venerdì 22 febbraio 2008
Il “giallo” dei voti verdi o rossi in Consiglio regionale. Dura poco ma serve a far salire la tensione nella giornata della discussione sugli emendamenti aggiuntivi all'articolo 8 della finanziaria. Si parla ancora di sanità, tema caro a una percentuale altissima dei rappresentanti del parlamento sardo: 13 su 85 alternano la giacca e la cravatta al camice bianco, le corsie d'ospedale ai banchi dell'aula di via Roma. Raggruppati in un unico partito potrebbero minacciare la tenuta di qualunque maggioranza.
In votazione, al momento del fattaccio, ci sono tre emendamenti simili che propongono l'estensione anche ai laureati in biologia delle borse di studio per le scuole di specializzazione, già previste per i medici e per i veterinari. La Giunta è contraria perché, spiega l'assessore Dirindin, si porrebbe un problema di equità per tutti i laureati che frequentano scuole post-lauream. Alla prima votazione, elettronica palese, i verdi superano i rossi: significa che l'emendamento è passato. Il presidente Giacomo Spissu chiede un nuovo voto, perché «in aula c'è confusione: azzeriamo e rifacciamo la votazione».
Non è certo la prima volta che succede. Il punto è che in questa occasione il risultato è ribaltato: passano i contrari con quattro voti di scarto (39 a 35), dopo che Spissu richiama all'ordine i consiglieri della Sinistra arcobaleno: «Però, colleghi, non si può votare verde», si legge nel resoconto d'aula, «rifacciamo la votazione, colleghi».
È l'occasione per lo stop dei lavori richiesto dalla minoranza: al rientro in aula è un fuoco di fila di interventi critici. Le contestazioni sono tutte per Spissu, colpevole di aver fatto ripetere la votazione per «aggiustare» l'esito della votazione: «Avevo già annunciato la ripetizione», dirà, «prima della proclamazione». Il capogruppo dell'Udc Roberto Capelli - «Lei, presidente, ha dato un'interpretazione del tutto errata del regolamento» - ha posto due questioni pregiudiziali chiedendo all'aula di esprimersi tanto sul voto ripetuto quanto sulla scelta di dichiarare decaduti oltre 260 emendamenti collegati al comma 37 dell'articolo, cassato su proposta del consigliere Raffaele Farigu (Nuovo Psi).
Nuova sospensione dei lavori e riunione dei capigruppo: Capelli ritira le pregiudiziali in cambio dell'ammissione alla discussione di almeno 15 emendamenti scelti tra quelli considerati decaduti. Una via di mezzo salomonica, buona per allungare i lavori andati avanti sino a notte. Prevedibile, visto l'argomento e gli interessi che muove in aula. Pure troppi, secondo l'esponente di Italia dei Valori Adriano Salis: «Voglio portare all'attenzione dell'aula la situazione dei consiglieri che non portano il camice bianco: sono due giorni che siamo qui ad ascoltare quello che sembra il sindacato dei medici. Perché invece non parliamo dei malati?».
(ma.mu.)
© 2008 Nesos Editoriale Indipendente srl - Cagliari