mercoledì 5 marzo 2008
di Marco Murgia
Bel problema: se gli uscenti di Forza Italia e An sono stati tutti bravissimi e meritano la riconferma garantita, come fare spazio agli amici dell'ultimo minuto? E come incastrare qualche candidata in una delegazione che rischia d'essere tutta al maschile? Il Popolo della Libertà lavora ancora sulle liste per evitare dolorose rotture. Gli ambasciatori di Forza Italia e Alleanza Nazionale sono rientrati alla spicciolata da Roma con qualche certezza in più ma le diplomazione continueranno a lavorare al telefono, nel tentativo non semplice di accogliere in modo accettabile anche le richieste degli alleati locali, Riformatori e Fortza Paris su tutti, con i quali sarebbe meglio non rompere ad appena un anno dalle elezioni regionali.
Niente di certo in Forza Italia dopo l'incontro del coordinatore regionale azzurro Piergiorgio Massidda con la segretaria nazionale nel pomeriggio di ieri. Niente di certo se non la ricandidatura di tutti i parlamentari uscenti, tanto alla Camera quanto al Senato, dove il capolista sarà Beppe Pisanu. Via libera come ampiamente annunciato, quindi, per Cicu, Cossiga, Marras e Pili a Montecitorio e per lo stesso Massidda e Fedele Sanciu a Palazzo Madama. Al gruppo per la Camera dovrebbe aggregarsi una donna: in lizza l'ex sindaco di Lula Maddalena Calia e la consigliera regionale Claudia Lombardo (anche se su questa pende il veto nazionale sui rappresentanti in carica nei parlamenti locali). Tutto fermo per l'ex sindaco di Olbia Settimo Nizzi: di lui si parlerà oggi.
Più chiara la situazione in Alleanza nazionale. Anche in questo caso accordo raggiunto per la ricandidatura dei parlamentari uscenti: il coordinatore regionale Mariano Delogu tornerà in Senato, in lista dietro Pisanu; giro buono anche per i due deputati Bruno Murgia e Carmelo Porcu. Con queste conferme si fa in salita la corsa di Nanni Campus, ex sindaco di Sassari, o del presidente regionale di Confindustria Gianni Biggio: posizioni da verificare, ma con poche speranze per il grande salto. Lo stesso dicasi per i consiglieri regionali Artizzu, Diana e Liori. Niente di certo neanche sulla scelta di qualche candidata: «Potremmo decidere domani (oggi, ndr), ma ne discuteremo con Roma», dice Delogu.
Manca la conferma anche per il trasloco a Roma di Alberto Randazzo, passato ieri insieme al fratello Vittorio dall'Udc ai Popolari liberali, una delle componenti del Popolo della Libertà, al seguito di Carlo Giovanardi. L'ex ministro è lo sponsor pesante per Alberto: l'ex capogruppo dell'Udc in Consiglio regionale «è l'indicazione prioritaria del gruppo per l'isola», ha confermato Giovanardi. «In quanto Popolari liberali», ha spiegato Randazzo, «non abbiamo aderito al gruppo di Forza Italia né a quello di An. Solo dopo le elezioni, quando il PdL nascerà come partito, confluiremo nel gruppo»: è la prassi, ma potrebbe essere l'escamotage buono per il biglietto per Montecitorio, saltando il veto sui consiglieri regionali in carica imposto da Forza Italia. Sull'abbandono dell'Udc: «Non abbiamo cambiato niente», ha aggiunto Randazzo insieme al fratello, «abbiamo seguito un nostro percorso all'interno del centrodestra».
Fra quelli che aspettano c'è anche un senatore uscente, Massimo Fantola. «Da parte mia non posso che rinnovare la stima e il rispetto per la tradizione, la storia e il ruolo occupato dai Riformatori, da sempre alleati fedeli e costruttivi, con i quali abbiamo da tempo avviato un cammino comune sulla scena politica sarda»: nelle parole di Piergiorgio Massidda, in mattinata prima dell'incontro con la dirigenza nazionale, c'era già tutto l'imbarazzo per una situazione rimasta irrisolta. Il destino di Fantola è ancora incerto, dopo lo stallo di due giorni fa, e la situazione chiaramente non fa piacere al coordinatore regionale dei Riformatori, Michele Cossa: «La nostra storia e il nostro impegno per la moralizzazione e la semplificazione della politica ci portano “naturalmente” a impegnarci per la costruzione del grande partito dei moderati, di cui ci sentiamo promotori e protagonisti da tempo», ma «in queste ore stiamo verificando se in Sardegna questo processo - che guarda anche alle prossime elezioni regionali - può davvero essere avviato o se invece prevalgono altre logiche, alle quali ci sentiamo estranei».
In ansia, insieme a Fantola, anche il capogruppo di Fortza Paris in Consiglio regionale, Silvestro Ladu. Per il primo resta però aperta la porta dell'Udc di Giorgio Oppi, dopo gli attestati di stima dei giorni scorsi. Se ne saprà di più oggi, dopo la riunione della segreteria regionale del partito. In casa Udc si escludono alleanze con gli ex mastelliani, valide solo in chiave regionale, cosi come con sardisti e autonomisti. Voci dell'ultim'ora danno anche Paolo Maninchedda candidato a Roma con i quattro mori: ma mancano conferme ufficiali.
© 2008 Nesos Editoriale Indipendente srl - Cagliari