sabato 1 marzo 2008
di Cinzia Isola
Attrattori di traffico? Niente affatto. Per il sindaco Emilio Floris i parcheggi sono «contenitori di automobili». Interrati, multipiano, poco importa. Si tratta di un sistema adottato nelle principali metropoli europee. «Ho avuto modo di constatare che alcune città, in questo modo, hanno risolto il problema della mobilità». E giù cifre, per giustificare la politica autocentrica del Comune: i parcheggi sono un male necessario per liberare le strade dalle macchine. «A Parigi sono 180mila, a Barcellona 120mila, Ginevra 20mila, Roma 16mila, Milano 25mila, Torino 15mila». A proposito di Barcellona: «Inutile fare un confronto con la città secondo riferimenti teorici ma irrealizzabili».
Così il sindaco Floris ha aperto i lavori del primo incontro pubblico sul Pum, Piano urbano di mobilità.«Un'occasione per ascoltare la cittadinanza perché questo è uno dei progetti più importanti che la città deve affrontare». In realtà la platea era composta prevalentemente da addetti ai lavori. E i cittadini coinvolti in questa prima fase di ascolto e osservazioni pre-progettazione si potevano contare sulle dita di una mano. Eppure il tema è caldo: da settimane si parla di metropolitana, parcheggi e trasporti pubblici. E sulla carta l'obiettivo è quello di attuare «politiche e interventi per sviluppare un sistema dei trasporti pubblici e privati secondo un modello di mobilità sostenibile dal punto di vista energetico ed ambientale», come si legge nella nota dell'iniziativa.
Ma di incontri se ne prevedono altri: «per comunicare lo stato dell'arte del Piano ma anche di raccogliere il contributo di tutti i cittadini che, con le proprie opinioni e suggerimenti, potranno consentire di individuare le misure più idonee e condivise in termini di pedonalità, ciclabilità, trasporto pubblico e infrastrutture viarie da inserire nell'elaborato finale del Pum». Ieri sera, nell'ex Lazzaretto di Sant'Elia, l'esordio.
La presentazione in slide del lavoro svolto della società Systematica è stata affidata a Francesco Sechi, responsabile tecnico. «La dispersione urbana e l'uso dell'automobile si alimentano a vicenda», ha sottolineato. Ricordando però la necessità di un cambiamento culturale per favorire l'uso dei mezzi di trasporto pubblico o alternativi a quelli privati: come andare in bicicletta o a piedi. Sui parcheggi esagera: «Per liberare le strade dalle macchine le soste dovrebbero avere tariffe più elevate: 3, 4, 5 euro all'ora». Un'ipotesi già ventilata dal Comune, quella degli aumenti per gli stalli a raso, in prossimità dei futuri parcheggi interrati o nei pressi dei multipiano. All'incontro ha partecipato anche Gianni Campus, assessore comunale all'ambiente e all'urbanistica. Che ha ricordato ai presenti: «Serve una regola culturale ancor prima che politica».
Un po' polemico ma propositivo l'intervento di Sandro Broccia, assessore regionale ai trasporti: «Se c'è una cosa che è mancata, anche se secondo me ne sono mancate molte altre, è la programmazione». Una premessa per scongiurare l'ipotesi di un processo al rallenty: «Non vorrei che dopo 40 anni passati a fare niente se ne passassero altri 40 a programmare, per vedere qualcosa di concreto tra altri 40». Un appello anche sui tempi: «Tra sei mesi ci incontriamo e ci diciamo cosa abbiamo fatto: alcune cose si possono fare nel giro di qualche settimana». E un affondo: «Io posso dire cosa fa la Regione, ma non credo che tutti stiano facendo la propria parte: dobbiamo essere più coraggiosi».
In sintesi: se l'obiettivo è passare dal mezzo privato a quello pubblico servono servizi». A questo proposito: «Quante sono le corsie preferenziali in città?». Poche, risponde Maurizio Onorato, assessore comunale al traffico: «Per farle bisogna liberare le strade dai parcheggi. E quindi realizzare strutture sostitutive». Ma Broccia è inflessibile: «La Regione non è disponibile a finanziare servizi “a pera”».
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