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martedì 18 marzo 2008

Interventi.

Diversi fin dalle liste e dal programma
Voto utile a sinistra, per una società da cambiare

di Michele Piras *

Ha fatto bene l'AltraVoce a rimarcare quanto spesso per la politica sia faticoso passare dalle enunciazioni di principio ai fatti. Mi riferisco in particolare alla presenza femminile, in posizione di eleggibilità, nelle liste elettorali ed al fatto che (prescindendo dal passaggio elettorale) questione di genere e questione democratica siano, invero, strettamente interconnesse.

Ed in realtà, la crisi della politica è innanzitutto crisi della democrazia, risultante di un profondo processo di trasformazione della Società che in questi ultimi vent'anni ha progressivamente svuotato la sede istituzionale della sua dimensione sociale, di rappresentanza dei bisogni sociali. Col crescere della distanza della sfera politica da quella sociale, si è anche ulteriormente divaricata la forbice fra sistema politico e fiducia riposta nel medesimo. Si è pesantemente incrinata la percezione di ampie fette di Società (in particolare delle più deboli ed esposte alla temperie liberista) di trovarvi rappresentanza politica.

Contestualmente è il sistema politico stesso che in questo lasso di tempo storico, in maniera sempre più marcata e visibile, ha assunto il paradigma della prevalenza politica degli interessi d'impresa sui bisogni sociali. Ed allora l'urlo di dolore degli operai della Legler è anche il manifesto di questa rottura storica ed al contempo la denuncia di una subalternità della politica alle dinamiche del mercato neoliberista, della competizione che trasforma in merci finanche i corpi, i territori, le esistenze delle persone.

Serve perciò una grande stagione di Riforma (dove la erre maiuscola non è casuale) della politica, una grande innovazione, una decisa riappropriazione del suo ruolo di trasformazione sociale e la piena assunzione della contraddizione di genere rappresenta uno degli elementi costitutivi di essa.

La Sinistra L'Arcobaleno propone due candidate in testa alle liste di Camera e Senato, 11 donne su 18 alla Camera, il 55% nel complesso. Non un fatto casuale ma la manifestazione conseguente di una volontà di radicale riforma della politica e trasformazione della Società che si propone agli elettori (e alle elettrici) al di la dello schema, torbido e rigido, dei programmi e degli intendimenti che convergono sul medesimo terreno di compatibilità sistemica.

Tutto ciò rimanda a un più generale ragionamento sulla cosiddetta utilità del voto: se è vero che oggi è possibile che fra i due maggiori contendenti ci si scambi accuse reciproche sul plagio dei programmi, è altrettanto vero che nessuno potrà accusare la Sinistra Arcobaleno di aver fatto altrettanto: né sui programmi, né sulle liste.

E questa, consentitemi una considerazione di parte (perché, come sosteneva Antonio Gramsci, la politica è una scelta di parte), è già un'utilità; l'utilità della differenza, della voce fuori dal coro, della linearità fra il dire e il fare politica, rinnovamento, trasformazione sociale.

* segretario regionale del Prc - La Sinistra L'Arcobaleno


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