l'altra voce.net


sabato 1 marzo 2008

Elezioni anticipate? No, grazie: fino in fondo
con un positivo bilancio, per rivincere
Centrosinistra fiducioso, unito nella litigiosità

di Marco Murgia

Litigano, ma tengono. Fanno i conti con i numeri, che sono gli stessi di qualche mese fa a eccezione dei quattro dello Sdi: ma è uno strappo recuperabile, ci si lavora e si lavorerà ancora di più dopo le elezioni politiche di aprile. E rilanciano: niente elezioni anticipate ma, anzi, guardiamo con ottimismo alla prossima legislatura. È il centrosinistra in Consiglio regionale: a mente fredda, dopo l'approvazione di una finanziaria difficile, tira le fila degli ultimi tempi. Maggioranza indebolita? Neanche per idea: piuttosto «dal confronto, anche duro, usciamo rafforzati». Partito democratico, Sinistra Arcobaleno e Idv mostrano la sicurezza tipica di chi ha superato un ostacolo grosso, con un messaggio chiaro al centrodestra: non guardate ai nostri problemi, è il ragionamento, perché per fare opposizione servono i numeri. E quei 21 voti contrari alla manovra non sono un viatico sufficiente.

Nessun dubbio sul futuro della coalizione: «Non è nei nostri progetti né in quelli del presidente Soru la fine anticipata della legislatura», chiarisce il capogruppo del Pd Siro Marrocu, «perché sarebbe un suicidio politico: contiamo di arrivare alle elezioni del 2009 con un risultato di legislatura positivo e di buon governo» da presentare agli elettori. Senza negare qualche problemino, l'immagine è quella di una casa in costruzione: «Durante i lavori può esserci disordine ma gli effetti positivi si vedono nel tempo».

A dare una mano a tirare via la polvere è anche la Sinistra arcobaleno. L'avevamo ribattezzata Arcobalente nei giorni caldi della discussione sulle politiche per il lavoro e l'occupazione: allora la coalizione era in bilico, eccome, «in mancanza di risposte concrete alle rivendicazioni sostenute con i sindacati». Arrivate, sotto forma di 600 milioni: infatti «anche per noi la fine anticipata della legislatura non è all'ordine del giorno», assicura il capogruppo di rifondazione Luciano Uras, «e vogliamo spendere i fondi stanziati per il lavoro: ne riparleremo fra un anno». Per Tore Serra «il dato nuovo è la partecipazione ai lavori della sinistra unita: si riparte anche da qui per il completamento di questa legislatura e per la prossima». Ancora più ottimista Adriano Salis, esponente dell'Italia dei Valori: niente dimissioni, anzi, «siamo pronti al secondo mandato».

Anche con i numeri che si assottigliano. Le ultime battute sulla finanziaria hanno solo reso ufficiali situazioni note da tempo: «La maggioranza esce rafforzata dall'approvazione della manovra: gli incidenti in aula sono stati limitati, c'è stato un confronto vero» sottolinea Marroccu, «ma abbiamo raggiunto una sintesi alta su temi molto difficili, come il lavoro, le misure di contrasto alla povertà, i consorzi industriali, i rapporti con gli enti locali, la formazione professionale».

Nessuno sconto e nessun rammarico per il voto contrario dell'Udeur: «Non so se il partito si chiamerà ancora così, ma quel voto non è una novità politica: degli eletti in quella formazione nel 2004, due sono ancora in maggioranza e uno ha votato no. Degli attuali due sono stati eletti nelle liste dell'Udc e di Forza Italia e forse non hanno mai abbandonato il centrodestra. Finora hanno votato in linea con la maggioranza solo per l'elezione del questore». Discorso simile per Paolo Maninchedda, eletto nelle liste di Progetto Sardegna e passato all'opposizione «quando fu sostituito alla presidenza della commissione Autonomia».

È «differente» la questione dello Sdi. «In questi quattro anni ha pesato il fatto che non si sia potuto strutturare in gruppo e anche che abbia vissuto l'iniziale spaccatura con la nascita del gruppo Fas. I socialisti non hanno condiviso alcune scelte strategiche, come la legge statutaria e il Ppr: le principali iniziative del centrodestra per contrastarlo sono patrocinate da un rappresentante di quel partito», Benedetto Ballero.

