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martedì 1 aprile 2008

Copione rispettato al Tecnocasic:
Granara eletto presidente,
il sigillo di Floris vale la poltrona

Copione rispettato: Nino Granara, 64 anni, ex consigliere regionale di Forza Italia ed ex presidente dell'Autorità portuale, è da ieri ufficialmente il presidente del Tecnocasic. Nessuna sorpresa rispetto a quanto deciso giovedì dal consiglio di amministrazione del Casic nella prima seduta presieduta da Graziano Milia. Il vice di Granara sarà Mario Salaris, l'amministratore delegato Tarcisio Nazzari: una conferma in quota Partito democratico.

Completano l'organico i sindaci di Capoterra e Sarroch Giorgio Marongiu e Mauro Cois (eletti con liste civiche di centrosinistra) e Guido Sulis, ex presidente del Parco di Capo Carbonara e vicino all'amministrazione regionale. Cois prende il posto di Milia, che da numero uno del Consorzio industriale avrebbe la poltrona di diritto: rifiutato. L'ultimo nome è quello di Oscar Serci, direttore generale del Casic.

Per la presidenza una nomina di prassi, affidata alla scelta dell'amministrazione che conferisce la maggiore quantità di rifiuti all'impianto di incenerimento di Macchiareddu. Granara è l'uomo piazzato dal Comune di Cagliari, vicinissimo a Emilio Floris, soprattutto dopo l'accordo sul futuro delle aree portuali cagliaritane sottoscritto anche dalla Regione. È il passaggio, questo, che avrebbe permesso il placet di Soru, secondo una ricostruzione. E invece no: da viale Trento non sono arrivati ostacoli ma neanche benedizioni, in vista della riforma dei consorzi industriali che dovrà essere discussa in Consiglio regionale e della trasformazione che anche il Tecnocasic dovrà affrontare.

Soru aveva dovuto puntualizzarlo dopo un articolo pubblicato su La Nuova Sardegna in cui si parlava di desideri esauditi della Regione: confermato da Milia, che aveva comunicato al governatore la nomina di Granara, «senza ricevere risposte negative». Neanche positive, però, secondo gli uffici di viale Trento. Se qualcuno «dovesse ritenere» che lo «spirito di servizio» con cui era stata accolta la candidatura alla presidenza del Casic «eletta a larghissima maggioranza», era stata la risposta di Milia, «sia stato tradito con decisioni da loro non condivisibili, non ha che da dirlo e sottoporlo all'assemblea del Casic, che valuterà». Fatto che evidentemente non è avvenuto: Granara presidente, e probabilmente non sarebbe cambiato niente in ogni caso.

Ieri c'è stata anche l'approvazione del bilancio del Tecnocasic: chiuso con un utile di 574.379 euro al netto delle imposte (pari a 978mila euro). Il cinque per cento è destinato alla riserva legale, mentre 545.660 euro saranno la riserva straordinaria. Confermati anche i compensi per il consiglio di amministrazione: 35mila euro a presidente, vice e amministratore delegato, 2.200 euro per i consiglieri.

(ma. mu.)


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