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venerdì 29 febbraio 2008

Regione, ora in campo 8,7 miliardi spendibili
dopo la battaglia, Finanziaria-speranza
La destra, maggioranza finita: eppure tiene

di Marco Murgia

Il giorno dopo si tirano le somme, su un fronte e sull'altro. L'approvazione della Finanziaria lascia spazio a reazioni che non regalano nulla di nuovo: con la maggioranza di governo a esprimere la propria soddisfazione e il centrodestra all'attacco di una manovra considerata «inutile» e di una coalizione «allo sfascio». Né più né meno di quanto succedeva quattro mesi fa, quando il documento contabile era arrivato in Consiglio regionale con la benedizione della Giunta e già l'opposizione criticava il testo. Ecco: oggi sembra di essere tornati ai primi giorni di novembre.

In mezzo ci sono 110 giorni di discussione, qualche tensione di troppo e la consapevolezza di quanto in novembre si poteva già presagire: cioè una maggioranza ridotta ai minimi termini - formata da Partito democratico, Italia dei Valori e Sinistra arcobaleno (in tutto 44 consiglieri, incluso Uggias, ex Margherita ora nel gruppo misto) - e tesa in gran parte al recupero del rapporto con lo Sdi. Dall'altra parte, il centrodestra che fatica a mettere insieme nel momento decisivo 21 voti contrari, nonostante quelli dei tre rappresentanti dell'Udeur.

Soprattutto c'è una manovra economica approvata: naturale che i commenti si rifacciano al nuovo scenario politico. Positivi quelli della coalizione di governo, a iniziare dalla segreteria regionale del Pd: secondo il gruppo che fa capo ad Antonello Cabras, questa finanziaria consentirà alla Sardegna di sostenere, con adeguati finanziamenti e in maniera equilibrata, l´intero complesso delle politiche avviate dalla coalizione che guida la Regione. In via Emilia c'è soddisfazione: «La manovra migliora, in maniera condivisa, la proposta già formulata dalla Giunta». Fondamentali sono gli incrementi di risorse sul Fondo unico per gli enti locali, sulle politiche sociali e su quelle per il lavoro: tutte richieste provenienti dalla società.

«Particolarmente significativi», il commento è affidato a una nota, «sono gli interventi riguardanti la sicurezza sul lavoro e le povertà estreme; quelli a favore di nuova edilizia abitativa per le giovani coppie e i soggetti svantaggiati; gli interventi a favore dei giovani e degli adolescenti, le azioni per il diritto allo studio il rafforzamento del sistema degli ammortizzatori sociali». Tutto in un contesto in cui «le politiche a favore della competitività hanno un particolare rilievo: insieme agli interventi di defiscalizzazione dell´Irap e di agevolazione (si pensi ad esempio al rilevante sostegno per le operazioni condotte con la garanzia dei Confidi) e servizi alle imprese, con l´avvio della riforma degli organismi di gestione delle aree industriali, la manovra prevede anche significative parti di riforma per la semplificazione burocratica (sportelli unici) e il rilancio dei servizi per l´apparato produttivo».

La disponibilità di risorse, giova ricordarlo anche in chiave elettorale, «è frutto del più grande successo politico di legislatura: la modifica dell'articolo 8 dello Statuto, che ha portato ad un aumento di disponibilità annue che potrà arrivare a un miliardo e 600 milioni di euro al netto delle nuove spese. Una modifica concordata con il governo Prodi in attuazione di un serio sistema di federalismo fiscale». La segreteria del Pd rileva infine che per completare il processo di innovazione avviato, sarà necessario, in futuro, rispettare i tempi previsti dalla legge di bilancio e dal regolamento consiliare: «In nessuna assemblea legislativa è infatti immaginabile una sessione che duri tre mesi e mezzo. Il rispetto di quanto previsto dal regolamento consiliare (37 giorni per l'approvazione) consentirà di rendere più tempestiva ed efficace la spesa delle rilevanti risorse a disposizione».

Secci: «Un progresso che nasce dal risanamento»

Attenzione al sociale e nel sostegno alle fasce deboli e alle famiglie; riduzione delle tasse alle imprese e semplificazione burocratica per aprire nuove attività; istruzione, università e ricerca: sono i punti cardine della finanziaria, «il cuore di questa manovra», secondo l'assessore al Bilancio Eliseo Secci. Senza dimenticare che «il risultato è stato possibile grazie alla rigorosa azione di risanamento degli anni precedenti ma anche alle accresciute disponibilità delle entrate, 458 milioni rispetto al 2004, frutto della riscrittura dell´intesa Stato-Regione sancita dalla legge finanziaria nazionale del 2007 a conclusione della vertenza con lo Stato impostata e tenacemente perseguita dalla giunta guidata da Renato Soru».

