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sabato 1 marzo 2008

Sprint finale sulle candidature: nel Pd si decide
tra Cagliari e Roma. Cogodi: largo ai giovani
Tante conferme nel Pdl, grandi manovre al centro

di Marco Murgia

Tempi stretti e gomiti alti, la corsa alle candidature entra nel vivo. La strada è quella tra Roma e la Sardegna, con le segreterie nazionali e quelle regionali impegnate a trovare accordi e, soprattutto, equilibri buoni per non scontentare nessuno. La via indicata da tutti sarebbe quella del rinnovamento: praticamente obbligato nel Partito democratico, annunciato ma lontano da venire per il Popolo della Libertà, che va a una massiccia conferma degli uscenti. C'è anche chi si chiama fuori: è il deputato di Rifondazione Luigi Cogodi, uscente ma ampiamente riconfermato dagli organi del partito nonostante il limite del mandato. Niente da fare, il Rosso di San Basilio lascia spazio ai giovani. Potrebbe essere oggi il grande giorno del nuovo centro: è in programma a Paulilatino l'assemblea regionale dell'ex Udeur. Abbandonato Mastella, il gruppo di Sergio Marracini - ora Popolari autonomisti sardi - potrebbe cercare l'alleanza dell'Udc di Giorgio Oppi e Roberto Capelli.

Cogodi: «Grazie, ma spazio ai giovani»

A sinistra la notizia del giorno è il passo indietro di Luigi Cogodi. Il deputato di Rifondazione rinuncia alla ricandidatura per il Parlamento nonostante il suo nome fosse indicato dal partito e da tutta l'area della Sinistra arcobaleno: «Ringrazio il Prc e le altre componenti in Sardegna per la forte indicazione unitaria che hanno voluto esprimere per la prosecuzione del mio impegno», ha detto Cogodi, ma «è utile impegnare primariamente nel lavoro parlamentare, che diviene sempre più assorbente, nuove energie e nuove espressioni sociali, a partire dai giovani e dalle donne. E ciò anche al di là di ogni criterio formale e di ogni deroga possibile».

Via da Roma ma non da un ruolo da protagonista: «Ricambierò sicuramente quest'atto di fiducia con la ripresa di un maggiore impegno sui temi della politica sarda. Anche perché non c'é nulla che si muova a Roma se manca in Sardegna la giusta proposta e la forte rivendicazione autonomistica». La speranza è «che i criteri condivisi di radicale rinnovamento siano davvero tali, per consentire l'accesso nelle istanze nazionali delle migliori energie giovanili e femminili operanti in Sardegna».

Pd: Cabras a Roma per i 25 nomi. No della Berlinguer

L'attenzione del Partito democratico è tutta concentrata su Roma, dove il segretario regionale è impegnato con il coordinamento nazionale per la definizione della lista sarda. Sarà formata da 27 nomi tra gli 80 indicati in Sardegna (l'ultimo aggiunto in extremis è quello dell'avvocato Giuseppe Macciotta, consigliere comunale a Cagliari e consulente della Regione): due indicati direttamente da Veltroni e due già assegnati ad Antonello Cabras e Antonello Soro. Ieri il no definitivo di Bianca Berlinguer: la giornalista Rai era stata indicata direttamente dal leader ex sindaco di Roma e corteggiata strenuamente sino all'ultimo minuto.

Ufficiale la candidatura in Sardegna dell'ex ministro della Difesa Arturo Parisi, uomo forte a Sassari, proprio dal capoluogo turritano potrebbe essere chiamato lo storico Guido Melis: in sintonia con Soru, il docente universitario ha un forte appeal nel mondo culturale isolano. In più è un nome nuovo per la politica: gradito quindi a Veltroni e buono da spendere in quel 50 per cento di rinnovamento deciso nell'ultima assemblea regionale a Tramatza.

In quota rosa - le donne devono essere almeno il 40 per cento della pattuglia isolana - il posto della Berlinguer, se non si riuscirà convincerla in extremis, potrebbe essere ancora appannaggio di Bianca Pitzorno, scrittice sassarese il cui nome è circolato nel loft romano sede del partito.

PdL: consultazione sui programmi, non sui nomi

Le grandi manovre del Popolo della Libertà si muovono su due livelli: quello di palazzo per i nomi delle liste, quello dei gazebo per i programmi. Saranno 150 in tutta l'isola, utili per raccogliere i suggerimenti e le priorità provenienti dalla base: «Verranno sottoposti quattro grandi temi: famiglia, sicurezza, sviluppo e lavoro, sviluppati ognuno su cinque proposte», spiega il coordinatore regionale di Fi, Piergiorgio Massidda. «Su questi argomenti si potrà esprimere un parere su una scala di valori che va da “poco importante” a “molto importante”. Ogni cittadino, inoltre, potrà inserire qualche suggerimento personale».

Sui programmi ma non sui nomi. Dopo la spartizione indicata da Roma - 3 candidati di An ogni 10, gli altri saranno tutti uomini di Forza Italia - gli azzurri confermano tutti i parlamentari uscenti. L'aggiunta potrebbe essere quella di Settimo Nizzi, ex sindaco di Olbia ma anche possibile candidato alle regionali del 2009. Dal gruppo sardo di Fini dovrebbe restare fuori Carmelo Porcu, mentre non dovrebbero esserci problemi per Bruno Murgia: Alleanza nazionale aveva anche rifiutato il diktat che bloccava le candidature dei consiglieri regionali, ma qualcosa di nuovo potrebbe venire dalla conferenza stampa del coordinatore regionale Mariano Delogu insieme ad Antonello Liori, in programma stamattina.

Tra le donne sono in corsa la consigliera regionale Claudia Lombardo (unica deroga in Forza Italia), l'ex sindaco di Lula Maddalena Calia ma anche Noemi Sanna (ex consigliera regionale di An) e la zarina del Comune di Cagliari, Ada Lai.

Il centro del centro: possibile l'accordo tra ex Udeur e Udc

Sempre oggi a Paulilatino nascono i Popolari autonomisti sardi: sono gli ex iscritti all'Udeur, guidati da Sergio Marracini, ex delfino in Sardegna di Clemente Mastella, impegnati «in un nuovo percorso al centro ma lontano dal Pd». I Popolari potrebbero cercare alloggio presso l'Udc, nell'ottica di un accasamento che dovrebbe coinvolgere anche la Rosa Bianca. In posizione comunque subalterna rispetto al gruppo guidato da Giorgio Oppi, subito dietro il leader Pierferdinando Casini nelle liste per la Camera. Il capogruppo in Consiglio regionale, Roberto Capelli, sarà invece il numero uno nella corsa al Senato.


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