venerdì 22 febbraio 2008
di Marco Murgia
Tutto in movimento ma tutti sottovoce. Se la campagna elettorale non è ancora ufficialmente avviata, le grandi manovre dei partiti vanno avanti sottotraccia: si naviga a vista, in attesa di comunicazioni dalle sedi nazionali. Per ora solo ipotesi: per dirla con le parole del capogruppo dell'Udc in Consiglio regionale, Roberto Capelli, «è tutto in alto mare almeno sino alla presentazione dei simboli», prevista per l'inizio di marzo.
Chi gioca d'anticipo è il Partito democratico. Da Roma l'ordine di Veltroni è perentorio: liste chiuse una settimana in anticipo rispetto alla data ufficiale. L'obiettivo è quello di avere tutto pronto mentre nel centrodestra ancora si dibatte: un modo per dimostrare la compattezza e la chiarezza dentro la nuova formazione politica che a livello nazionale ha raggiunto l'accordo con i Radicali di Marco Pannella ed Emma Bonino, dopo quello consolidato con L'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro.
Riflessi in Sardegna: una accelerata nelle strategie del gruppone guidato da Antonello Cabras. Non che all'interno del Pd isolano la situazione sia semplice: ma la spinta in avanti nella direzione indicata da Roma dovrebbe aiutare a tirare il bandolo della matassa. Il senatore-segretario ne ha discusso ieri pomeriggio con i consiglieri regionali, dopo la presentazione alla stampa della giornata di domani: sarà quella delle formulazione delle liste provinciali, con i rappresentanti indicati dai territori secondo una ripartizione numerica dettata dalla popolazione: assemblee pubbliche allargate a chiunque abbia partecipato alle primarie del 14 ottobre, ma senza gli aiutini degli elettori e dei rappresentanti del centrodestra.
Le prove generali oggi a Tramatza, durante l'incontro dell'assemblea costituente previsto per metà pomeriggio: la riunione oristanese non dovrebbe però essere quella decisivo per le nomine isolane. Molto più attesa l'assemblea di martedì, quando i rappresentanti delle otto province saranno resi ufficiali con la consegna delle liste ad Antonello Cabras. Il segretario regionale deciderà con la segreteria nazionale l'elenco definitivo. Tutto ancora aperto, quindi: e c'è chi giura che «se ne vedranno delle belle».
Sorprese ed effetti speciali potrebbero vedersi anche sull'altra sponda. Dal versante nazionale del Pdl arriva la conferma della decisione che interessa diversi rappresentanti del parlamento sardo: c'è il veto per le candidature dei consiglieri regionali in carica, ribadito dal coordinatore di Forza Italia Piergiorgio Massidda. A differenza di quanto avviene nel Partito democratico, però, di scritto non ci sarebbe ancora niente: il ragionamento vale solo per gli uomini di Berlusconi o anche per quelli di Alleanza Nazionale?
A uscire scottato da questa situazione potrebbe essere il consigliere regionale Alberto Randazzo. Uomo forte di Giovanardi in Sardegna, l'ex capogruppo dell'Udc sarebbe in procinto di fare il grande salto verso la formazione guidata da Berlusconi, al seguito dell'ex ministro: il biglietto per Roma, se Giovanardi dovesse indicare l'isola come base di partenza di uno dei suoi protetti, sarebbe pronto e prenotato. Il veto sui consiglieri regionali in carica, però, potrebbe cascargli addosso a metà del guado: a quel punto il rientro da figliol prodigo nell'Udc potrebbe non essere ben accetto.
Se a livello nazionale il partito di Casini cerca la sponda della neonata Rosa Bianca, in Sardegna i giochi sembrano fatti: Giorgio Oppi confermato a Roma almeno sino al 2009 - punta a rientrare in Sardegna per le elezioni regionali - con l'avvicendamento pronto di Roberto Capelli. Il capogruppo Udc in Consiglio regionale spiega come nell'isola il partito cerchi qualche aggancio con l'Udeur: sui singoli, chiarisce, e non per formare una nuova coalizione.
Conferma indirettamente quanto rivelato da Sergio Marracini alcuni giorni fa. Due calcoli il segretario dell'Udeur dovrebbe pure averli fatti: lo 0,5 per cento che i sondaggi attribuiscono a livello nazionale al Campanile deve dare da pensare non poco se conclude che «non sono più disposto a sputare sangue per chi candida mogli e parenti»: detto durante il direttivo del partito, potrebbe ribadirlo domani al congresso regionale. È la preparazione di una via di fuga in vista del grande sparpaglio: anche se nessuno conferma e nessuno nega. È «tutto in alto mare»: si salvi chi può, l'importante è restare a galla.
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