mercoledì 2 aprile 2008
Lettere.
di Fernando Nonnis *
Scrivo in merito all'intervento del signor Mimmia Fresu che scrive di volontariato e formula severi giudizi su questo mondo senza, mi perdoni, conoscere a fondo la situazione del Volontariato sardo. Chi scrive è volontario dal giorno in cui ha compiuto 18 anni, ora ne ho 58. Da 15 anni faccio il volontario in ambulanza con “Soccorso Iglesias”, associazione di cui sono recentemente diventato presidente. Nel contempo mi sono occupato e mi occupo di diritti civili, in particolare dei diversamente abili e dei drop-out.
Grazie alla mia associazione ho potuto occuparmi del Centro Servizi Volontariato Sardegna Solidale. Francamente credo che il signor Fresu non conosca ciò che noi volontari di centinaia di associazioni abbiamo costruito in questi anni attraverso la rete di Sardegna Solidale. La mia associazione da Sardegna Solidale non ha avuto soldi per sé, non ne abbiamo mai chiesto. Al contrario, Sardegna Solidale ci ha consentito di conoscere e collaborare con le associazioni del territorio e della Sardegna favorendo i contatti e la comunicazione.
I soldi che sembra tanto premano ai volontari dipinti dal signor Fresu sono invece una priorità per chi pensa di mettere mano ai fondi delle Fondazioni bancarie per farne un uso di potere e clientela politica. Il pericolo è esattamente opposto: si rassicuri, il CSV Sardegna Solidale ha assicurato alle associazioni sarde in 10 anni di attività servizi e costanti occasioni di crescita, impiegando sempre con oculatezza i fondi assegnati dalle Fondazioni.
La Corte dei conti non ha titolo per dire se a noi volontari servono uno, tre o quattro CSV, ha titolo per dire invece se i conti sono in ordine e i danari spesi per le iniziative per cui sono destinati, e infatti la Corte dei conti in proposito si esprime positivamente. Solo i volontari, attraverso la loro assemblea regionale tenutasi a giugno 2007, che ha eletto i loro rappresentanti in seno al Co.Ge., all'Osservatorio Regionale del Volontariato, hanno titolo per decidere in che modo devono organizzarsi.
Invece è avvenuto che la maggioranza dei consiglieri di nomina delle Fondazioni e delle Istituzioni abbiano deciso tutto senza i volontari e contro i volontari. Per questi signori i rappresentanti del volontariato sono una presenza coreografica e ingombrante. Mi spiace essere costretto a fare riferimenti alla politica ma giova allo scopo ricordare che alcune Fondazioni nominano i propri fiduciari in base alle appartenenze politiche, così pure alcune istituzioni. Il risultato è che il volontariato sardo attualmente è stretto in una morsa tra esponenti del PD e del PDL che mirano - attraverso l'istituzione di tre centri servizi - a stabilire un controllo politico e sociale camuffandosi dietro uno sbandierato pluralismo.
La risposta è stata che il volontariato non ha alcuna voglia di farsi imbeccare o omologare da nessuno. Se noi volontari ci siamo stretti in schiacciante maggioranza attorno al CSV Sardegna Solidale è perché abbiamo apprezzato il modello plurale e partecipativo “volontari per volontari”, faticosamente costruito nel rispetto di tutti in un clima di solidarietà e collaborazione tra associazioni.
La maggioranza del Co.Ge. confonde la pluralità, peraltro perseguita dal CSV attraverso i Sa.Sol. point e il massimo coinvolgimento di coordinamenti di associazioni e istituzioni, con la spartizione dei fondi tra tre centri di servizio di cui nessuno, a parte loro, avverte la necessità. Ancora meno avvertiamo la necessità di un improbabile Centro servizio per le povertà, ovvero come sottrarre danari ai poveri.
Si può aggiungere che il Co.Ge. è stato molto sollecito nell'incamerare il 10% dell'importo del finanziamento per il centro servizi (129.000 euro per il 2007) e quest'anno vorrebbe raddoppiare fino a 260.000 euro, assegnandosi così la quota massima prevista. Altrettanto sollecito è stato nel bloccare in modo assolutamente pretestuoso l'erogazione dei fondi per il 2007 e il 2008.
Mi farebbe piacere spiegare di persona al signor Fresu che i costi del CSV sono bassissimi, consentendo invece di spendere le somme erogate dalle Fondazioni per i servizi e il finanziamento delle attività delle associazioni. Nel 2007 e nel 2008 il Co.Ge. ha vanamente tentato di bloccare l'attività del CSV e delle associazioni, impedendo peraltro tutte le attività di progettazione sociale che tanto stanno a cuore al signor Mimmia Fresu e anche a noi.
* presidente di “Soccorso Iglesias” e consigliere del Comitato di gestione fondi speciali per il volontariato
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