giovedì 20 marzo 2008
di Carlo Dore
Dopo dodici anni di attesa, Cagliari dispone del primo tronco di metropolitana che la collega all'hinterland. Chi ha utilizzato il nuovo mezzo di trasporto, appena entrato in funzione sulla linea Cagliari-Monserrato, si è detto entusiasta per la silenziosità, la comodità e la rapidità del servizio. Solo il sindaco Emilio Floris si è chiamato fuori snobbando l'iniziativa, da lui ritenuta non adeguata a quella che, secondo l'ormai stucchevole ritornello della destra cittadina , sarebbe la “capitale del Mediterraneo”. Cagliari merita un tunnel, anzi due tunnel, uno all'interno della città, con particolare riferimento alla via Roma, ed uno per raggiungere Quartu Sant'Elena. Il che è musica per il presidente del CTM, prof. Giovanni Corona, autore del faraonico progetto della sotterranea e, soprattutto, per l'ex ministro berlusconiano Piero Lunardi, quello che, dopo aver proclamato che «bisogna convivere con la mafia», aveva in mente di trasformare l'Italia in una forma di groviera con i conseguenti grandi affari per le imprese del settore, fra le quali quella personale.
Poco male poi se il centro di Cagliari dovesse essere sconvolto per diversi anni, e poco male se mancano i fondi per realizzare il progetto (si parla di oltre 500 milioni di euro). In sostanza continua il pregiudizio che per anni aveva condizionato l'operato del precedente sindaco Delogu. Per chi ha la memoria corta, non è inutile ricordare che, nell'ormai lontano 1996, il Consiglio comunale di Cagliari, con tre successive delibere, aveva approvato il progetto per la metropolitana leggera di superficie che avrebbe dovuto collegare il centro di Cagliari con Pirri, Monserrato, la città universitaria e il policlinico (con la possibilità di una diramazione per l'aeroporto di Elmas), nonchè gli ospedali Brotzu, Businco e Microcitemico. Il tutto con un percorso ad anello che avrebbe attraversato la città passando per il viale Sant'Avendrace (o per via Santa Gilla), via Roma, viale Bonaria ( o viale Diaz), viale Cimitero e via Dante. Con cadenza, fra una corsa e l'altra, di appena 3-4 minuti e tempi di percorrenza brevissimi (15 minuti da piazza Repubblica a Monserrato, 5 minuti da piazza Matteotti a piazza Repubblica, etc.).
Il 31 ottobre dello stesso 1996 il sindaco Delogu sottoscriveva l'accordo di programma. Non restava, quindi, che attendere l'inizio dei lavori che, nel giro di qualche anno, avrebbero in buona parte risolto i problemi del traffico di Cagliari e dell'hinterland. Un traffico infernale che fa registrare ogni giorno l'entrata a Cagliari ( e la relativa uscita) di oltre 100.000 autoveicoli in prevalenza di privati provenienti dai (e diretti ai) Comuni vicini, che ormai stringono il capoluogo come in una morsa. Ma, quando era tutto pronto, improvvisamente il sindaco e la maggioranza cambiavano idea, affermando che la metropolitana avrebbe rovinato l'estetica della via Roma, per cui si rendeva necessario studiare una variante che prevedesse un tunnel sotterraneo.
Da qui estenuanti discussioni e laceranti polemiche, col brillante risultato di mandare tutto a carte quarantotto. Compreso il finanziamento. E compresa la passeggiata della via Roma che, “aspettando Godot”, cioè il tunnel, giace ormai da oltre dieci anni in un vergognoso stato di abbandono adibita a parcheggio selvaggio, in attesa di realizzare l'altro pazzesco progetto del megaparcheggio sotterraneo.Ora che il finanziamento è stato recuperato e si è finalmente realizzato il primo lotto della metropolitana di superficie, una amministrazione responsabile dovrebbe prendere la palla al balzo e unire le forze con le altre amministrazioni (anche la Provincia è d'accordo) per realizzare una rete di collegamenti che copra l'intera area vasta. Nell'interesse generale perché, fra l'altro, determinando un abbattimento dell'inquinamento, migliorerebbe la qualità della vita di tutti.
Del resto, contrariamente a quanto Floris, Corona e compagni sostengono, non si tratta di una soluzione anacronistica, ma dell'adozione di un modello europeo. Tanto per intenderci di un modello in linea con quelli già realizzati con ottimi risultati in città importanti come Strasburgo, Lille, Nantes, Grenoble, Hannover, Brema, Norimberga, Zurigo, Berna, Oslo: città non certo meno complesse di Cagliari, nelle quali il percorso della metropolitana (di superficie) passa nelle strade del centro storico senza causare alcun pregiudizio.
Se poi si considera che una metropoli come Parigi è collegata con i comuni satelliti, con lo stadio e con l'aeroporto Charles De Gaulle con una metropolitana di superficie (la ormai famosa “Rer”), pretendere di collegare Cagliari con Quartu e Selargius in sotterranea pare una vera e propria follia.
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