quello degli obiettivi: riassegnare ai sardi il ruolo di protagonisti del loro ambiente, facendoli partecipare alle scelte per lo sviluppo e promuovere la crescita dei piccoli comuni valorizzando le loro specificità, creare un nuovo piano di infrastrutture riposizionando l'Isola sul binario “giusto”. Tra uno sbuffo e l'altro si fanno i nomi dei colpevoli: Prodi, Soru e Veltroni «C'è la necessità», ha detto Pili, «di far partire un messaggio forte perché Soru, Prodi e Veltroni hanno reso difficile in questi anni il ruolo dei sardi».
Così, mentre il leader del Pd Walter Veltroni sbarca nell'Isola per il bus tour, Pili sceglie un treno ad effetto: «Le Ferrovie sono state scaricate sulle casse della Regione in condizioni pessime. Nel 2002 quando partì la continuità territoriale con il governo Berlusconi, ed il centrodestra era alla guida della Regione, un biglietto Cagliari Roma costava 45 euro ed oggi ne costa 86». Ma anche treno di impatto: «Attraverseremo l'ambiente più dimenticato e lontano perché divieti e vincoli hanno precluso la possibilità dei sindaci e dei sardi di essere protagonisti dello sviluppo del proprio territorio».
La corsa ideale, poi, è un'altra: «Vogliamo unire le coste con le zone interne sia sul piano economico che sociale». Una corsa ideologica in versione antisoriana: «Vogliamo mettere in campo un grande programma infrastrutturale dopo che Soru ha bloccato tutto, ha vietato la Sardegna ai sardi. Noi vogliamo rimettere la Sardegna sul binario giusto».
A bordo del “treno delle libertà” anche altri passeggeri-candidati del Pdl: Bruno Murgia, Silvestro Ladu e Maddalena Calia. La vecchia carrozza, il viaggio, le tappe. E la politica che corre sui giusti binari. La metafora del treno offre spunti a ruota libera: « In questi anni Prodi con Soru e Veltroni hanno messo la Sardegna sul binario morto: abbiamo bisogno di farla ripartire collegando le zone interne con le zone costiere, un grande piano infrastrutturale che sappia davvero rimettere in moto la Sardegna».
(c.i.)
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