martedì 26 febbraio 2008
di Marco Murgia
Metti un grande puzzle e tanti giocatori. C'è una scatola con la foto di gruppo da ricostruire e un numero di tasselli esatto: ci entrano tutti, ognuno indispensabile per riprodurre l'immagine finale. Il metodo classico è quello di iniziare dai bordi e convergere verso il centro, facendo coincidere le tessere in modo perfetto. Senza forzature. Regole che non sembrano valere per il mosaico del Pd isolano: il rendez-vous della costola sarda del partito guidato da Walter Veltroni è in programma nel pomeriggio a Tramatza: c'è da ufficializzare le liste provenienti dai territori e affidare al segretario Antonello Cabras il mandato per la definizione delle graduatorie. Roba romana, mica sarda: sarà la segreteria nazionale a deciderle, insieme ai coordinatori locali.
Il primo problema è che nel puzzle isolano non si sa neanche il numero delle tessere: i nomi da portare a Roma potrebbero essere anche un centinaio. Non male, se si pensa che nella graduatoria finale entreranno appena 18 candidature. E non è che per la preparazione valgano le regole classiche del gioco dei tasselli. No, anche quelle indicate dal nazionale: con la principale, quella delle quote rosa, che per la pattuglia sarda indica almeno un terzo di donne.
Iniziamo da qui. Tramontata l'ipotesi Bianca Berlinguer, giornalista Rai figlia di Enrico, è molto probabile che sia direttamente Veltroni a indicare il nome femminile che potrebbe affiancare Antonello Soro come capolista. Scontata la ricandidatura di Amalia Schirru (vicina al segretario Cabras e con appena 20 mesi all'attivo alla Camera), un altro nome buono potrebbe essere quello di Caterina Pes, già coordinatrice regionale di Progetto Sardegna. Senza dimenticare l'outsider Serena Russo Ricchi, insegnante impegnata nel volontariato e nome nuovo indicato da Renato Soru per la corsa alle primarie di ottobre. In vista anche l'assessore all'industria Concetta Rau, indicata nelle lista sassarese. Nella sezione “nomi nuovi” spicca invece quello di Guido Melis, storico e docente, reclamato a gran voce da prestigiose personalità di Sassari.
Solo ipotesi, a oggi. Sfugge a pochi che se è vero che le decisioni finali saranno quelle dell'esecutivo nazionale, fondamentale sarà la presentazione dei nomi che Cabras farà a Roma. Il discorso, in questo senso, si fa più complicato: legato all'immagine che il Pd vuole dare di sè, che poi sarebbe quella da riprodurre nei puzzle regionali. Rinnovamento, quindi: anche se a giudicare da molte reazioni della base durante le “primariette-ratifica” del fine settimana, di facce nuove non ce n'è mai abbastanza.
I nomi ci sarebbero pure, ma la bilancia pesa dalla parte degli ultra noti, a iniziare dai parlamentari uscenti. Tutti presenti, a eccezione di Tore Ladu (per scelta personale: anche se, a mani libere, potrebbe muovere pedine importanti e far pesare la decisione di farsi da parte indicando nomi graditi). Per tornare alle regole del puzzle, in Sardegna si lavora al contrario: si parte dal centro (la parte alta della graduatoria, quella che dà maggiori garanzie di successo) e si conclude con i bordi.
Difficile, in ogni caso, che i nomi grossi vadano tutti a occupare le zone alte della classifica: il “duello” tra Paolo Fadda - ex coordinatore della Margherita e consigliere regionale di lunghissimo corso - ed Emanuele Sanna - classe 1943, sindaco di Samugheo e diessino della prima ora - sta tutto qui. In pole position per la Camera anche il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Siro Marrocu e il collega di partito Francesco Sanna, molto vicino al sottosegretario alla Presidenza del governo Prodi Enrico Letta.
Di nuovo, sono solo ipotesi. Tutte valide sino al 3 marzo, data ultima decisa dal Partito democratico per la chiusura delle liste. Resta da capire se qualcuno si divertirà a far saltare il tavolo e far volare le tessere: uno scherzo da non escludere oggi a Tramatza, ma più probabile a Roma. Con gli incastri finali dovrà divertirsi il leader Walter Veltroni.
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