«L'elemento nuovo è il voto di astensione nella finanziaria: può aver inciso la situazione politica nazionale, la necessità di accentuare il distacco dalla maggioranza che governa la Sardegna e di differenziarsi in vista delle elezioni». Tutti d'accordo su un punto: «Lavoreremo per recuperare il rapporto con lo Sdi, perché questa legislatura possa concludersi con la maggioranza con cui è cominciata, Udeur a parte». Continua ad esistere «nei numeri e nella condivisione».

Il punto di partenza è la Finanziaria appena approvata: con dati e numeri «che non possono essere smentiti», a iniziare dal calo del disavanzo dal miliardo e 288 milioni del 2004 agli 800 milioni dell'ultimo anno. «Abbiamo recuperato più entrate e avuto il coraggio di fare tagli. Certo, quando si toccano certi interessi si aprono sempre problemi. Ma una classe dirigente è tale solo quando fa una cosa ritenendola un beneficio per i cittadini. La ricerca del consenso fa funzionare il Consiglio solo come un bancomat, secondo la logica dell'emendamento che non si nega a nessuno: è quella l'origine del buco miliardario di bilancio del 2004».

È una manovra da 8,8 miliardi di euro «uscita migliorata dall'aula», dice il presidente della commissione Bilancio Giuseppe Luigi Cucca, «e nonostante i ritardi nell'approvazione non si è perso tempo». L'intoppo grosso è arrivato dopo la sentenza della Corte costituzionale sulle tasse sul lusso: «Abbiamo dovuto tagliare 50 milioni di euro che però abbiamo recuperato in modo agevole. Quanto alle anticipazioni sulle entrate future, il ragioniere generale dello Stato ha appena comunicato alla Regione la coerenza della procedura, che è la stessa degli anni scorsi».

Importante, secondo Cucca, l'incremento del Fondo per gli enti locali, quest'anno distinto per Comuni e Province: i primi beneficeranno di oltre 477 milioni di euro, le seconde di 67 milioni, oltre a ricevere un milione e mezzo di euro in più per le scuole materne. La finanziaria ha poi introdotto il Suap (Sportello unico attività produttive) nei Comuni, per snellire la burocrazia; ha ridotto dell'1 per cento fino al 2010 la quota regionale dell'Irap per le imprese che s'impegneranno a nuove assunzioni e investimenti nell'innovazione tecnologica; stanziate «risorse importanti per istruzione, cultura, spettacolo, sport e lavoro», oltre che per il rinnovo del parco bus del servizio di trasporto pubblico; senza dimenticare i 371 milioni per il riordino della rete ospedaliera e i 105 milioni di euro per un piano straordinario di edilizia residenziale pubblica.

«Ora la questione cruciale è l'accelerazione della spesa» rilancia Salis: «Abbiamo le risorse, è necessario che la macchina della Regione le spenda al più presto. Abbiamo ridotto i residui a sei milioni di euro: sono ancora troppi, quasi l'equivalente di un'altra manovra finanziaria».

Confartigianato: «Presto i nomi di chi ci vuole affossare»

Di tutt'altro avviso il presidente di Confartigianato Sardegna, Giovanni Maria Azara: «Sembra che la Giunta, con una larga maggioranza del Consiglio regionale, sia rimasta sorda alle nostre richieste. È giusto che gli artigiani sappiano chi ha sostenuto e chi ha affossato il comparto». L'associazione di categoria si prepara a una campagna elettorale al contrario: poca attenzione per le 40mila imprese del settore? Ecco la risposta: «Durante questa campagna elettorale e nella prossima, per il rinnovo del Consiglio, faremo nomi e cognomi dei consiglieri che hanno difeso il comparto. Ma soprattutto denunceremo all'opinione pubblica quanti si sono impegnati affinché avvenisse l'esatto contrario e quanti si sono colpevolmente assentati dai lavori del Consiglio».


Google
 


© 2008 Nesos Editoriale Indipendente srl - Cagliari