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mercoledì; 27 febbraio 2008

Progetto Amsicora, Raggio attacca via e-mail
ma ottiene soltanto l'ennesimo rinvio
nel Consiglio “indignato” per tono e accuse

di Cinzia Isola

Sul futuro dello stadio Amsicora, la palla passa ai giudici. Ad aprire le danze in Procura era stato l'imprenditore Sergio Raggio. Da tempo aspetta un sì o un no dal Comune: ecco perché avrebbe consegnato nelle mani dei magistrati un “corposo dossier” (centinaia di pagine). Stanco di attendere il parere del Consiglio di via Roma, ha deciso di rivolgersi alla magistratura per verificare se in questa vicenda “inaudita” esistano attività o comportamenti tali da integrare ipotesi di reato.

Ieri però Raggio ha compiuto un passo falso, che ha regalato al Consiglio una giustificazione per l'ennesimo rinvio: in una e-mail inviata ai consiglieri comunali, l'imprenditore ha sintetizzato alcuni nodi della vicenda, senza risparmiare accuse pesanti al dirigente comunale impegnato nella procedura tecnico-amministrativa del progetto. Questo il passo incriminato, che ha scatenato la rezione indignata di buona parte dell'aula: «Mi chiedo se, ammessa la buona fede, l'ing. Manis non ha le competenze per eseguire un'istruttoria in maniera corretta, come è possibile che gli venga affidato un compito tanto delicato da mettere a rischio il futuro di un'impresa, da mettere a rischio di conseguenze giudiziarie ed economiche degli amministratori politici che a lui si affidano per poter tranquillamente esercitare il loro ruolo di indirizzo?».

Tanto basta a scatenare le reazioni indignate di mezzo consiglio. Oltre un'ora di sospensione della seduta, con riunione dei capigruppo. Alla fine si ritorna in aula con la proposta del presidente Ghigo Solinas: andare immediatamente in Procura con quella lettera. «Per capire come dobbiamo comportarci di fronte a un fatto del genere: in tanti anni di esperienza non è mai capitato di vedere una cosa simile».

Molti consiglieri sono “turbati” da questa missiva “fuori luogo”. Ad essere gentili. «Poco condivisibile e sgradevole per toni e contenuti», si dirà a più riprese in aula. E allora? La soluzione, manco a dirlo, è rinviare. Su questo punto però il Consiglio si divide: la minoranza insiste sulla necessità di votare comunque ieri sera la delibera della Giunta. Integrata, però, con l'emendamento presentato da alcuni consiglieri del centrosinistra (Radhouan Ben Amara, comunisti italiani, Claudio Cugusi, Rc-Se, Andrea Scano, Ninni Depau e Giuseppe Macciotta del Pd, Massimo Zedda, Sde).

Un emendamento che - toccando i punti più controversi del progetto - avrebbe potuto incontrare un appoggio trasversale all'interno del Consiglio. Fino a ieri: prima del messaggio “velenoso” di Raggio. Che attacca il dirigente e ironizza sul presidente della commissione urbanistica Massimiliano Tavolacci («che essendo ingegnere dovrebbe capire quando un'istruttoria è condotta correttamente o meno»). Un passo falso che ha avuto come effetto immediato l'indignazione dei consiglieri, “turbati” dall'ingerenza dell'imprenditore. E se i consiglieri non “se la sentono” di esprimere un parere in questo clima, scontato l'ennesimo rinvio sul futuro dell'Amsicora.


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