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venerdì 22 febbraio 2008

Olbia, 'ndrangheta connection: tremano
protagonisti di economia e politica
L'ordinanza del giudice come un romanzo noir

di Giacomo Occhioni

Olbia è uscita dal limbo. Mercoledì 27 febbraio il Consiglio comunale si riunisce per confrontarsi sul pericolo di infiltrazioni della 'Ndrangheta in città. È uno dei risultati dell'inchiesta della Procura di Milano sugli investimenti in giro per l'Europa della Cosca Ferrazzo di Mesoraca, clan malavitoso con sede illegale in provincia di Crotone.

Un pugno di criminali calabresi, dopo avere investito in istituti di credito fantasma in Svizzera, aveva deciso di puntare su terreni e beni immobiliari e dintorni. Grave ma non gravissimo, se non fosse che dalla intercettazioni del Ros dei carabinieri è risultato che questi figuri avevano conoscenze collaudate tra gli imprenditori di punta di Olbia, con i quali concordavano affari e stringevano alleanze.

Ed è altamente probabile, ma questo lo appurerà l'inchiesta che il Pm Mario Venditti si appresta a chiudere, che anche certi ambienti politici galluresi siano invischiati in questa losca faccenda. Lo suggerisce la frequenza con cui alcuni amministratori (ed ex) stanno visitando negli ultimi tempi l'ufficio tecnico comunale, alla ricerca di carte che potrebbero rivelarsi insidiose, sulla base di quanto scoperto dalle indagini.

Tra coloro che cercano di far memoria su pratiche edilizie del recente passato, assicurano i bene informati, ci sarebbe anche Settimo Nizzi, sindaco di Olbia negli ultimi dieci anni. Solitamente molto loquace, Nizzi sino a questo momento non ha proferito parola alcuna su un'inchiesta che si sviluppa negli anni dei suoi due mandati consecutivi e, dunque, come minimo lo sfiora. Anche perché nell'informativa del Ros si fa menzione di un imprenditore, Mauro Putzu, fraternamente legato a Nizzi.

Putzu, ex presidente dell'Olbia Calcio, sarebbe stato il tramite tra l'avvocato Melzi (legale milanese arrestato nella stessa inchiesta) e l'amministrazione comunale per definire alcuni affari immobiliari. Melzi è una figura bipartisan con amicizie consolidate da trent'anni in Gallura, un insospettabile: tanto che l'allora assessore all'Urbanistica Livio Fideli lo incontrò per definire un piano di lottizzazione in zona San Nicola, poi regolarmente approvato dal Consiglio comunale nell'agosto del 2004.

Di quell'intervento era titolare la società Gmp, sigla le cui iniziali indicano i tre soci all'atto della costituzione avvenuta nel 1997: Gerolamo Gianquinto (poi uscito dal sodalizio), Mossa (Stefano e Mario, proprietari dell'azienda di distribuzione alimentare Stemar) e Giovanni Antonio Pitta, il vulcanico presidente del Tavolara Calcio. Difficile asserire - come qualcuno ha maldestramente tentato di fare su un quotidiano - che tutti questi imprenditori olbiesi agissero sapendo che avevano a che fare con malavitosi di professione, ma certo è chiara la vicinanza tra capi clan e business man locali. E certe preoccupazioni, dunque sono pienamente legittime.


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