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sabato 8 marzo 2008

Tuvixeddu, vertice e stallo con la Regione
ma ora il Comune rischia l'accusa
di pesanti abusi proprio nell'area del parco

di Cinzia Isola

Nessuna speranza di riposare in pace sui colli di Tuvixeddu. Anche se Comune e Regione non rinunciano a cercare una soluzione istituzionale. Un tentativo che ieri ha avuto come protagonisti il sindaco Emilio Floris, l'assessore all'urbanistica comunale, Gianni Campus, e quello regionale, Gianvalerio Sanna. Anche se, per ora, le posizioni non sembrano poter convergere: il Comune intende portare avanti i lavori e la Regione l'iter giudiziario davanti al Consiglio di Stato.

Intanto, dopo lo stop deciso dalla Regione, che aveva bloccato temporaneamente il mega progetto edilizio di Coimpresa (sul versante di via Is Maglias) e della ditta Cocco (sul versante di viale Sant'Avendrace), e la sentenza del Tar che annullato i vincoli, non mancano i colpi di scena. Ora la querelle sulla necropoli fenicio-punica più grande del Mediterraneo, rischia di passare dal privato al pubblico. Grazie a un dossier del Corpo forestale, la Procura ha aperto un'inchiesta sul cantiere comunale nell'area del futuro parco archeologico. Gli ispettori della Forestale hanno rilevato difformità significative tra le opere autorizzate e quanto invece è stato costruito: i camminamenti da ottanta centimetri si sono allargati fino a quattro metri. Grandi muraglioni, fioriere proprio a ridosso delle tombe.

La scoperta dei rangers è avvenuta nel corso di una serie di sopralluoghi compiuti tra maggio e settembre del 2007. Una scoperta che potrebbe aver indotto il Comune a correre ai ripari: ad agosto e novembre dello scorso anno erano state presentate all'Ufficio regionale tutela paesaggio due richieste di autorizzazione, che riguarderebbero proprio le modifiche rilevate qualche mese prima dalla Forestale. Autorizzazioni, peraltro non concesse. La parola ora passa alla Procura della Repubblica e al sostituto procuratore Daniele Caria che ha preso in esame il faldone presentato dal Corpo forestale.

Insomma, riesumato dal Tar il progetto privato dell'imprenditore Cualbu, ora a rischiare un sequestro cautelativo è il cantiere comunale. Quello relativo al tanto atteso parco archeologico. Che nelle previsioni del portale istituzionale “Cagliari migliora” si annunciava così: un grande parco pubblico, esteso per circa 20 ettari, comprendente tutto il colle di Tuvixeddu, dal viale di Sant'Avendrace fino alla sommità del colle e alla sommità del colle dei Punici. Dove sarebbero state realizzate un'area archeologica, un'area naturalistica ed un'area ricreativa e sportiva (spesa complessiva: 5.681.029 euro).

Più in generale:«L'area di intervento è localizzata al confine del Parco archeologico della necropoli di Tuvixeddu, in corrispondenza dell'area industriale dismessa situata al termine della via Falzarego. L'intera area è attualmente occupata da manufatti industriali la cui edificazione risale agli anni cinquanta. È previsto un programma di interventi che realizzano il completo recupero di tutti i manufatti da conservare, la demolizione di due edifici in pessimo stato di conservazione e di scarso valore architettonico, e la sistemazione di tutti gli spazi aperti, al fine di realizzare il perfetto completamento del Parco archeologico con delle strutture adatte ad ospitare le attività legate alla ricerca e alla conservazione dei materiali recuperati nel corso degli scavi e, inoltre, per dotare la città di spazi aperti urbani di ritrovo e di ricreazione».

«L'accesso al museo per il pubblico avverrà dalla via Falzarego, tramite percorso in quota, al livello del primo piano dell'edificio, e dal viale Sant'Avendrace, tramite un ascensore. Dal piano terra si potrà accedere all'intera area museale e si potrà proseguire la visita al parco archeologico. L'edificio principale destinato ad ospitare il Museo sarà dotato di sale per esposizioni permanenti o temporanee, laboratori e depositi, oltre che di tutti gli spazi accessori relativi ai servizi, agli archivi e agli uffici amministrativi. Gli edifici attorno saranno oggetto di un più ampio programma integrato di trasformazione come elementi di archeologia industriale, di deposito e per servizi». Importo: 3.098.741 euro.

Prevista la spesa di 3.873.426 euro invece per l'ampliamento del parco: «opere finalizzate al recupero del complesso archeologico e l'ampliamento nelle aree marginali del parco, l'estensione dello stesso sul versante del colle accessibile da via dei Punici ed il suo collegamento a tale parte mediante un ponte, la sistemazione dei terreni al fine di creare le necessarie aree di parcheggio, creazione di percorsi a servizio dei visitatori, la recinzione e la messa in sicurezza delle aree, la installazione delle attrezzature, degli arredi e della cartellonistica, la realizzazione di tutte le opere di riqualificazione del verde finalizzate alla valorizzazione del patrimonio archeologico e paesaggistico».


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