giovedì 28 febbraio 2008
L'iscrizione a bilancio di 500 milioni di euro di anticipazioni è «compatibile con la normativa vigente»; ancora: «limitatamente a una quota parte» le entrate future sono «spettanze tributarie» che «rivestono il requisito di certezza ed esigibilità»; di più, «la disposizione è stata condivisa in considerazione delle positive ricadute sulla finanza regionale»: tra le altre «il conseguimento graduale dell'equilibrio di bilancio, che consente di evitare che il disavanzo accumulato possa essere coperto con un nuovo debito». Tutto nero su bianco in una lettera indirizzata alla Regione e all'assessorato al bilancio e programmazione: mittente è la Ragioneria generale dello Stato. Firmata dal ragioniere generale Mario Canzio.
L'operazione contabile della Regione, secondo il dipartimento del ministero dell'Economia, non è solo «compatibile con la normativa vigente». È anche, nell'interpretazione del presidente della Regione Renato Soru, «meritevole di attenzione per il processo virtuoso avviato verso il riequilibrio di bilancio»: tende al riequilibrio di bilancio regionale «e quindi dello Stato». La comunicazione, partita da Roma il 21 febbraio e arrivata in viale Trento il giorno dopo, per l'amministrazione è ossigeno puro. Se la Regione aveva sempre difeso l'iniziativa, è anche vero che su quella anticipazione pesa la decisione della Corte dei Conti di sospenderla in attesa del giudizio della Corte Costituzionale: la Consulta dovrebbe esprimersi nelle prime settimane di maggio.
Tutto il centrodestra, dopo la sospensiva della Corte dei Conti, aveva già emesso il proprio verdetto: ribadito più volte in aula durante la discussione della finanziaria approvata ieri. Per l'opposizione l'iscrizione di quelle entrate anche per il 2008 «è un artificio contabile» che potrebbe rivelarsi un «falso in bilancio» e «causare danni irreparabili alla Sardegna». La bocciatura della Consulta non è scongiurata, ma il parere della Ragioneria generale dello Stato è un documento ufficiale che ha un peso fondamentale: «Non so come la prenderà la Corte Costituzionale», dice Soru, «ma dovrà tenerne conto». Se non altro, quella lettera è la dimostrazione che «non abbiamo agito alla garibaldina ma ci siamo mossi con grande responsabilità».
Ai riflessi che il parere della Ragioneria potrebbe avere guarda anche l'esponente del Pd in Consiglio regionale Chicco Porcu: «È auspicabile che questo parere autorevole contribuisca a dissipare i dubbi sollevati dalla Corte dei Conti della Sardegna sul bilancio dello scorso anno, oggetto di dibattito anche nel corso di approvazione della manovra finanziaria 2008». Secondo l'ex capogruppo di Progetto Sardegna «la nota conferma la validità delle scelte dell'amministrazione regionale in tema di iscrizione in bilancio di entrate future.
In particolare «la scelta operata risulta coerente con le norme contabili della Regione che prevedono la possibilità di anticipare entrate future limitatamente alle sole spese d'investimento e nell'ambito del bilancio pluriennale di riferimento. La Regione ha usufruito di tale possibilità per finanziare 500 milioni di investimenti nel bilancio 2007 e 2008». C'è dell'altro: «La Ragioneria sottolinea i benefici delle scelte della Regione che consentono l'equilibrio di bilancio senza accendere nuovi mutui; con questa operazione, infatti, i nuovi investimenti sono coperti dalle maggiori entrate future conseguenti al nuovo accordo sulle entrate con lo Stato riportato nella legge finanziaria nazionale 2007. Tali maggiori entrate hanno, quindi, per la Ragioneria generale dello Stato, il requisito della certezza e della esigibilità».
(ma. mu.)
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