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giovedì 28 febbraio 2008

Letta, Soru e Bertolaso: operazione G8
progetti, soldi e lavori, La Maddalena
da base militare a grande risorsa turistica

Molti storcono il naso, ma grazie al G8 la Maddalena potrà velocizzare la sua conversione economica: da base militare a meta turistica. Una pioggia di soldi precederà l'arrivo dei potenti della terra. Almeno 50 milioni secondo le prime stime, per realizzare un vertice all'insegna dell'ambientalismo. L'immagine è quella di un globo con la scritta “La Maddalena Summit” arricchita di riferimenti naturalistici e ambientali del Mediterraneo e della Sardegna. Questa la prima bozza, presentata per il logo del G8 che si svolgerà in Sardegna nel 2009.

Ieri, a Roma, si è costituito Comitato di coordinamento nazionale per la presidenza del Vertice G8. Alla riunione, presieduta dal sottosegretario della Presidenza del Consiglio dei ministri, Enrico Letta, hanno partecipato il presidente della Regione, Renato Soru, il commissario Guido Bertolaso, e i rappresentanti dei ministeri della Difesa, degli Esteri, dell'Interno e dell'Agenzia del Demanio. Un tavolo tecnico per fare il punto, ma anche per superare la ristrettezza dei tempi. Il capo della protezione civile, Bertolaso, ha sottolineato la necessità di velocizzare tutti gli iter burocratici per rendere immediatamente disponibili i beni immobili dello stato che saranno destinati all'evento.

A questo proposito, Palazzo Chigi entro 24 ore metterà il commissario governativo in condizione di firmare l'ordinanza che sbloccherà immediatamente l'Arsenale e l'ex Ospedale militare. Ma già entro la prima settimana di marzo, sarà firmato l'accordo di programma tra Stato e Regione che permetterà la conversione degli altri immobili. Tra i quali due caserme dell'isola sempre destinate all'evento. Sulla data per ora non ci sono certezze, ma il summit degli 8 rappresentanti dei paesi più industrializzati della terra dovrebbe svolgersi in un arco temporale compreso tra il 20 giugno ed il 10 luglio del prossimo anno. I potenti del mondo si riuniranno nell'ex Arsenale. Dove sono previste anche altre le riunioni collaterali con i paesi europei. I capi di Stato saranno invece sistemati nell''ex Ospedale militare.

L'isola per tre giorni sarà invasa da migliaia di persone. Ma il vertice, tra i più contestati degli ultimi anni, non sarà solo la vetrina del “Potere”. Bertolaso, nella sua relazione introduttiva, ha spiegato che il vertice sarà una finestra sul mondo per il made in Italy. E la Sardegna, sotto i riflettori di tutto il mondo, ne sarà la protagonista. All'interno di una cornice ecosostenibile: spazio alle auto elettriche, impianti fotovoltaici e minieolici, carta e acqua riciclata. Sul fronte economico, invece, si chiariscono le risorse in campo: oltre ai 30 milioni di euro stanziati in Finanziaria 2008, verranno utilizzati fondi FAS (Fondo aree sottoutilizzate), messi a disposizione con ordinanza di Protezione civile.

E d'altro canto, anche la Regione Sardegna «è pronta a fare la sua parte». Il presidente Soru a parlato di uno «sforzo finanziario consistente, che è anche un investimento per lo sviluppo futuro non solo per La Maddalena, ma per tutta la Sardegna». Non a caso ha ribadito la necessità di velocizzare le pratiche per il passaggio di numerosi beni alla Regione: alcuni di questi immobili presenti a Cagliari, l'Ospedale militare ad esempio, potrebbero essere utilizzati per organizzare eventi in vista del G8.

Per l'isola sarà la svolta: la Maddalena da qui al prossimo anno sarà attraversata da un'operazione di restyling che ne cambierà l'immagine. Da isola militarizzata a paradiso turistico. Perché al di la delle strutture ricettive che saranno realizzate, e risulteranno utili vista l'attuale carenza, si potrà realizzare un mutamento nell'immagine dell'ex colonia militare degli Usa. E il profilo ambientalista che si pensa di dare alla sfilata dei Grandi della Terra, potrà essere sfruttato al meglio nell'arcipelago, anche a vantaggio del parco nazionale della Maddalena.

Il sindacato difendere i lavoratori dell'ex arsenale

Il futuro della Maddalena segnerà anche quello dei lavoratori dell'ex arsenale: «Se il ministero della Difesa non si assumerà le proprie responsabilità sul riassorbimento dei lavoratori della Maddalena, i sindacati sono pronti a dichiarare lo stato di agitazione». Lo hanno ribadito stamattina Lorenzo Porcheddu (Cgil), Gaetano Pedroni (Cisl), Lorenzo De Rosa (Uil) e Giuseppe Chelo (Flp Difesa) durante il sit in di protesta davanti a Villa Mimosa, sede dell'Associazione degli industriali del nord Sardegna, in cui si sta svolgendo la conferenza di servizi che deciderà il destino dei 143 impiegati che rischiano la mobilità.

«Si tratta di una riunione convocata impropriamente, senza la necessaria concertazione coi sindacati prevista dalla legge - hanno detto i rappresentanti galluresi dei lavoratori - a cinque giorni dalla probabile messa in mobilità, senza la necessaria coerenza e tempestività». I sindacati chiedono che i dipendenti della Difesa siano ricollocati all'interno dei cinque enti del ministero presenti nel territorio: Mariscuola, Marifari, Marigeminil, circolo ufficiali e circolo sottufficiali.

L'intenzione del dicastero guidato da Arturo Parisi - che non avrebbe voluto ricevere i rappresentanti sindacali - sarebbe invece trasferire i dipendenti alla Regione e agli altri enti pubblici. «Come ci aspettavamo, il ministero della Difesa non ha dato risposte sul futuro dei lavoratori dell'ex arsenale della Maddalena» . Così Lorenzo Porcheddu, segretario della Cgil Gallura, ha commentato i risultati della conferenza di servizi che si è tenuta ieri sera a Villa Mimosa a Sassari. I rappresentanti della Difesa non hanno fornito elementi utili per la ricollocazione dei 143 dipendenti che rischiano di essere messi in mobilità tra pochi giorni. Ma, grazie alle pressioni del sindaco della Maddalena e del prefetto di Sassari, hanno accettato di aprire con i sindacati un tavolo di contrattazione nel più breve tempo possibile. Intanto, per oggi, è stata convocata un'assemblea dei lavoratori nei locali dell'ex arsenale. Per stabilire le forme di nuove manifestazioni di protesta.

(red)


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