venerdì 29 febbraio 2008
Interventi.
Sulla querelle della promozione dei 308 dipendenti regionali, un esperto della materia - profondo conoscitore della normativa, della specifica questione e del pianeta-Regione dall'interno - ci ha inviato un'analisi che pubblichiamo, accogliendo la richiesta di non pubblicare il suo nome. Lo facciamo perché propone elementi che contribuiscono alla comprensione della vicenda.
Oltre alle spudoratezze già evidenziate nell'emendamento marchettaro che promuove per legge 307 dipendenti regionali, è necessario evidenziare che esso è palesemente illegittimo, in aperto contrasto con la giurisprudenza consolidata della Corte costituzionale e del Consiglio di Stato in materia di graduatorie definitive di pubblici concorsi e selezioni indette dalle pubbliche amministrazioni.
Infatti, le 307 assunzioni non avverranno secondo l'ordine della graduatoria esistente, approvata dalla commissione il 24 marzo 2005, a seguito della selezione. Avverranno invece sulla base di un criterio discriminatorio inventato ora dall'emendamento, del tutto estraneo ai criteri di valutazione e di punteggio a suo tempo predeterminati per lo svolgimento della stessa selezione. Ciò comporterà un vero e proprio stravolgimento a posteriori dellagraduatoria formalmente esistente.
Chiunque mastichi un po' di diritto, o semplicemente ragioni secondo logica, sa bene che non si può modificare una graduatoria definitiva già pubblicata (a seguito di qualunque concorso o selezione o bando di appalto o comunque procedura selettiva) introducendo successivamente, neanche con norma di legge, un criterio discriminante prima inesistente e non reso noto ai partecipanti, che abbia come conseguenza quella di determinare un ordine diverso nella graduatoria stessa.
Si sarebbe invece dovuta seguire una delle due strade possibili: la prima, quella di autorizzare l'Amministrazione regionale ad assumere un altro contingente degli idonei, secondo l'ordine della graduatoria (come si fece con la finanziaria dell'anno scorso, art. 6 comma 4 della legge regionale 2/2007); la seconda, quella di assumere tutti gli idonei, sempre secondo la graduatoria, naturalmente stanziando la necessaria copertura finanziaria.
Si è invece voluta seguire una via non solo intrisa di clientelismo della peggior specie, ma anche viziata da palese illegittimità, in quanto impone l'assunzione di 307 persone e ne esclude 68, anche se questi 68 dovessero venire prima nella graduatoria approvata.
Insomma, marchettari ma anche ignoranti e pasticcioni.
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