venerdì 22 febbraio 2008
di Cinzia Isola
Ancora pochi giorni e il rinnovamento - da verificare in concreto - del Partito democratico sardo avrà nomi e cognomi. Se cambiamento c'è stato e ci sarà, si vedrà nero su bianco dalla composizione delle liste che saranno chiuse il 3 marzo. A parole invece, quelle del segretario Antonello Cabras, la partita delle candidature è ancora tutta da giocare. A meno di clamorosi autogoal, con riciclaggi in zona cesarini dei volti noti della vecchia nomenclatura, infatti per i nomi certi sono troppe le dita di una mano: l'uscente Antonello Soro, lo stesso segretario Antonello Cabras, Amalia Schirru.
Più consistente l'incertezza che caratterizza il toto-candidature per completare le liste. Che saranno il risultato delle proposte formulate nelle assemblee pubbliche (in programma domani in otto comuni dell'Isola). Successivamente, saranno raccolte e consegnate al segretario regionale. Che, d'intesa con la segreteria nazionale del partito avvierà la procedura per decidere l'elenco definitivo. Sulla carta largo ai giovani, almeno politicamente, e alle donne.
«Sabato sarà avviato un processo di ampia consultazione democratica», ha spiegato Cabras ieri mattina nel corso di un incontro con la stampa nel quartier generale di via Emilia. Un invito a partecipare alle assemblee, rivolto a tutti i cittadini che hanno partecipato alle elezioni primarie del 14 ottobre scorso. Esclusi gli infiltrati del centrodestra, che in quell'occasione giocarono con il nemico per sconfiggere Soru. Acqua passata. «Non vi saranno graduatorie e tutti sono abilitati a formulare candidature» ha spiegato Cabras.
E tra i criteri per la selezione spicca l'attenzione per le “quote rosa”. La presenza femminile sarà triplicata. Tra Camera e Senato, dove se ne contano appena trenta nelle passate elezioni, le parlamentari del Pd dovranno essere almeno cento. E di queste, «almeno tre dovrebbe eleggerle la Sardegna». Ma lo «spirito di rinnovamento e ricambio nella delegazione parlamentare nel segno del cambiamento che ispira l'azione del Partito democratico», come lo ha presentato il segretario Cabras, si caratterizza anche per quel ricercato coinvolgimento della base per la composizione delle liste dei candidati al Parlamento in vista delle elezioni politiche del 13 e 14 aprile. Sono queste le linee guida del Pd sardo, sulla falsariga di quelle tracciate dal leader nazionale Walter Veltroni: partecipazione allargata alla base, volontà di rinnovamento e maggiore rappresentanza femminile nelle liste.
Oggi a Tramatza ci sarà l'assemblea regionale, mentre domani si darà il via alle consultazioni popolari nelle otto province sarde. Alla fine dovranno uscire 27 nomi: 18 per la Camera e 9 per il Senato. Ufficialmente, quindi, nessuna novità: ieri mattina si parlava ancora della candidatura proposta alla giornalista della Rai Bianca Berlinguer. Una personalità autorevole, peraltro inevitabilmente legata al ricordo del padre Enrico, storico e amatissimo leader del Pci: «Se accettasse mi farebbe piacere se fosse candidata in Sardegna», diceva Cabras. In serata però Berlinguer ha rinunciato, per ragioni personali.
Quanto alle alleanze, il “ripensamento” elettorale dei radicali non cambia di una virgola lo scenario sardo. «I candidati non saranno inseriti nelle liste sarde», ha precisato il segretario regionale del Pd. Anche in Sardegna il quadro delle alleanze è chiuso. L'unico apparentamento è con il simbolo dell'Italia dei Valori. Nessuno spiraglio al momento per i sardisti: «Finora non è stato avviato alcun rapporto, ma se nei prossimi giorni dovesse maturare una interlocuzione politica, non potrebbe che inserirsi in questo contesto». Ovvero: se vogliono candidarsi devono correre dentro le liste del Partito democratico.
Quanto alle deroghe, previste dal regolamento approvato ieri dal coordinamento nazionale del Pd, Cabras ha chiarito che «nessun parlamentare uscente in Sardegna è nelle condizioni di dover chiedere ulteriori deroghe rispetto a quelle già previste per le ricandidature». Quindi, impossibile essere ricandidati dopo tre mandati. Inoltre, il numero complessivo di deroghe, che pure salvano i segretari del partito, i presidenti delle Camere, i ministri, i capigruppo parlamentari, non possono superare il 10% degli eletti nelle consultazioni politiche del 2006 nelle liste di Ulivo, Ds e Margherita.
Le consultazioni per la creazione delle liste sono previste per domani, sabato 23 febbraio.
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