domenica 2 marzo 2008
di Marco Murgia
Giochi quasi fatti, non ancora dichiarati ma praticamente sicuri, a parte alcune variabili. Sulle liste per i candidati sardi del Partito democratico alla Camera e al Senato l'ufficialità dovrebbe arrivare tra oggi e domani. A Roma continua il lavoro del segretario regionale Antonello Cabras con il coordinamento nazionale per i 25 nomi della pattuglia isolana. Ancora di più quello sulle prime posizioni in graduatoria, le uniche utili per l'approdo a Montecitorio e Palazzo Madama: da rispettare, in questo caso, ci sono gli equilibri interni tra gli ex esponenti di Ds, Margherita e Progetto Sardegna.
Ad agevolare le scelte è Antonello Soro: per il deputato, già capogruppo del partito alla Camera, la candidatura arriverà oltre Tirreno, probabilmente in Piemonte, forse in Lombardia. Il numero uno nei candidati a Montecitorio dovrebbe essere riservato ad Arturo Parisi, a lungo in bilico tra la Sardegna e l'Emilia; poi Antonello Cabras, sicuro di restare a Roma e in corsa come capolista per il Senato.
Sempre per Palazzo Madama la sorpresa dell'ultim'ora potrebbe essere Concetta Rau. L'assessore regionale all'industria dovrebbe essere il nome scelto dal coordinamento nazionale in sostituzione della giornalista Rai Bianca Berlinguer: non ha la stessa visibilità ma un'ottima esperienza maturata nella gestione di sistemi di sviluppo locale a livello nazionale e internazionale, oltre ai quattro anni da assessore in viale Trento. Con Amalia Schirru uscente riconfermata, dovrebbero trovare spazio alla Camera anche Caterina Pes (insegnante ma soprattutto ex coordinatrice regionale di Progetto Sardegna) e la consigliera regionale e sindaco di Sorgono Francesca Barracciu.
Ancora: quasi scontato l'uscente Paolo Fadda (una legislatura in Parlamento ma una vita in Consiglio regionale e molti anni da assessore alla sanità), resta in pista anche il diessino Emanuele Sanna. Il sindaco di Samugheo, anche lui deputato con il governo Prodi, sarebbe in ballottaggio con l'ex segretario regionale Giulio Calvisi, tornato in corsa dopo il periodo nell'ombra seguito alle primarie del 14 ottobre.
Tra i consiglieri regionali il più sicuro è Francesco Sanna: politico sperimentato e stimato, ex Margherita ma di area soriana, ha uno sponsor formidabile nel sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Enrico Letta. In stand-by la posizione del capogruppo Siro Marroccu, così come quella dello storico sassarese Guido Melis: fuori dai primissimi posti, almeno per il momento. Torna prepotente in alto, invece, il nome di Costantino Tidu: l'ex sindaco di Teti, in quota Ds, rappresenterebbe il volto nuovo sul panorama nazionale, proveniente dal Nuorese.
Più confusa la situazione a sinistra. I contorni dell'Arcobaleno risultano ancora poco definiti. In area Rifondazione la conferma arriva dalla segretaria regionale. Da una parte ci sono i ringraziamenti al deputato uscente Luigi Cogodi, chiamatosi fuori nonostante la ricandidatura all'unanimità per lasciare spazio ai giovani: «Il suo prezioso contributo sarà utilmente impiegato, senza interruzione di continuità, nella costruzione della Sinistra Arcobaleno in Sardegna e a livello nazionale», dice Michele Piras.
L'obiettivo è quello «del rinnovamento e di un positivo equilibrio fra uomini e donne nelle candidature indicate in posizione di eleggibilità». Ma al momento «nessuna decisione definitiva è stata assunta dall'organismo dirigente nazionale». Il Prc sardo «avanzerà una proposta forte e rappresentativa». Dal nazionale arriva la richiesta di un nome femminile per la Camera, ma diventa fondamentale trovare gli incastri giusti con la rosa degli altri partiti della coalizione.
Se ne saprà di più domani, con la riunione del comitato politico regionale. In discussione c'è il contenzioso aperto con la segreteria nazionale: il candidato sicuramente eleggibile in Parlamento, è il ragionamento della costola isolana, dovrà essere espressione del territorio. Fuori Cogodi, uno dei nomi in ballo è proprio quello di Michele Piras.
Dall'altra parte, da registrare il rientro in Alleanza Nazionale di Cesare Corda, ex consigliere regionale fuoriuscito dal partito a fine 2003. Per trent'anni volto di Mediaset in Sardegna, il giornalista decise di interrompere i rapporti con il partito dopo uno strappo con la dirigenza regionale per fondare il movimento “Le Coccinelle” con cui si presentò alle successive consultazioni, senza però essere eletto.
«Non è un ritorno del figliol prodigo, ma solo il un rientro di un caro amico che si era allontanato», hanno spiegato Mariano Delogu e Antonello Liori: rientro benedetto con una lettera dal leader nazionale Gianfranco Fini. «Uscii perché i miei valori, frutto di tanti anni di militanza nel partito, mi impedivano di assumere certi comportamenti», dice Corda: «Allora mi sembrava la decisione giusta, mentre la più opportuna sarebbe stata quella di rimanere nel partito». Per lui sarebbe già pronto l'incarico di portavoce o responsabile della comunicazione nell'isola.
Il coordinatore regionale Sergio Marracini e il vicesegretario nazionale dell'Udeur Antonio Satta fanno da padrini al movimento dei Popolari autonomisti sardi (Pas), che rivendica un percorso autonomo nell'isola a cominciare dalle elezioni politiche del 13 e 14 aprile prossimi. Il battesimo ieri a Paulilatino, durante l'assemblea costituente con 400 partecipanti al teatro Grazia Deledda. Sancito il distacco da Clemente Mastella, nel nuovo simbolo non compare la sigla Udeur: la nuova formazione di centro punta a un'alleanza sociale «per lo sviluppo, il lavoro e la solidarietà», che diventi punto d'incontro fra sindacati, associazioni e movimenti. Per Satta, i Pas rappresentano una «proposta che valorizza la specificità dei sardi».
La relazione di Marracini, molto critica nei confronti del governo regionale del presidente Renato Soru, segna anche la definitiva rottura con la coalizione di centrosinistra in Consiglio regionale: «Il governo della Regione ha cessato di essere momento di guida, propulsione e sostegno dello sviluppo, per diventare progressivamente un freno dell'iniziativa e delle azioni poste in essere dagli operatori nei campi più diversi, da quelli dell'economia produttiva a quella commerciale, dalle attività culturali a quelle sportive».
In corsa anche gli indipendentisti di Sardigna Natzione. Il gruppo guidato da Bustianu Cumpostu ha depositato il simbolo al ministero dell'Interno e avviato la raccolta firme per presentare le proprie liste: i candidati saranno tutti militanti del movimento. Sardigna Natzione «chiederà al mondo nazionalista sardo di votare Sni per dare un chiaro segnale di condivisione del progetto principale che ha il movimento, che è quello di unire le forze nazionaliste sarde e trovare uno spazio di condivisione credibile da proporre al popolo sardo».
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