domenica 2 marzo 2008
È figlio di un dipendente dell'Asl di Cagliari, il responsabile del Centro di prevenzione oncologica di viale Trento Antonello Scarpa, l'autore dell'intrusione “dimostrativa” nel sistema informatico dell'Azienda sanitaria commissionata a un esperto dai Riformatori sardi in Consiglio regionale. Appunto quelli che che in una conferenza stampa avevano denunciato la vulnerabilità della rete. Lo sostiene il manager dell'Asl 8 di Cagliari, Gino Gumirato, in un'intervista trasmessa dall'emittente radiofonica cagliaritana “Radiopress”, precisando che l'azienda ha già protocollato una denuncia alla Polizia postale e una alla Procura della Repubblica di Cagliari.
«Oggi abbiamo fa tutti i controlli necessari e siamo riusciti a capire da dove vengono le informazioni e chi è la persona che ha eseguito materialmente l'accesso», spiega Gumirato, indicando Luigi Scarpa, presente alla conferenza stampa dei Riformatori, come responsabile della violazione, durante la quale sono stati scaricati dati sensibili sull'attività sanitaria e sui pazienti. «Luigi Scarpa è il figlio del dottor Antonello Scarpa, dipendente dell'Asl, responsabile del centro oncologico di viale Trento dov'è avvenuta la violazione», ha aggiunto Gumirato. «Il figlio del responsabile del centro già in passato aveva avuto facile accesso, per stessa ammissione di Antonello Scarpa, senza alcuna autorizzazione dell'Asl».
«Prendo atto inoltre», ha precisato il manager dell'Asl di Cagliari, «che Antonello Scarpa ha avuto 200 voti nelle ultime elezioni nel gruppo dei Riformatori». Interpellato dall'Agi, Gumirato ha poi spiegato di aver aperto un procedimento disciplinare nei confronti di Scarpa, che avrebbe riferito di aver chiesto più volte in passato l'aiuto del figlio, esperto d'informatica, per risolvere alcuni problemi sui computer e la rete del centro di prevenzione oncologica, da cui, tramite una rete wireless provvisoria, è stata possibile l'intrusione denunciata dai Riformatori. «Luigi Scarpa, a detta del padre, aveva avuto in passato accesso ai locali del centro, ma senza che l'Asl l'abbia mai autorizzato».
(AGI)
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