l'altra voce.net


venerdì 7 marzo 2008

La mia lista sarà più verde della tua
A sinistra o con Di Pietro?
Prova di forza tra Roma e Cagliari

di Elvira Corona

Il sole ha smesso di ridere, soprattutto qui in Sardegna. Marco Lion, garante della Federazione sarda, da Roma ha firmato la sconfessione dei Verdi isolani ribelli in risposta all'uscita dalla Sinistra Arcobaleno e l'adesione all'Italia dei Valori. Ma da Cagliari replicano che i numeri - per quanto esigui in termini assoluti, viste le dimensioni del partito - ci sono. E sono la maggioranza.

I vertici romani sostengono che «nessuno può dichiararsi rappresentante dei Verdi sardi» e quindi delegittimano i fautori della scissione, visto che «la federazione regionale dei Verdi è stata commissariata dopo le ultime elezioni regionali, pertanto non esiste alcun organismo regionale né alcun coordinatore regionale». Delegittimazione rafforzata anche da un fulmineo aggiornamento sul sito internet della federazione isolana: fino a due giorni fa si potevano trovare nomi, cognomi e numeri di telefono dei referenti regionali, ora l'unico contatto disponibile è quello dello stesso Marco Lion.

Ma un comunicato dell'esecutivo Verdi Cagliari - esprimendo il pieno appoggio a Pino Zarbo - fa sapere che si è «deciso a maggioranza che la posizione politica del coordinamento regionale riguardo il patto federativo con l'Italia dei Valori è legittimato dalla maggioranza degli iscritti Verdi in Sardegna, pertanto favorevoli a questa nuova linea politica».

In risposta a tutti gli atteggiamenti dispotici della segreteria nazionale, da Cagliari dichiarano che «la posizione della Federazione nazionale non rispetta il principio democratico della partecipazione dal basso nelle decisioni importanti ed inoltre colloca la componente Verde in una porzione politica che non corrisponde ai principi fondativi del movimento Verde, motivo in più per sostenere il patto con IdV di Di Pietro». Posizione che ha raccolto la maggioranza ma non l'unanimità. Assieme a Roberto Copparoni, la presidente del gruppo cittadino Vilma Cirina ha espresso parere contrario e perquesto è stata sfiduciata e invitata alle dimissioni.

Lion dal canto suo, nella nota distribuita alla stampa e pubblicata ieri anche nel sito internet del partito, ribadisce che «la storia del movimento verde della Sardegna continuerà con quanti, e sono la stragrande maggioranza dei Verdi della regione, hanno condiviso la scelta di costituire la Sinistra Arcobaleno, per garantire un modello di sviluppo alternativo e sostenibile certamente opposto alla visione cementificatrice e asfaltatrice teorizzata e portata avanti dall'uscente ministro dei Lavori pubblici Antonio Di Pietro che, peraltro, a seconda di come tira l'aria, e' anche a favore (o contro) gli inceneritori».

Questa “stragrande maggioranza” però inizia a scricchiolare, e non solo in Sardegna. Il malcontento per le prime candidature verdi annunciate sta montando anche in altre regioni, motivato da una gestione che appare poco democratica da parte del leader Alfonso Pecoraro Scanio. E forse non è bastata a sedare gli animi la dichiarazione del fratello del ministro, Marco, che ha rinunciato a ricandidarsi.


Google
 


© 2008 Nesos Editoriale Indipendente srl - Cagliari