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sabato 8 marzo 2008

PdL, liste da sbarco con tre “continentali”
Barbareschi, Saltamartini, una donna
Forse Cossiga-line, via Fantola, dentro Ladu

L'attore nella parte del politico lascia a casa il politico di lungo corso ridotto a comparsa, Massimo Fantola. Trova spazio invece - pare - Silvestro Ladu, dimessosi ieri da consigliere regionale. Ma dentro il Popolo della Libertà c'è aria di burrasca, e ancora le liste non sono ufficiali: chiuse ieri notte, ma manca il sì definitivo di Berlusconi. Dentro Luca Barbareschi, in quota Alleanza Nazionale, è annunciato anche lo sbarco del segretario del Sindacato autonomo di polizia, Filippo Saltamarini, che potrebbe però anche essere dirottato al Senato, in uno scambio con Fedele Sanciu: sicuro sino a due giorni fa, in caso di trasferimento da una Camera all'altra risulterebbe in fondo nella lista per Montecitorio.

Non solo, in lista potrebbe spuntare anche Piero Testoni, nipote e biografo di Francesco Cossiga, ex giornalista de Il Messaggero, eletto fuori dalla Sardegna. Se così fosse, la presenza in lista di Giovanni Giuseppe Cossiga - figlio del presidente emerito ma totalmente estraneo alla Sardegna - porterebbe all'affermazione di una Cossiga-line nelle liste del centrodestra, a questo punto compiutamente da sbarco per la presenza di troppi candidati dalla penisola e per volontà romana incontrastata.

Ancora: due nomi nuovi, praticamente sconosciuti alla politica e sempre indicati per Palazzo Madama. Sono quello della cantante sassarese Cristina Ravot (in quota rosa si aggiunge alla possibile presenza di Ada Lai, Noemi Sanna e Maddalena Calia; Claudia Lombardo ha rinunciato) e quello di Paolo Vella, architetto gallurese già direttore dell'Ufficio paesaggio della Regione: quello della firma in un'ora dalla presentazione di tutte le autorizzazioni per i granbdi lavori a Villa Cerrtosa di Berlusconi, di cui è stato spesso opspite: escluso dall'ufficio.

In attesa dell'imprimatur di Berlusconi, le liste dovrebbero essere chiuse, come detto. Massidda, per tutto il vertice della serata di ieri, aveva chiesto che quelle isolane fossero composte solo da nomi sardi. Niente da fare. Infatti: Luca Barbareschi alla Camera e Filippo Saltamartini al Senato tagliano fuori il senatore uscente e leader dei riformatori Fantola (un sacrificio che potrebbe avere risvolti pesanti nelle dinamiche della coalizione di centrodestra in vista delle regionali) e mettono in pericolo Sanciu, dirottato verso la Camera ma in posizione bassissima. E si prevedono polemiche forti: come dal Sassarese, dove non è andata giù l'esclusione dell'ex sindaco del capoluogo turritano, dato per certo sino alla giornata di ieri.

A questo punto Massimo Fantola potrebbe davvero restare a casa. Si restringono gli spazi anche nell'Udc, dopo l'annuncio di ieri di Pierferdinando Casini di voler candidare anche in Sardegna D'Onofrio. La posizione di capolista per il Senato sino a 48 ore fa era appannaggio del capogruppo in Consiglio regionale Roberto Capelli.

Più definite le situazioni in casa Psd'Az, dopo lo scioglimento della riserva da parte di Paolo Maninchedda: il consigliere regionale correrà come capolista per il Senato, seguito dal collega Giuseppe Atzeri; per la Camera in prima fila la consigliera comunale di Cagliari Claudia Zuncheddu.

Quattro consiglieri regionali e un sottosegretario uscente: sono i sicuri per le liste dei socialisti, venuti fuori ieri dall'incontro della segreteria regionale a Tramata. Da ufficializzare domani, ma sembrano certi Peppino Balia, Pierangelo Masia, Maria Grazia Caligaris e Mondino Ibba; il quinto nome sarà quello di Emidio Casula.

Più a sinistra dell'Arcobaleno c'è Sinistra Critica, che ha programma e liste definite: il senatore uscente Franco Turigliatto è capolista in Sardegna per Palazzo Madama; al numero due il metalmeccanico Alberto Atzori; per Montecitorio corre il professore liceale oristanese Gianluigi Deiana, al primo posto davanti alla candidata premier Flavia D'Angeli e al minatore della Carbosulcis Antonello Tiddia.

(red)


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