mercoledì; 27 febbraio 2008
Gli ultimi fuochi di questa travagliata finanziaria regionale sono botti degni del capodanno napoletano. L'approvazione del documento contabile dovrebbe arrivare oggi: sul voto finale c'è l'incognita annunciata dello Sdi - il sì, aveva annunciato il gruppo guidato da Peppino Balia, arriverà solo con l'accettazione delle richieste dei socialisti - ma pesano anche i problemi interni a quel che resta della maggioranza. Riesplosi ieri con un emendamento proposto da tre consiglieri del Partito democratico ex Margherita, votato anche dal centrodestra, che ha mandato sotto la Giunta.
Contro il parere della commissione bilancio e della Giunta, il Consiglio regionale ha approvato un emendamento del Pd (Giuseppe Cuccu, Mariuccia Cocco e Antonio Biancu) per consentire, a domanda, l'inquadramento nella categoria C al primo livello retributivo dei dipendenti regionali (308) al momento inquadrati nella categoria B e assunti con concorsi pubblici non riservati che abbiano superato le selezioni interne svolte entro il 31 dicembre 2006. In base al testo approvato con 35 sì e 31 no (66 i votanti, a favore hanno votato anche i socialisti), gli inquadramenti avverranno senza modifiche alla dotazione organica coplessiva definita dalla Giunta e determineranno l'aumento della dotazione nella categoria C e l'uguale corrispondente riduzione della categoria B. Come ricordato da Cuccu, nella categoria D sono presenti 1.200 persone, nella B 800 e nelle C 600: l'emendamento risponde - dicono i proponenti - a un'esigenza di riequilibrio fra le categorie.
Su richiesta dell'assessore Eliseo Secci, la seduta è stata sospesa per mezz'ora, prima della votazione dell'emendamento successivo, presentato da parte del Pd (primo firmatario il presidente della commissione bilancio, Giuseppe Luigi Cucca) sull'istituzione del comparto unico di contrattazione collettiva della Regione e degli enti locali. Il voto sfavorevole è stato preso malissimo dagli assessori Secci e Dadea: non sono rientrati in aula. Il risultato è l'aggiornamento dei lavori alla mattinata di oggi, annunciata dal vicepresidente del Consiglio Antonio Biancu: la motivazione è proprio «l'assenza della Giunta». Ma la riunione della maggioranza, assente lo Sdi, potrebbe aver rivelato la mancanza di accordi anche sugli emendamenti successivi: su tutti il finanziamento dei consorzi fidi, con proposte di modifica che arrivano dalla Sinistra Arcobaleno, dai socialisti, dall'Udeur e ancora dagli ex Margherita.
Passati gli emendamenti soppressivi della Giunta necessari per eliminare dal testo della Finanziaria i riferimenti alle plusvalenze e seconde case al mare dichiarate illegittime dalla Corte costituzionale (spariscono dal documento i 50 milioni di euro destinati agli enti locali che sarebbero derivati dalla riscossione di quei tributi), la miccia è stato l'emendamento presentato proprio dall'ex capogruppo della Margherita insieme ai colleghi Giuseppe Cuccu e Mariuccia Cocco, sul quale si sono astenuti gli ex diessini Pacifico e Mattana. Una chiara operazione di vetero-clientelismo prelettorale. Gli assessori hanno reagito uscendo dall'aula e si è andati a un vertice di maggioranza. Il risultato è quello già detto: lavori sospesi, nonostante le proteste dei consiglieri di opposizione. «Voglio precisare che la richiesta d'interruzione proviene dal Pd», spiega il capogruppo Siro Marrocu. «Stasera (ieri, ndr) abbiamo un impegno importante a Tramatza e non siamo in grado di continuare. Non c'è niente di straordinario».
Qualcosa, invece, dev'essere successo: facile che la brutta piega che stava prendendo la mattinata abbia spinto la maggioranza a chiedere l'aggiornamento dei lavori. Venerdì, in occasione dell'assemblea costituente del partito in programma sempre nell'Oristanese, la seduta era andata avanti senza problemi sino alle tre del pomeriggio: si sarebbe potuto fare anche ieri ma evidentemente non era aria. Lo sanno bene nel centrodestra: che ha buon gioco, nonostante le lacerazioni dovute anche in questo caso alle campagne elettorali, nel rigirare il dito nella piaga: «Vorrei sottolineare che da parte nostra», ha detto il capogruppo dell'Udc Roberto Capelli «c'era la disponibilità a concludere la manovra, come stabilito venerdì nella conferenza dei capigruppo. Prediamo atto del fatto che il Partito democratico ha cambiato idea».
(ma. mu.)
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