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giovedì 27 marzo 2008

Interventi.

L'uomo bambino al volante di una Ferrari,
piccola vittoria di un volontariato
che non si occupa dei milioni da spartire

di Mimmia Fresu

Maurizio, quarant'anni, da sempre su una carrozzella, salirà su una Ferrari Testarossa. Colpito da tetraplegia spastica atrofica a pochi mesi dalla nascita. In quel suo corpo adulto c'è la testa pensante e le fantasie di un bambino. I centri specializzati avrebbero potuto fare molto per un suo recupero, anche parziale. Per qualche tempo ha pure frequentato un centro per disabili, ma bisogna stare attenti a non parlarne in sua presenza, perché urla e si contorce. Traumatizzato da quella volta che andarono via dimenticandolo chiuso in bagno.

Lo incontrai la prima volta lungo una via di Quartu, sospinto sulla carrozzella dalla madre anziana, anche lei con evidenti sintomi di scarsa salute. Furono i piedi di quel disabile, prima ancora della sua faccia, a catturare la mia attenzione: aveva le scarpe consumate sulla punta a forza di strascicarle per terra. Il suo ausilio sanitario non aveva i poggiapiedi, e la normativa sanitaria prevede la sostituzione ogni cinque anni: salvo particolari eccezioni e solo per una volta può essere anticipato quel termine. L'assistenza costa, e anche la pietà umana, talvolta, ha un suo tariffario, mentre il buon senso ha prezzi inaccessibili.

Decise di prendersene cura il Gruppo assistenza della SOS di Quartu, ed è grazie a quella solidarietà costante che Maurizio partecipa ad altre esperienze, vive altre emozioni, oltre quelle dell'ambito familiare. Gli piacciono le Ferrari, una passione sconfinata, e così, le donne del Gruppo assistenza hanno iniziato la ricerca di una Testarossa. Hanno risposto in tanti. Sabato 29 marzo, alle 10, via Fratelli Bandiera sarà chiusa al traffico perché cinque o sei Ferrari sosteranno sotto casa di Maurizio per il suo battesimo da ferrarista. Il 25 maggio sarà l'ospite d'onore al raduno che si terrà a Cagliari.

Di questi gesti sono capaci uomini e donne, quando è in opera la solidarietà. Una vicenda assai diversa da quella che, sempre in nome della solidarietà, si sta consumando sui tavoli della politica e ora anche nelle aule giudiziarie. In un precedente commento si era accennato ad una relazione, molto critica, della Corte dei Conti in merito alla gestione dei fondi al volontariato e poi della protesta da parte di Sardegna Solidale, che gestisce l'unico centro regionale di servizi al volontariato, schierato contro il decentramento a livello provinciale proposto dal Comitato di gestione.

Non si tratta di scaramucce politiche di chi nella vita non ha altro da fare. Qui non si dibatte sui modelli dell'assistenza, sui servizi offerti, sulle tutele per chi fa opera di volontariato, sul senso umanitario dell'agire solidale. In ballo ci sono, per l'anno in corso, tre milioni di euro destinati alle associazioni di volontariato della Sardegna. Poche palle coi sentimentalismi, quindi.

Di fronte al rischio di vedersi retrocesso in ambito provinciale, con conseguente e proporzionale riduzione dei fondi da gestire, Sardegna Solidale si è rivolta al TAR, non per denunciare una ingiustizia o un pericolo per le migliaia di assistiti dell'isola, ma per un vizio di forma nella convocazione della riunione del Comitato di gestione in cui è stato approvato il decentramento delle funzioni e dei fondi. In sostanza non erano stati convocati quattro membri del precedente Comitato di gestione, considerati decaduti, anche se la loro eventuale presenza, ai fini del voto, sarebbe stata ininfluente.

Risultato? Il TAR ha sospeso ogni decisione in merito fino al prossimo dicembre. Una storia combattuta in nome dei bisogni, ma che dalle centinaia di migliaia di poveri che “vivono” ( si fa per dire) in Sardegna, e il resto di questa “corte dei miracoli” che attende ogni giorno una mano caritatevole, è lontana come una nebulosa cosmica. Non sono neppure da trascurare le risorse finanziarie che ora saranno destinate agli studi legali, anziché usate per rifornire il frigorifero vuoto di tanti disperati.

Fortuna che il mondo del volontariato è un'altra cosa: umanità e sacrificio del proprio tempo libero. Maurizio e i suoi compagni di sventura possono fare affidamento su un esercito di donne e uomini che non hanno bisogno di comandanti e di padrini. Sono presenti dove serve aiuto, che si tratti di un pacco di spaghetti, una parola di conforto o... una Ferrari.


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