domenica 24 febbraio 2008
«Così come sono stati superati migliaia di accordi tra pubblica amministrazione e privati a fronte del riconoscimento di un interesse pubblico prevalente, lo stesso metodo può essere utilizzato anche per tutelare il colle di Tuvixeddu e, quindi, acquisire il sito al demanio regionale». Il presidente della Regione Renato Soru ha ribadito anche ieri, al convegno “Tuvixeddu: un colle da salvare” organizzato dal Legambiente Sardegna, la volontà dell'amministrazione regionale di tutelare l'area archeologica.
Riguardo l'accordo del 2000, stipulato tra la Regione, il Comune di Cagliari e privati, con cui si diede via al piano di lottizzazione per interventi di edilizia privata, agevolata e di completamento del parco, l'attenzione della Giunta regionale è rivolta anche alla verifica legale dell'atto e, in particolare, della delibera con cui si ribadiva il finanziamento per il progetto assieme alla cessione di un'area di proprietà della Regione.
«Ancora oggi non è chiara la forma giuridica dell'accordo del 2000 e a quale prescrizione normativa della legge Bassanini si leghi», ha puntualizzato il presidente Soru difendendo, invece, il lavoro approfondito svolto dalla commissione regionale per il paesaggio che, istituita nel dicembre del 2006, propose la dichiarazione di «notevole interesse pubblico» per l'area di Tuvixeddu-Tuvumannu-Is Mirrionis.
Legambiente, intanto, ha manifestato l'intenzione di chiedere un incontro al ministero dei beni culturali, a Roma, per discutere della questione Tuvixeddu alla luce della sentenza del Tar che ha annullato gli ulteriori vincoli posti sull'area dall'amministrazione regionale. L'associazione ambientalista ha annunciato però anche altre iniziative, nell'ambito di una più generale campagna divulgativa di mobilitazione culturale, per affermare, come ha sottolineato il presidente regionale di Legambiente Vincenzo Tiana, il principio della tutela.
(AGI)
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