mercoledì 5 marzo 2008
di Elvira Corona
Over the rainbow, oltre l'arcobaleno. La Federazione dei Verdi nell'isola non correrà con la Sinistra Arcobaleno alle prossime elezioni politiche. Salta tra accuse e recriminazioni quell'unione di fatto che sembrava scontata. Ma gli ambientalisti sardi stavano stretti assieme a Rifondazione Comunista, Sinistra Democratica e Comunisti Italiani e quindi via, per altre strade.
Il colore rosso era troppo dominante in questo arcobaleno, e così - a tre giorni dalla scadenza per la presentazione delle candidature definitive - gli ambientalisti annunciano la separazione. Lo fanno partendo da Cagliari, anche se «siamo quasi certi che almeno altre cinque o sei regioni seguiranno la nostra scelta, sarà un effetto domino», dice Antonsergio Belfiori, coordinatore regionale dei giovani Verdi. Proprio i giovani hanno avuto un ruolo di primo piano in questa decisione. Si sono sentiti snobbati dai vertici romani, troppo presi forse a difendersi dalle accuse per l'emergenza rifiuti a Napoli da non curarsi di coinvolgere la base nelle decisioni importanti: una base essenziale per le sorti del partito.
Molti militanti, specie fra i giovani, erano già perplessi al momenti di confluire nella Sinistra Arcobaleno lo scorso dicembre. Ma la sensazione di non contare nulla al momento di decidere le candidature da presentare per l'imminente tornata elettorale è stata probabilmente la goccia che ha fatto traboccare il vaso: i nomi calati dall'alto hanno fatto esplodere il malcontento, e a quanto pare non solo in Sardegna.
Una decisione che potrebbe scombinare tutti gli equilibri, anche perché la decisione dei fuoriusciti è quella di chiedere asilo all'Italia dei Valori, che pare abbia già spalancato le porte. Per il 13 e 14 aprile quindi la soluzione è quella di confluire nelle liste di Di Pietro, che si presenta insieme al Partito Democratico ma conservando il proprio simbolo. Richiesta di asilo accolta in pieno, lo conferma la lista per il Senato, che subito dopo il primo candidato (dovrebbe essere Adriano Salis) proporrà agli elettori Pino Zarbo, referente regionale dei Verdi. Tra i candidati alla Camera è annunciato Tonino Deriu (assessore all'Ambiente al Comune di Nuoro), al secondo posto dopo il capolista Federico Palomba.
Dopo le elezioni, il partito dovrà riprendere la discussione interna. I Verdi sardi denunciano una scivolata a sinistra, inglobati in un programma che non li rappresenta e non rende onore agli ideali del partito delle origini. Un partito che nella mente di uno dei suoi fondatori, Alexander Langer, doveva imporsi come una forza innovativa e trasversale, guidato da ideali di pace e da un modo di agire ecologico. «L'anima del partito è sempre stata attenta ai problemi dell'ambiente. Per quanto riguarda gli altri temi, non possiamo condividere alcune scelte radicali fatte dalla Sinistra arcobaleno», spiega ancora Belfiori.
I verdi dissidenti non condividono totalmente il programma della Sinistra Arcobaleno e neppure il candidato premier. Vorrebbero aprire un dialogo sulle grandi questioni del paese e non fare l'ultima ruota del carro, di un carro che comunque vada sembra essere destinato a non arrivare tra i primi. Ma quali saranno le conseguenze di questa prova di forza? Male che vada, si rischia una espulsione dal partito. Ma secondo i dissenzienti, alla fine dei conti saranno Pecoraro Scanio e il suo entourage a ritrovarsi da soli.
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