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martedì 4 marzo 2008

Caro Veltroni, domani sparo a te
e Cabras, restauratore. Bicchiere
mezzo vuoto e mezzo strapieno
Per Soru ricambio interruptus

di Giorgio Melis

Conferma per coerenza, dopo la verifica ex post delle anticipazioni della vigilia: mio caro Veltroni, domani ti sparo, anche e specialmente a Cabras il cardinal-restauratore. Anche se sarà inutile perché i danni, forse irreparabili, sono già fatti. Perché le liste del Pd sardo sono un classico compromesso negativo e poco dignitoso. Perché il peso dei notabili e dei professionisti della politica di lungo corso è indubitabile e intollerabile per qualità e quantità. Perché il proclamato rinnovamento è una mezza finzione, anche se non mancano i nomi nuovi e qualificati. Ma non simbolicamente presenti nei punti apicali, in zona-elezione. Zero inoltre per veri giovani come è stato deciso o imposto in tutta Italia. I ragazzi qualificati su cui investire c'erano e ci sono anche in Sardegna: non sono i figli della serva. Ancora, il faticato inserimento di alcuni nomi significativi non equilibra affatto l'insostenibile prevalenza delle nomenklature.

Il bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto? Non è così. Mezzo vuoto, anche meno, per cambiamento. Mezzo strapieno per conferme, recuperi nel segno del continuiamo delle nomenklatura ex Ds ex Margherita: vincono a mani bassi e chi dice il contrario bara al gioco o si fodera gli occhi di prosciutto. Conferma, dunque: caro Veltroni domani ti sparo perché ti sei dimenticato di portare la tua ventata di ricambio e slancio in Sardegna, subendo il peggio locale senza il meglio nazionale: appaltando tutto ai tristi notabili nuragici. Gli effetti non si possono prevedere perché alla fine si voterà pro-contro Berlusconi-Veltroni (“Berloni”, sintetizza il bravissimo, acuto Tullio Boi nelle sue vignette essenziali, tutto per battute fulminanti), cui è difficile sottrarsi ma anche aderire. Perché molti dei candidati, specie degli uscenti confermati, non avrebbero passato il vaglio del collegio circoscrizionale e sono stati imposti grazie alla spregiudicata copertura del “porcellum”.

Pollice verso a Veltroni perché ci si aspettava di più e di meglio da lui. Però. Caro Cabras (e Soro), domani ti sparo con ben maggiore convinzione che su Veltroni. Il cardinale (assieme all'altro Antonello, Soro) ha di nuovo messo nel sacco tutti. Passi che si sia salvato abusivamente come segretario fasullo nelle primarie perse da lui benché nominalmente vinte con i voti della destra. Nonostante questo, è andato avanti come un silenzioso trattore per salvare anche gli altri esponenti (specie ex Margherita) che lo hanno sorretto nella battaglia persa nelle urne, vinte a tavolino nel modo più equivoco. Dopo la rinuncia obbligata, ma offerta e dunque rispettabile, di Tore Ladu e Gianni Nieddu (come Luigi Cogodi nella Sinistra Arcobalente isolana), quel che è seguito è disastroso.

Nessuno voleva la testa di Emanuele Sanna, Paolo Fadda e altri per ragioni personali. Semplicemente perché è inaccettabile che debbano occupare ancore le poltrone parlamentari dopo aver stazionato per un quarto di secolo in quelle regionali: con enorme accumulo di incarichi, influenza e cinismo del potere. Non hanno neanche accennato a farsi da parte, hanno anzi combattuto fino alla fine. Con pieno successo Fadda, che non valeva e non vale Emanuele Sanna. Questi è dovuto soccombere a Giulio Calvisi, buona persona, grigio funzionario di partito che dalla segreteria regionale dei Ds per alcuni anni non è riuscito a guadagnare sul campo autorevolezza e leadership. Come detto nei giorni scorsi, tanto valeva lasciare Ladu, Nieddu e Sanna come Fadda. Così è un ricambio non solo immaginario. Peggio: della serie vorrei ma non posso. O rinnovo interruptus perché praticato senza anticoncezionale politico: non c'è pillola del giorno dopo che possa rimediare al malfatto.

Quali altri elementi negativi? Il ripescaggio in grande spolvero di Giampiero Scanu, eccellente persona ma con trent'anni di esposizione politica anche ottima ma infine ricusata dagli elettori. Davvero troppo, questo recupero, come quello di Antonangelo Casula da decenni sulla piazza, di Giovanni Giagu (anche se fuori dalla zona-elezione) dopo quattro mandati in Consiglio, di Bruno Dettori che poteva farsi da parte per dimostrare che i prodiani sanno aprirsi al futuro. Un segno complessivo negativo perché anche i “nuovi” come Siro Marrocu (ha avuto il coraggio e il merito d'essere stato il vero alleato di Soru in frangenti decisivi e cruciali) e l'eccellente Francesco Sanna sono professionisti della politica. Sanna è solo alla prima legislatura regionale: sarebbe stato meglio che continuasse a dare il suo importante apporto nella prossima, in ruolo più significativo.

Non basta a qualificare il senso complessivo della lista la presenza di Guido Melis in zona alta: anche se è importante ed è forse il dato più positivo. Anche la scelta di Caterina Pes, voluta da Soru, sarà tutta da verificare sul campo, con indicazioni di partenza molto contrastanti. Mentre la conferma della buona Amalia Schirru appartiene più al novero degli atti dovuti che delle scelte motivate e sacrosante. In questo quadro, lo sbarco della repubblicana Luciana Sbarbati passa abbastanza inosservato dopo la rinuncia (peccato) di Bianca Berlinguer.

Resta da dire di Renato Soru. Anche per lui vale il bicchiere mezzo e mezzo ma non entusiasmante, anzi. Anche lui ha proclamato il rinnovamento come Veltroni. È riuscito a fare non moltissimo. Giusto per Guido Melis, di Caterina Pes risponderà personalmente, per Marrocu ha fatto quanto era politicamente giusto, come per Francesco Sanna. Ma avendo espresso nove consiglieri regionali nel 2004, con una ventata di novità travolgente benché non tutta andata a buon fine, poteva e doveva richiederà di più: anche esponendosi personalmente, marcando un dissenso motivato e dovuto. La caduta di Prodi non lo ha certo aiutato e infine, nell'indifferenza colpevole di Veltroni, è stato messo in mezzo dalle trame dominanti di Antonello Cabras (con Antonello Soro defilato ma certo non assente) a favore di Fadda e altri. Insomma un brutto segnale complessivo. Se le urne saranno avverse, varrà anche per il voto regionale. Ma non sarà colpa di Soru: del vecchio-nuovo centrosinistra della conservazione che nel Pd si conferma senza nobiltà e generosità, non sa e non vuole cambiare.


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