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giovedì 6 marzo 2008

Il Pd sostituisce gli autoesclusi
ma rischia di perdere Parisi
Aggiungi un posto in lista nel PdL?
L'ultima parola a Berlusconi

di Marco Murgia

Niente di nuovo sotto il cielo del Popolo della Libertà: con le prime due piazze assegnate d'ufficio a Berlusconi e Fini e gli altri posti al sole già spartiti tra i parlamentari uscenti di Forza Italia e An, neanche l'incontro tra Piergiorgio Massidda e Sandro Bondi risolve il rebus degli spazi in lista da assegnare agli alleati meno “pesanti”. Il Partito democratico ha la sua dose di guai e non può godere per quelli altrui. Antonello Cabras e Renato Soru - impegnati a riempire i buchi lasciati nelle liste dalle rinunce di illustri “portatori d'acqua” - ieri rilanciavano gli appelli per una tregua interna: basta polemiche, puntiamo a vincere in Sardegna e a dare il nostro contributo a Veltroni. Appelli non raccolti dal ministro Parisi, che per mezza giornata ha minacciato di rifiutare la candidatura in Sardegna dopo una sgradevole scivolata televisiva di uno dei candidati-immagine scelti da Veltroni.

La scadenza per la presentazione delle liste è fissata per dopodomani e difficilmente le diecimila firme raccolte in Sardegna dai giovani di Forza Italia per la campagna “Porta un giovane in Parlamento” riusciranno a mettere in discussione le scelte già fatte. Ma per i rappresentanti del centrodestra saranno 48 ore di passione. Non per tutti, chiaramente: i posti sicuri sono già appannaggio dei parlamentari uscenti, tutti riconfermati e tutti nelle prime posizioni. Definita la griglia per il Senato: Beppe Pisanu capolista, seguito dal coordinatore regionale di An Mariano Delogu. Terzo e quarto Piergiorgio Massidda e Fedele Sanciu, entrambi in quota Forza Italia. Il quinto nome arriva direttamente dalla segreteria nazionale di Alleanza nazionale: è quello di Filippo Saltamartini, segretario nazionale del Sindacato autonomo della polizia di Stato.

Più fluida la situazione per Montecitorio: i due leader, Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, sono al primo e al secondo posto. Dietro, secondo un ordine ancora da definire, i vari Cicu, Pili, Cossiga e Marras per Forza Italia e Murgia e Porcu per An. Poi gli altri nomi in corsa - da quello dell'ex sindaco di Olbia Nizzi a quello del presidente della Confindustria regionale Gianni Biggio, ma mancano le conferme ufficiali così come per le quote rosa - sino a Silvestro Ladu: il capogruppo di Fortza Paris in Consiglio regionale dovrebbe ritagliarsi lo spazietto per Montecitorio, frutto degli equilibri isolani anche e soprattutto in vista delle elezioni regionali del 2009.

In questo senso è più complicata la questione legata ai Riformatori: come Fortza Paris, anche il gruppo guidato da Michele Cossa vuole partecipare alla costituente del Pdl. Il nome da mettere in campo è quello di Massimo Fantola: ma il senatore uscente, eletto nelle liste dell'Udc, resta in stand-by. Il diretto interessato fa spallucce e ostenta tranquillità (o rassegnazione): «Non si valuta la mia posizione ma quella del partito. E non ho la più pallida idea di cosa e quando si deciderà».

In realtà ieri si è deciso di non decidere. Il retroscena lo spiega Cossa: «Massidda mi ha assicurato di aver parlato della questione con Bondi, ma l'ultima parola spetta a Berlusconi». Rimandata a oggi, probabilmente, per i molteplici impegni - anche televisivi - del Cavaliere. «Speriamo in una risposta positiva per poter partecipare a un progetto di cui ci sentiamo parte», dice il capogruppo in Consiglio Pierpaolo Vargiu: inutile parlare ora delle conseguenze di un eventuale no, perchè «i problemi vengono fuori nel momento in cui si verificano fatti certi».

Scoppia e rientra il caso Parisi.
Cabras e Soru fanno i pompieri

A ravvivare la giornata del Partito democratico ci pensa Arturo Parisi: l'ex ministro della Difesa, capolista per la Camera in Sardegna, tira il freno a mano sulla sua candidatura. Il motivo non riguarda la situazione isolana ma le dichiarazioni di Massimo Calearo a Ballarò: l'ex presidente di Federmeccanica, candidato da Veltroni nel nord-est, aveva praticamente ringraziato Clemente Mastella per aver provocato la caduta del governo Prodi. Perentoria il commento di Parisi: «Il Pd deve prendere in fretta una posizione netta sulla santificazione di Mastella da parte di Calearo», dice. Altrimenti «valuterò il da farsi, ma un provvedimento deve essere preso», sino ad annunciare il ripensamento sulla candidatura. Caso rientrato nel giro di poche ore, dopo la rettifica dell'industriale.

Abbastanza, comunque, per far tremare i polsi al segretario regionale Antonello Cabras, che non aveva bisogno di rimettere in discussione anche le prime posizioni. Sulle liste isolane - ufficializzate ieri con gli ingressi di Gian Mario Demuro al posto di Francesco Pigliaru e di Giuseppina Unida per Alberto Sanna - deve rispondere a diverse critiche dalla base. Anche in questo caso la presa di posizione è decisa: «Basta con le polemiche», dice, «le liste sono rappresentative dei territori e per la prima volta anche delle donne».

Parte da un punto di vista diverso Renato Soru: «È noto che avrei desiderato un rinnovamento maggiore. Siamo riusciti solo in parte e con molte comprensibili amarezze», dice il presidente della Regione. «È indubbio però che, pur nei limiti di una ingiusta legge elettorale, un processo di cambiamento è chiaramente avviato, anche grazie alla generosa disponibilità di alcuni importanti dirigenti dei partiti storici del centrosinistra», con un chiaro riferimento al diessino Emanuele Sanna. Partenze diverse ma conclusioni simili: «Ora pensiamo a vincere le elezioni in Sardegna e a dare il nostro contributo alla vittoria di Veltroni».


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