l'altra voce.net


giovedì 3 aprile 2008

Il gioco si fa duro, in Sardegna
fine del buonismo di Veltroni
Hasta la victoria, Silvio al 1994
Qui ambiente vuol dire sviluppo

di Marco Murgia

Salsiccia, prosciutto e culurgiones in casa della famiglia Ladu, a Villagrande, in compagnia della quasi centenaria Eleonora e della moglie Flavia. Gradisce, Walter Veltroni, e fa pure il bis: calorie utili per affrontare la due giorni in Sardegna del leader del Partito democratico. Anche questo è il bello dell'isola. Ci punta forte, il candidato premier: ambiente e turismo sostenibile, energia dall'ambiente e non contro. C'è pure il brutto, però: disoccupazione e precarietà, in linea con le altre regioni del Mezzogiorno. Sottolinea che sarà uno dei primi temi nell'agenda dell'eventuale governo di centrosinistra, e ribadisce che «qui serve una strategia rivolta a una realtà particolare».

«Qui» è l'isola che il pullman verde girerà in lungo e in largo: ieri nel centro-nord (da Villagrande Strisaili a Nuoro, poi Olbia e Sassari: con il rischio di fermarsi al passaggio a livello e vedere passare il trenino d'epoca organizzato dal Pdl), oggi nel centro-sud (Oristano, Pula, Sulcis Iglesiente e Medio Campidano prima di Cagliari, con Gianfranco Fini a poche centinaia di metri: il primo alle 21 in piazza Garibaldi, il secondo in piazza del Carmine alle 20). «Qui» è la regione che gli altri big del Pd hanno indicato come determinante per la vittoria elettorale. Il leader va oltre il 13 e 14 aprile: «Se l'Italia e il Mezzogiorno devono crescere», rilancia, «è fondamentale il ruolo della Sardegna».

Allora lo sviluppo riparte da qui, da «una regione straordinaria che ha risorse enormi dal punto di vista ambientale, naturale, storico e artistico»: senza dimenticare «imprenditoria, agricoltura e turismo». Però i cardini dovranno essere soprattutto due: «La tutela ambientale e il rilancio dell'economia». Si può fare - è lo slogan del Pd - che vadano di pari passo sino a intersecarsi: «Oggi per fortuna si può fare ricorso all'ambiente per produrre energia e all'energia senza deprimere l'ambiente». È la stessa cosa che il presidente della Regione Renato Soru (i due si incontrano a Nuoro) sostiene da tempo: «Sono due delle leve per una ripresa che è possibile».

Il feeling tra i due, almeno in chiave elettorale, era già evidente: Veltroni, in una intervista precedente al viaggio nell'isola, aveva parlato delle aree industriali. Ragionamento a sostegno della battaglia di Soru contro i consorzi: è necessario verificare «se le aree industriali possono avere una possibilità di sviluppo, oppure se bisogna avere il coraggio, perché la politica è il coraggio di assumersi le decisioni, di dire magari questa cosa è inutile da protrarre nel tempo perché sappiamo che finirà».

La ripresa è possibile a patto che si ritrovi «lo spirito degli anni Sessanta e quello del dopoguerra, quando il Paese distrutto trovò la forza» per tirarsi su. Troppo vicino, forse, al “Rialzati, Italia” scelto come slogan dal Popolo della Libertà. Tiro subito corretto: quella che serve «è una vera stagione riformista». Mica le parole di chi ancora parla «di stalinismo e brogli», come se il tempo si fosse fermato al 1994: «Io faccio la campagna elettorale del 2008. Se qualcuno fa quella del '94», senza mai nominare Berlusconi, «ne risponde agli elettori del '94: l'Italia ha bisogno di serietà e coesione».

«Flaccida» sino a due giorni fa, secondo l'editorialista del Corriere della sera Sartori, la campagna elettorale di Veltroni cambia marcia a dieci giorni dal voto. Gli attacchi al «leader dello schieramento a me avverso» si moltiplicano dai palchi sardi: «Ha detto che la precarietà non è un problema così importante. Bene: lo andasse a dire a quei milioni di persone che a 40 anni non hanno ancora un lavoro stabile e non hanno messo da parte una lira per la pensione». Ancora: «parliamo con serenità a tutti», anche «ai delusi del centrodestra, ai delusi di An, che vivono in una evidente e palese condizione di subalternità. Gliene hanno fatte di tutti i colori ed io credo che in tanta parte degli elettori moderati del centrodestra ci sia la convinzione che bisogna cambiare pagina».

Accompagnato da Soru, dal ministro Arturo Parisi, dal segretario del Pd regionale Antonello Cabras, dal capogruppo alla Camera Antonello Soro e dalla leader dei repubblicani europei Luciana Sbarbati, Veltroni chiarisce che «ogni giorno che passa l'ipotesi di vittoria del Pd è sempre più vicina e probabile: siamo a un bivio chiaro. È vero che non esistono voti utili e voti inutili, tutti i voti sono utili. Ma è chiaro che la partita è tra chi governerà il paese, se la destra o il Pd». E di nuovo «per questo noi parliamo con serenità a tutti», compresi i «delusi del centrodestra». Vale anche per Olbia, che del Popolo della Libertà è una roccaforte. Il gioco si fa duro, insomma: la pasta fresca dei culurgiones è già un ricordo.


Google
 


© 2008 Nesos Editoriale Indipendente srl - Cagliari