C'è dell'altro: «La manovra che ci viene riconsegnata dopo quattro mesi di discussione, prima in commissione e successivamente in Consiglio, ha mantenuto inalterato il suo impianto iniziale, nei saldi di bilancio e nell´equilibrio tra il dovere di mantenere i conti in ordine e quello di garantire risorse per lo sviluppo. Questo è un motivo di grande soddisfazione perché significa che la maggioranza ha compreso e sostenuto l´azione della giunta». Certo, «potevamo concludere in tempo utile per evitare il ricorso a due mesi di esercizio provvisorio ma è inutile piangere sul latte versato: è bene che ora l´amministrazione regionale, in tutte le sue articolazioni, moltiplichi gli sforzi per recuperare i tempi e immettere nel sistema le risorse stanziate».

Il centrodestra: «Manovra inutile, non produrrà niente»

«Di questa finanziaria non condividiamo nulla anche perché il risultato per i sardi sarà esattamente niente». Basta una frase per confermare il salto del fosso da parte dell'Udeur: è del segretario regionale Sergio Marracini, ma potrebbe essere quella di qualunque altro consigliere del centrodestra. Pochi dubbi, il passaggio all'opposizione dell'ormai ex partito del Campanile sarà sancito ufficialmente domani a Paulilatino, in occasione dell'assemblea regionale degli ex (di nuovo) mastelliani.

«La scelta di votare contro la finanziaria», dice Marracini (in aula aveva lasciato il compito di parlare al collega Pittalis: potrebbe essere un altro ex, viste le voci del passaggio al Pdl), «è l'atto conclusivo di un percorso critico che abbiamo portato avanti da quando i documenti finanziari sono arrivati in Consiglio regionale. Nessuna prospettiva sul problema lavoro, nulla sulle nuove povertà, bocciate tutte le proposte emendative per rilanciare il settore dell'artigianato, del commercio e dell'imprenditoria: per non parlare dei disastri che ricadranno sull'agricoltura e sulla sanità. Insomma, impossibile non esprimere una bocciatura senza appello: questa finanziaria è l'ultimo tassello di un'azione di governo che non potrà più vederci in questa maggioranza».

Di «elezioni anticipate» inevitabili parla il consigliere di Alleanza Nazionale Matteo Sanna. Un occhio al futuro e uno al territorio di provenienza: «All'interno di questa finanziaria non vi è alcun intervento incisivo per sostenere i principali comparti economici della Gallura. Leggendo gli articoli approvati è facile notare tagli devastanti per tutta la nostra provincia: mancano interventi nei settori produttivi come il sughero e il granito, traino per l'economia gallurese; ma anche per la cultura, i lavori pubblici, la scuola, lo sport, l'università, la formazione e la viabilità interna».

Tutti settori «dimenticati: nessuno degli emendamenti di settore sono stati approvati dalla Giunta Regionale e dal Consiglio. Studi di settore evidenziano una regressione nell'economia della Gallura: fattore dovuto senza ombra di dubbio dalla miopia politica di questo centrosinistra regionale incapace di rispondere alle esigenze reali della gente e anche colpa della Provincia di Olbia-Tempio che non ha saputo interpretare le istanze più vere dei galluresi». La via di fuga, l'unica cosa «che potrà risollevare le sorti della Gallura è la cancellazione di questo governo dal potere della Sardegna».

Per Giovanni Pileri «è una legge inutile dove ci sono solo strategie sbagliate che non tengono conto dello sviluppo della Gallura e dell'intera Sardegna». Secondo il consigliere di Forza Italia «abbiamo cercato in aula in tutti modi di correggere i macroscopici errori della giunta Soru ma la maggioranza ha bocciato tutti gli emendamenti che tendevano a migliorare una Finanziaria che doveva essere riscritta totalmente». Unico responsabile, il centrosinistra «complice dell'approvazione di questa manovra che inciderà profondamente nel tessuto economico e sociale della nostra isola». Tanto meno per il territorio di provenienza: «Non dà prospettive né alla Gallura né alla Sardegna tutta. È, dunque, una Giunta accecata dal furore elettoralistico che non tiene conto dei bisogni del popolo sardo».


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