martedì 26 febbraio 2008
No deciso alle larghe intese. Al massimo, «se anche avremo la maggioranza», si cercherà il consenso dell'opposizione «per fare le riforme, ma solo per quello: altra cosa è governare insieme». Perché «a vincere e governare» punta decisamente la coalizione formata da Partito democratico e Italia dei Valori. Gli inciuci, per dirla con le parole del leader dell'Idv Antonio Di Pietro, non “c'azzeccano”: non dice proprio così, il portavoce nazionale del partito Leoluca Orlando, ma il concetto è ugualmente chiaro.
L'ex sindaco di Palermo e presidente della commissione parlamentare per le questioni regionali inaugura a Cagliari la campagna elettorale del gruppo che fa capo all'ex giudice-simbolo di Mani pulite: non è un caso che i punti cardine dell'accordo con il Pd poggino sulla questione morale, sull'indipendenza dei magistrati, sulla giustizia «che deve essere certa e rapida», sui costi della politica e sul no al duopolio Rai-Mediaset.
È un accordo che regge, tanto a livello nazionale quanto a livello locale: in Sardegna, a esempio, c'è il lavoro di Adriano Salis in Consiglio regionale. Da alleato, critico ma leale, di una maggioranza che conta ormai solo su Pd e Sinistra arcobaleno; c'è la partecipazione del coordinatore isolano, il deputato Federico Palomba, a tutti i vertici e verticini con la coalizione guidata da Renato Soru nei passaggi critici della legislatura: con alcune distanze, ma sempre ricucite.
Funziona, l'accordo, ma è a tempo: «L'anno prossimo ci presenteremo autonomamente alle elezioni regionali», chiarisce Orlando, «il percorso avviato con il Partito Democratico riguarda solo la politica nazionale»: buono «per garantire la governabilità del Paese» ma senza dimenticare che il partito «ha un importante radicamento nel territorio e un suo simbolo: bisogna camminare insieme rimanendo orgogliosi della nostra specificità e della nostra storia».
Il voto nell'isola è il futuro: oggi c'è la corsa per le elezioni politiche di aprile. Magari il partito non era «preparato a questo cambiamento con la raccolta delle firme per il referendum elettorale e anche con la candidatura di Di Pietro alle primarie del Pd», ma l'Italia dei Valori è pronta alla gara. Capitano della squadra in Sardegna sarà Palomba: altri nomi per ora non se ne fanno, ma le idee sembrano chiare e basate su due concetti.
Il primo guarda agli scenari nazionali: «Le scelte di Veltroni», dice Orlando, «stanno realizzando una riforma elettorale senza la legge elettorale», perché «assistiamo al superamento del bipolarismo muscolare e coatto oltre che a quello della frammentazione dei partiti». Il secondo, sul versante regionale, è dato dalla possibilità di creare una rosa di nomi condivisi nel territorio: «Il partito si sta radicando», spiega Palomba, «e mentre altri chiudono le sezioni noi continuiamo ad aprirle: da poco abbiamo inaugurato la quindicesima sede nell'isola e nei prossimi giorni sarà la volta dalla sedicesima e della diciassettesima».
Radicamento significa anche partecipazione e conoscenza dei problemi locali. La puntata a Nuoro di Orlando e dei vertici del partito, nel pomeriggio, ha l'obiettivo di rimarcare i passaggi chiave della campagna elettorale targata Italia dei Valori con un convegno su giustizia e legalità: «Importante», spiega Salis, «l'incontro con gli amministratori locali vittime di attentati, per offrire loro il sostegno contro gli attacchi della malavita organizzata». Così, senza mezzi termini: la chiarezza dovrà essere un altro degli obiettivi della corsa ai voti.
(AGI/red)
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