sabato 1 marzo 2008
di Cinzia Isola
Un turbamento eccessivo: la Procura, nella lettera dell'imprenditore Sergio Raggio, non ha trovato ipotesi di reato, nonostante le reazioni indignate dei consiglieri comunali. La delibera di Giunta tornerà quindi in aula martedì prossimo. Stavolta il Consiglio non avrà più scuse: dovrà votare il documento. E, una volta per tutte, dovrà esprimere un parere sul progetto presentato dalla società Ksa per la riqualificazione dell'Amsicora. «Andare in Procura era un atto dovuto», spiega Massimiliano Tavolacci, assessore comunale all'urbanistica e bersaglio privilegiato dell'ironia dell'imprenditore Sergio Raggio (« essendo ingegnere dovrebbe capire quando un'istruttoria è condotta correttamente o meno»).
Tuttavia, in quella e-mail il procuratore non ha ravvisato niente di rilevante sotto il profilo giuridico, come conferma lo stesso Tavolacci che alle lettere è abituato: «Io personalmente ne avevo già ricevuto due o tre», racconta sorridente. Sembra ormai tramontata, invece, l'ipotesi di un voto trasversale per integrare la delibera con l'emendamento del centrosinistra. Quella lettera dal gusto discutibile ha esacerbato gli animi tra i banchi di via Roma. Se per la legge è tutto nei limiti del lecito, per l'orgoglio e l'onorabilità del Consiglio e dei suoi dirigenti comunali il limite è stato superato. Non a caso, mentre tra i banchi del centrodestra il “turbamento” contagiava i consiglieri, «impediti dal votare serenamente», tra quelli del centrosinistra non si è esitato a definire l'operazione Raggio “un autogoal”, “un passo falso” a microfoni spenti. E «poco condivisibile e sgradevole per toni e contenuti», in fase di dibattimento.
L'ennesimo rinvio “da turbamento” non allungherà di molto i tempi: martedì la delibera, con o senza emendamento, verrà votata. E con ogni probabilità il voto sarà sfavorevole. Un progetto sfortunato: presentato nel 2004, si è arenato in Municipio. Tra bocciature, revisioni e ricorsi al Tar. Oggetto del contendere le volumetrie e la prevalenza delle finalità sportive. Un muro contro muro che non ha trovato margini di soluzioni. Gli uffici comunali sono certi: le volumetrie calcolate sono superiori a quelle che dichiara il proponente. Niente affatto, replica Raggio, che ha consegnato nelle mani dei magistrati un “corposo dossier” per verificare se in questa vicenda “inaudita” esistano attività o comportamenti tali da integrare ipotesi di reato.
«L'esubero delle volumetrie era tale da imporci una riflessione. Gli indirizzi non sono stati rispettati nella loro essenza elementare, cioè nella quantità», dice Tavolacci. Ad uscire dalla fase di stallo ci aveva provato e ci proverà martedì il centrosinistra. Un emendamento che si propone di limitare le volumetrie e di indicare inequivocabilmente prevalente la finalità sportiva. Non a caso nel documento si propone anche un'eventuale convenzione per un «parziale uso sociale degli impianti in favore della cittadinanza». Per ora, l'unica certezza è che finalmente l'imprenditore avrà una risposta. Qualunque essa sia.
(red)
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