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mercoledì 2 aprile 2008

Le promesse di Tremonti: più generosi
con la Sardegna che sconta
il “federalismo al contrario” voluto da Soru

Lezione in due tappe per Giulio Tremonti in Sardegna. L'ex ministro dell'Economia nel governo Berlusconi, già indicato dal Cavaliere anche come prossimo titolare del dicastero, ha le idee chiare su quella che sarà eventualmente la politica fiscale del centrodestra: «generosa» per l'isola e per quelle Regioni che soffrono di ritardi storici. Politica diversa dal «federalismo al contrario» praticato dalla Giunta Soru: «I bilanci sono in dare e in avere: in questi due anni per la Sardegna c'è stato solo il dare, ma niente da avere». Il riferimento è alla vertenza sulle entrate: «Ne ho memoria sin dal 2006» e in questi due anni di cose ne sono cambiate.

Accompagnato dai vertici del Popolo della Libertà isolano, l'ex ministro a Cagliari ripercorre le tappe della rivendicazione, prima di partire verso Oristano: tempi contingentati e obbligati da una campagna elettorale accelerata. «Ricordo le proposte formulate dal presidente pro tempore della Regione: erano di buon fondamento, discutibili sui tempi e sugli importi. Ma erano proposte fondate, anche se presentate in modo alterato. Quello che mi impressiona è che all'aggressività del 2006 corrisponde ora la remissività di Soru». Quasi, spiega, «un federalismo all'incontrario, non so come dire: i sardi ci hanno perso, con la sanità e i trasporti tutti sulle loro spalle».

Capitolo entrate future: «C'è la sentenza della Corte Costituzionale, si tratta solo di attendere. Noi le sentenze non le abbiamo mai discusse». Comunque iscrivere in bilancio delle somme che entreranno solo nel 2011 non può rappresentare un falso in bilancio: «È un atto politico. Il giudizio della Corte nel nostro sistema è un giudizio giuridico e politico contemporaneamente, ma non credo che ci siano reati. Saranno gli elettori a giudicare se è stato corretto o no».

La ricetta da mettere sul tavolo a livello nazionale parte dai mutui: «Non so se sarò ministro dell'Economia, ma sono certo che la ricontrattazione dei mutui sarà la prima cosa che faremo, tanto che la norma è già scritta». È una delle priorità per invertire la tendenza all'indebitamento e per alleviare lo stato di crisi delle famiglie.

Tra le altre proposte rientrano l'abolizione dell'Ici sulla prima casa - una «patrimoniale iniqua» -, la detassazione degli straordinari e quella delle tredicesime «ma solo se ci sarà la possibilità di copertura: dobbiamo capire meglio come vanno i conti pubblici e, quindi, le spese e le entrate». L'obiettivo, in questo caso, è di evitare un'azione come quella di Prodi a chiusura del bilancio dello Stato nel 2007: «Aveva mazzolato le tredicesime, fatto salvo però, a gennaio, tirar fuori l'extragettito quando già il Governo cominciava a scricchiolare».

(red)


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